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Castelli Aperti in Piemonte, tutte le dimore storiche da visitare domenica 30 giugno 2024
Da torinotoday.it del 28 giugno 2024

L'elenco suddiviso per provincia

L’ultimo fine settimana di giugno continua ad essere all’insegna di Castelli Aperti, la rassegna sostenuta dalla Regione Piemonte, che porta il visitatore alla scoperta di castelli, musei, palazzi storici, torri e borghi del Piemonte. Di seguito un elenco diviso per provincia di tutti i beni storici aperti domenica 30 giugno.

Provincia di Torino

•Arignano – Rocca di Arignano: visite guidate su prenotazione alle 11.30.Per informazioni e prenotazioni: Tel: 011 4031511; info@roccadiarignano.it.Costo biglietto: intero 10 euro, ridotto 5 euro.

•Caravino – Castello e Parco di Masino: aperto con orario 10-18.Informazioni e prenotazioni: Tel.0125-778100;faimasino@fondoambiente.it. Costo biglietto: (Castello e Parco) intero 15euro; ridotto 8 euro.

•Pinerolo – Parco di Villa Doria Il Torrione: alle 10.30 visita guidata del Parco accompagnata dalla Dr. Eva Boasso. Costo Biglietto: intero 8 euro.

Visite libere del Parco dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30 (ultimo ingresso ore 17.30). Costo Biglietto: intero 6 euro. Prenotazione obbligatoria per tutte le attività al Tel. 0121/323358; info@iltorrione.com,segreteria.torrione@gmail.com. Nel pomeriggio alle 16 presentazione del libro: BELLA ED INFELICE DONNA Maria Canera di Salasco. La contessaGaribaldina

•Piossasco –Casa Lajolo: orario: dalle 10 -13 e dalle 14.30-18.00, visiteguidate ogni mezz'ora con i Ciceroni a casa, giardino e orto-giardino. Per informazioni e prenotazioni: Tel: 333 3270586; info@casalajolo.it. CostoBiglietto: Intero 8 euro.

•Pralormo – Castello di Pralormo: dalle 10 alle 18. Informazioni348/8520907; info@castellodipralormo.com. Costo Biglietto: intero 9 euro;ridotto 8 euro

•San Secondo di Pinerolo – castello di Miradolo: aperto dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso ore 17.30). Mostra "Giorgio Griffa. Una linea, Montale e qualcos'altro" Prenotazione consigliata: 0121/502761 prenotazioni@fondazionecosso.it. Costo biglietto: parco intero 6€, mostra+ parco 15 euro

Provincia di Alessandria

•Acqui Terme – Castello dei Paleologi – Civico Museo Archeologico: aperto dalle 10 alle 19 con possibilità di visite guidate incluse nel costo del biglietto di ingresso. Info 0144 57555; info@acquimusei.it. Costo biglietto:intero 4 euro, ridotto 2 euro.

•Acqui Terme -Villa Ottolenghi Wedekind: visita guidata su prenotazione ore 16.30 (orario soggetto a riconferma), con degustazione nelle cantine (circa 2 ore e 30 minuti, durata totale). Informazioni e prenotazioni: 3356312093; accoglienza@borgomonterosso.com; Costo biglietto: intero 15euro.

•Alfiano Natta – Tenuta Castello di Razzano: visite su prenotazione con orario 14-17. Informazioni e prenotazioni: 0141 922535; info@castellodirazzano.it. Costo biglietto a partire da 6 euro ingresso al museo e cantine

•Alluvioni Piovera – Castello di Piovera: aperto al mattino con orario 10 –13. Visita guidata con turno unico alle 11 e prenotazione obbligatoria. Info:346 2341141; info@castellodipiovera.it. Costo biglietto: per visita guidataintero 13 euro. Visita libera Parco: intero 6 euro

•Bistagno – Gipsoteca Giulio Monteverde: orario 10-13 e 14-18. Info: 014479106, 366 5432354; Costo biglietto: intero 5 euro, ridotto 3 euro.

•Giarole –Castello di Sannazzaro: aperto con visite guidate alle 11.30 e15.30, su prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: Tel: 335 1030923; info@castellosannazzaro.it Costo Biglietto: Intero 10 euro, Ridotto 5 euro

•Rocca Grimalda –Castello di Rocca Grimalda: aperto per visite guidate del castello e giardino alle ore 15.30. Info e prenotazioni: Tel: 334 1574751,334 3387659; info@castelloroccagrimalda.it. Costo biglietto: intero 9 euro,ridotto 4 euro.

•Rivalta Bormida – Fondazione Elisabeth De Rothschild a Palazzo Lignana: visite guidate solo su prenotazione con orario 09-13 e 14.00-20. Si consiglia di prenotare la visita almeno con un giorno di preavviso. Info eprenotazioni: tel. 345 8566039. Costo biglietto: intero 10 euro.

•Rosignano Monferrato – Borgo: visite accompagnate nei seguenti orari:10, 11.15, 15, 16.15 con partenza dall' Infopoint. Caldamente consigliata la prenotazione anticipata. Per informazioni e prenotazioni: 0142 489009 (Uffici comunali) oppure 377 1693394 (Infopoint); info@comune.rosignanomonferrato.al.it Ingresso libero.

•Rosignano Monferrato –Castello di Uviglie: aperto con turno unico di visita guidata alle ore 10.30. Prenotazione consigliata. Info: 334 1011278;info@ilcastellodiuviglie.com. Costo biglietto: intero 15 euro, ridotto 12 euro.

•Trisobbio –Castello di Trisobbio (salita alla Torre): visite accompagnatedalle 17 alle 19 solo su prenotazione. Prenotazione obbligatoria sul sito. Costo biglietto: intero 2 euro. Info: 0143 871104; info@trisobbio.eu

Provincia di Asti

•Castagnole delle Lanze –Torre del Conte Ballada di Saint Robert: dalle 10alle 12 e dalle 15.00 alle 17.00 visite accompagnate con partenza dall'ufficioturistico in Piazza Marconi n.13. Info: 331 266 5702;ufficioturistico@castagnoledellelanze.net. Costo biglietto: intero 3 euro.

•Castelnuovo Calcea – Area del Castello di Castelnuovo Calcea: visite libere con i seguenti orari 10 -19. Per informazioni e prenotazioni 0141 957154,oppure 347 0834805 info@comune.castelnuovocalcea.at.it. Ingresso gratuito

•Costigliole d'Asti – Castello di Rorà: aperto con orario 10.30-12.30 e 15-19.Fino al 28 luglio Mostra International Exhibition of Contemporary Art"The art of Immagination". Per informazioni e prenotazioni: 0141 962210 (int. 210) oppure 348 3059089; manifestazioni@costigliole.it. Ingresso gratuito

•Moncalvo – Torrione e camminamenti di Moncalvo: visite libere con pannelli informativi o accompagnate (dal Punto Informazioni Turistiche),con orario 10-12:30; 15:30-17:30. Le parti esterne del torrione e delle mura sono visitabili liberamente tutti i giorni. Per informazioni: 388 6466361;info@prolocomoncalvo.it. Ingresso a offerta libera.

•Nizza Monferrato – Gipsoteca Formica: visite guidate organizzate dalla IAT con orario 11.30 e 16.30 (tariffe in definizione). Per informazioni e prenotazioni contattare 0141 441565 oppure Tel. 379 1354571;iat@comune.nizza.at.it

•Viarigi – Torre dei segnali: visite accompagnate ad offerta libera con orario 15.30-18.30. In caso di maltempo la torre rimarrà chiusa. Info: Tel.331 1531242, 0141 611050; sindaco@comune.viarigi.at.it

Provincia di Biella

•Biella – Palazzo Gromo Losa: aperto con orario 10-19. Mostra "Selvatica -Arte e Natura in Festival 10^ ed." (dal 20 aprile-21 luglio 2024). Info: Tel. 0150991868; info@palazzogromolosa.it Costo biglietto: intero 10 euro; ridotto8 euro.

•Biella – Palazzo La Marmora: aperto con orario 15-19 con visite libere oguidate su prenotazione. Info: 331 6797411, 345 0697927;biglietteria@palazzolamarmora.it Costo Biglietto: intero 10 euro per visita completa.

•Candelo – Ricetto di Candelo: accesso libero tutti i giorni. Per visite guidate contattare: Tel. 015 2534728; info@prolococandelo.it

•Magnano – Collezione Enrico a Villa Flecchia: visite guidate dalle 14.30alle 18.30. Per informazioni e prenotazioni: Tel: 0125 778100; faiflecchia@fondoambiente.it. Costo biglietto: Intero: 8 euro, Iscritti FAI: 4euro.

Provincia di Cuneo

•Alba –Mseo Diocesano di Alba: dalle 14.30 alle 18.30. Informazioni eprenotazioni: 345 7642123; mudialba14@gmail.com.Costo biglietto: intero 3euro; ridotto 1,5 euro.

•Barolo –Castello Falletti di Barolo e WIMU Wine Museum: dalle 10.30 alle19. Informazioni e prenotazioni: 0173 386697; info@wimubarolo.it;prenotazioni@wimubarolo.it Costo biglietto: intero 9 euro; ridotto 7 euro.

•Bra – La Zizzola: visite accompagnate ad ingresso gratuito con orario 10-18. Info e prenotazioni: 0172 430185; turismo@comune.bra.cn.it

•Bra – Museo Civico di Storia Naturale Craveri: aperto dalle 10 alle 12.30 edalle 14.30 alle 17.30; info 0172 412010, turismo@comune.bra.cn.it. Costo biglietto: singolo museo 5 euro; Musei Civici Bra 10 euro.

•Bra – Museo Civico di Palazzo Traversa: aperto dalle 10 alle 12.30 e dalle14.30 alle 17.30; info 0172 423880, traversa@comune.bra.cn.it. Costo biglietto: singolo museo 5 euro; Musei Civici Bra 10 euro.

•Bra – Museo del Giocattolo: ingresso esclusivamente con visita guidata negli orari: 10.30 - 11.30 - 14.30 - 15.30 - 16.30; Per informazioni: 0172 430185 oppure 0172 438304, turismo@comune.bra.cn.it. Costo biglietto: singolomuseo 5 euro; Musei Civici Bra 10 euro.

•Caraglio - Il Filatoio di Caraglio: dalle 10 alle 19. Info e prenotazioni: 0171618300. Costo biglietto: Intero 9 euro.

•Dronero – Museo Civico Luigi Mallé: dalle 15 alle 19 (ultimo ingresso ore18.30); info Tel. 347 8878051 oppure Tel. 0171 908704;museo.malle@comune.dronero.cn.it. Costo Biglietto: Gratuito.

•Fossano – Castello dei Principi D’Acaja: aperto con partenza tour alle 11, 15e 16.30. Biglietteria presso l’Ufficio Turistico (corte interna del maniero).Consigliata la prenotazione. Numero Verde 800 210 762 - Tel. +39 0172 60160; iatfossano@visitcuneese.it Costo Biglietto: Intero 5 euro; ridotto 3 euro.

•Govone – Castello Reale: dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18 (ultimoingresso ore 17.30). Info Tel. 371 4918587 oppure Tel. 0173 58103;info@castellorealedigovone.it. Costo Biglietto: intero 7 euro; ridotto 5euro.

•Magliano Alfieri – Museo dei soffitti in gesso e Teatro del Paesaggio - Castello degli Alfieri di Magliano: aperto con orario 10.30-18.30.Informazioni e prenotazioni: 0173 386697;castellomagliano@barolofoundation.it Costo biglietto: intero 5 euro (unmuseo); intero 7 euro (due musei).

•Manta – Castello della Manta: aperto con orario 11-19. Informazioni e prenotazioni: 0175 87822; faimanta@fondoambiente.it Costo biglietto:intero 11 euro; Visita guidata intero 15 euro.https://fai.midaticket.it/Event/10/Dates

•Priero – Borgo e Torre Medievale di Priero: visite guidate su prenotazione dalle 10 alle 18. Info: 3331714232; torre@prieroturismo.it. Costo Biglietto:intero 4 euro .

•Roddi – Castello di Roddi: visite esclusivamente guidate con i seguenti orari: 11.30; 15.30; 16.30. Prenotazione consigliata. Info: 0173 386697;castelloroddi@barolofoundation.it. Costo Biglietto: intero 6 euro.

•Saliceto – Castello dei Marchesi del Carretto: visite guidate con turnounico ore 15.30. Prenotazione consigliata. Info: 334 2929417;info@castelliaperti.it. Costo Biglietto: intero 6 euro, ridotto 4 euro.Prenotazioni sul sito

•Saluzzo - Casa Cavassa: orario 10 -13 e 14-19. Informazioni e prenotazioni:tel. 329 394 0334; musa@itur.it. Costo biglietto: intero 5 euro; ridotto 3euro.

•Saluzzo – Casa Natale di Silvio Pellico: dalle 14 alle 19. Per informazioni e prenotazioni: Tel: 329 394 0334; musa@itur.it; Costo biglietto: intero 3 euro;ridotto 2 euro.

•Saluzzo – La Castiglia: orario 10-13 e 14-19. Informazioni e prenotazioni:tel. 329 3940334; musa@itur.it. Costo Biglietto: Intero 8 euro; ridotto 5euro.

•Saluzzo – Torre Civica e Pinacoteca Olivero: orario 10-13 e 14-19.Informazioni e prenotazioni: tel. 329 394 0334; musa@itur.it. Costobiglietto: intero 3 euro; ridotto 2 euro.

•Saluzzo - Villa Belvedere Radicati: orario 10 - 13 e 14-19. Prenotazioni al 351 5718472. Costo biglietto: intero 5 euro

•Savigliano – Museo Civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra: orario 10-13 e15-18.30. Informazioni e prenotazioni: 0172 712982; 0172 717545 (sabato edomenica); museocivico.gipsoteca@comune.savigliano.cn.it CostoBiglietto: Intero 5 euro; ridotto 3 euro.

•Savigliano – Palazzo Muratori Cravetta: visite guidate alle 10.30 e 15.30 previa prenotazione presso Ufficio Turistico IAT 0172/370736 mail:ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it). Costo Biglietto: Intero 3 euro.

•Serralunga d’Alba –Castello di Serralunga d’Alba: aperto con visite guidate alle 10.30; 11.15; 12; 12.45; 14.30; 15.15; 16; 16.45; 17.30. Informazioni e prenotazioni: 0173 613358; info@castellodiserralunga.it; Costo Biglietto:Intero 6 euro; ridotto 3 euro.

Provincia di Novara

•Oleggio Castello – Castello dal Pozzo: visite guidate su prenotazione almattino. Per informazioni e prenotazioni: 0322 53713, 335 6121362,contact@castellodalpozzo.com. Costo biglietto: intero 15 euro.

•Vinzaglio - Castello di Vinzaglio: aperto solo su prenotazione contattandoil numeroTel: 346 7621774

Provincia di Verbania

•Ente Giardini Botanici di Villa Taranto: visite dei Giardini Botanici conorario 9 -18 (ultimo ingresso) ore 19 chiusura cancelli. Per informazioni:0323 556667; ente@villataranto.it. Costo biglietto: intero 13 euro.

 

Un nuovo splendore per le casematte. Al lavoro sulle 34 porte austriache
Da ilgiorno.it del 28 giugno 2024

A Pizzighettone intanto la Notte dei Fuochi sull’Adda e i Camion d’epoca

Sono iniziati i lavori di ristrutturazione delle porte austriache delle casematte di via Boneschi.

"Occupandoci di varie zone del centro storico del paese, ci è sembrato giusto e utile tinteggiare le porte della cinta muraria", racconta Carlo Pedrazzini, presidente dell’ente fieristico comunale Pizzighettone Fiere dell’Adda. I lavori coinvolgono tutte e trentaquattro le porte austriache delle casematte e consistono nell’applicazione di una nuova tinteggiatura protettiva per mantenere la bellezza storica e la cura di questi beni. Le casematte, oltre a essere un complesso fortificato che rispetta la propria originaria costruzione, sono una delle attrazioni turistiche più importanti del paese. Lunga circa due chilometri, la cinta muraria è considerata tra le migliori in Lombardia per il perfetto stato di conservazione.

"Gli immobili delle mura sono gestiti da Pizzighettone Fiere dell’Adda, la società di proprietà del Comune che ha il compito di valorizzare piazza d’Armi, le casematte e il torrione", prosegue Pedrazzini. L’iniziativa è stata resa possibile grazie a un accordo tra Amministrazioni ed enti: "L’Ufficio tecnico del Comune ci ha contattati per informarci del fatto che avevano a disposizione una persona da dedicare ai lavori socialmente utili. Noi ovviamente abbiamo colto la palla al balzo e deciso di coinvolgere questo lavoratore affinché svolgesse un servizio utile per l’intera comunità"".

La durata dei lavori è ancora da definire. "Non importa quanto ci vorrà, il fascino di questo paese necessità impegno e cura costante.Pizzighettone sta vivendo anni di grande attività ed è giusto che i turisti scoprano un borgo pulito e manutenuto. Le casematte sono uno dei simboli che ci distinguono e vogliamo che chiunque resti affascinato da questo grande monumento storico".

Intanto Pizzighettone si prepara per la consueta “Notte dei Fuochi“ sul fiume Adda, che si terrà domani. Domenica invece le casematte verranno coinvolte nella prima edizione di “Modellismo tra le mura“. La manifestazione si svolgerà in contemporanea con l’esposizione dei Camion d’Epoca organizzata dal Cavallino Club Pizzighettone in Piazza d’Armi.

Di Lorenzo Rocca

 

In Nord corea test per missili con testatemultiple, ma Seul nega
Da lidentita.it del 27 giugno 2024

(Adnkronos) – La Corea del Nord ha condotto con successo un importante test finalizzato a sviluppare missili con testate multiple. Lo riporta l'agenzia di stampa statale nord coreana Kcna. Secondo la Corea del Sud si tratta invece di informazioni"ingannevoli" per mascherare un lancio fallito. Secondo la Corea del Nord il test è stato effettuato utilizzando il motore a combustibile solido del primo stadio di un missile balistico a raggio intermedio.

Soltanto ieri era arrivato l'annuncio di Pyongyang su un nuovo test. Secondo l'agenzia di stampa Kcna, "la Repubblica popolare democratica di Corea ha condotto con successo il test di separazione e controllo della guida di singole testate mobili". La Corea del Nord starebbe intanto costruendo sezioni di quello che sembra essere un muro in diversi punti vicino al confine con la Corea del Sud. Lo rivelano nuove immagini satellitari analizzate da Bbc Verify il 21 giugno scorso, che mostrano anche come la terra all'interno della zona demilitarizzata (Dmz) sia stata bonificata, fatto che potrebbe essere una violazione della tregua di lunga data con la Corea del Sud. La Dmz è una zona cuscinetto larga 4 chilometri tra la Corea del Nord e quella del Sud, che sono ancora tecnicamente in guerra non avendo mai firmato un trattato di pace.

La zona è divisa in due, con ciascuna parte controllata dalle rispettive nazioni. Questa recente attività di Pyongyang è "insolita", secondo gli esperti, e avviene in un momento di crescenti tensioni tra i due Paesi. "A questo punto possiamo solo ipotizzare che la Corea del Nord stia cercando di rafforzare la sua presenza militare e le fortificazioni lungo il confine", ha affermato Shreyas Reddy, corrispondente del sito specializzato Nk News, con sede a Seul. Bbc Verify ha commissionato immagini satellitari ad alta risoluzione su un tratto di sette chilometri del confine per esaminare gli eventuali cambiamenti che la Corea del Nord sta apportando all'area.

Queste immagini sembrano mostrare almeno tre zone in cui sono state erette barriere vicino alla Dmz, coprendo un totale di circa un chilometro vicino all'estremità orientale del confine, ma è possibile che siano state costruite ulteriori barriere lungo altri tratti del confine. La data esatta di inizio della costruzione non è chiara a causa della mancanza di precedenti immagini ad alta risoluzione nell'area. Tuttavia, queste strutture non erano visibili in un'immagine datata novembre 2023.

 

Base militare nel Parco. Il fronte del no si mobilita. E i giovani Pd chiedono:"Chiarezza dal sindaco"
Da lanazione.it del 26 giugno 2024

Dopo il via libera dal Governo e il primo stanziamento di 20 milioni gli strali di Auletta: "Altro che civico! E Giani e Bani sono come lui" .

Da una parte c’è il ‘fronte del No’, con il consigliere comunale di Diritti in Comune Ciccio Auletta e con lui le varie anime del Movimento No Base, che annunciano una nuova mobilitazione dopo quella che li ha visti "sminare" a suon di cortei l’iniziale progetto-Coltano.Dall’altra c’è il ’fronte del ni’ (almeno a livello di partito), con il segretario comunale dei Giovani Dem (e consigliere Pd) Enrico Bruni, chechiede al sindaco Conti di far chiarezza sul progetto al quale, è notizia di ieri, il governo Meloni ha dato il via ufficiale inserendo nel decreto infrastrutture – finanziamento iniziale di 20 milioni di euro – "la nuova sede dei reparti di eccellenza dell’Arma dei Carabinieri, segnatamente del Gruppo intervento speciale, del 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti ‘Tuscania’ e del Centro cinofili, in Pisa, quale “opera destinata alla difesa nazionale”". "Queste le risorse iniziali che il Governo Meloni ha previsto per costruire la nuova base concepita dal Governo Draghi-Guerini (che prevedeva un investimento complessivo di 190 milioni di euro) – attacca Auletta – e proseguita dall’accordo trasversale tra il sindaco di Pisa Conti (Lega), il presidente della Regione Giani (Pd), e il presidente del Parco, Bani. Ad oggi non sappiamo quanto costerà complessivamente questa nuova infrastruttura che servirà a rendere Pisa ancor più uno dei principali avamposti per la guerra del nostro paese, vista la presenza di Camp Darby e dell’Aeroporto militare". "Un’assoluta opacità – accusa Auletta – che caratterizza l’operato diGoverno, Regione e Comune dai primissimi giorni. E il primo ad applaudire a questa decisione del Governo e del suo Ministro è il leghista Conti. Altro che civico! Stende tappeti rossi per la nuova base, al pari di Giani e Bani, puntando sull’economia di guerra per il nostro territorio,e spacciando il tutto con indegne logiche compensative. Ma quella base non si farà mai né a Pisa né a Pontedera né altrove".

"Poiché il sindaco manifesta soddisfazione – interviene invece il dem Bruni – e si dice orgoglioso del percorso condotto con gli altri enti che, a suo dire, ha portato a questo risultato, crediamo opportuno che finalmente Conti faccia chiarezza: ha in mano il progetto? Se sì a cosa sono destinati questi primi 20 milioni? Verranno utilizzati per completare l’operazione decommissioning del reattore nucleare, come assolutamente opportuno? Il sindaco venga in consiglio e spieghi di preciso le caratteristiche di questo progetto ancor oggi segretato. Al tavolo interistituzionale sono state presentate solo poche slides, ma i pisani hanno diritto di sapere. Conti torna a parlare di fondi dicompensazione destinati agli immobili storici di Coltano. Quali Fondi? Già l’operazione di bonifica di un’area in cui ha insistito un reattore nucleare e nella quale ancor oggi insiste un deposito nazionale di scorie radioattive, che deve essere prioritaria, è molto costosa ecomplicata. Anche per la sicurezza dei cittadini chiediamo sia fatta immediata chiarezza sui lavori che verranno intrapresi". "Come Giovani Democratici – ricorda Bruni – abbiamo ribadito più volte la nostra piena contrarietà della costruzione di una Base nel Parco, progetto cheriteniamo contrario all’ambiente e agli interessi della città. Il Comune potrà fare osservazioni al Piano Integrato del Parco ma solo per l’incremento della tutela dell’ambiente e dei poteri del parco. È possibile far convivere alcune attività economiche con la salvaguardia ambientale, ma solo puntando sui poteri e sulla tutela di un parco naturale prezioso, patrimonio dell’Unesco.

 

Riqualificazione di Forte Belvedere, Bucci: “Completate tutte le operazioni di pulizia”
Da lavocedigenova.it del 23 giugno 2024

Gli interventi propedeutici al restauro della cinta muraria esterna. L'intervento rientra nel piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr

Il sindaco Marco Bucci ha annunciato i progressi nei lavori di riqualificazione di Forte Belvedere
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"In questi giorni sono state completate tutte le operazioni di pulizia e di svuotamento deil ocali interni e dei giardini. I lavori proseguiranno con il montaggio di strutture propedeutiche al restauro della cinta muraria esterna. Grazie a questi interventi, i genovesi potranno riscoprire un patrimonio di inestimabile valore”, ha dichiarato il sindaco.

I LAVORI

Nel mese di agosto 2023, i lavori per la riqualificazione di Forte Belvedere sono stati assegnati alla Cooperativa Archeologia Soc. Coop. di Firenze, con un importo di 3,8 milioni di euro.

Il Comune era diventato proprietario dell'area nel 2015, dopo un iter avviato nel2011. L'intervento rientra nel piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr. LaCooperativa Archeologia, nota per il suo core business nel restauro, ha realizzato oltre 300 interventi su importanti monumenti italiani e opere d'arte  lavorando anche all'estero in paesi come Austria, Grecia, Malta, Russia, Tunisia, Giordania, Oman, Pakistan, Cina, e Brasile.

Parte dell'intervento coinvolgerà anche salita Mille lire, un percorso storico chiuso da quarant'anni. Il progetto prevede anche un'illuminazione a terra per migliorare la sicurezza.

LA STORIA DEL FORTE

Costruito tra il XVIII e il XIX secolo come forte difensivo e batteria antiaerea, Forte Belvedere ha subito numerose modifiche nel corso degli anni. Nel 1889 furono demolite la torre e costruite casematte interrate, cambiando il nome in "Forte e Batteria Inferiore di Belvedere”. Durante la seconda guerra mondiale, il forte fu utilizzato come batteria contraerea e successivamente occupato dai tedeschi fino alla fine del conflitto. Negli anni Settanta fu costruito il campo sportivo Morgavi, lasciando poche tracce della fortificazione ottocentesca.

 

 

L’eredità dei Greci a Rodi: il Colosso e la fortificazione del porto
Da tempoitalia.it del 21 giugno 2024

Di Luigi Barbieri

L’isola di Rodi, situata strategicamente nel Mar Egeo, ha sempre giocato un ruolo centrale come ponte tra le civiltà del Mediterraneo orientale e occidentale.

Tra i monumenti più emblematici, il Colosso di Rodi non solo incarnava l’ingegneria avanzata della Grecia antica, ma simboleggiava anche la prosperità e la potenza di questo nodo commerciale.

Costruito nel 280 a.C. per celebrare la vittoria contro l’assedio di Demetrio Poliorcete, questa gigantesca statua in bronzo, raffigurante il dio Helios, domina il discorso storico e culturale legato all’isola.

Le fortificazioni del porto testimoniano l’abilità dei greci di integrare elementi di architettura militare con le esigenze di un centro commerciale in espansione.

Queste strutture non solo fornivano difesa contro gli attacchi esterni, ma facilitavano gli scambi commerciali e culturali, consolidando il ruolo di Rodi come una delle città-stato più influenti dell’epoca ellenistica.
 

 

L’evoluzione del sistema di difesa aerea multistrato SAMP/T NG
Da analisidifesa.it del 19 giugno 2024

Il consorzio EUROSAM (Thales, MBDA France e MBDA Italia) ha presentato al salone parigino Eurosatory il nuovo sistema di difesa aerea multistrato SAMP/T NG, sviluppato in stretta collaborazione tra Francia e Italia e originariamente progettato per gestire le munizioni della famiglia Aster (Aster30 B1 e Aster 30 B1NT.

Il SAMP/T NG offre la capacità di ingaggiare minacce aeree a lungo raggio offrendo allo stesso tempo una capacità autonoma contro i missili balistici ma oltre alla capacità di impiegare missili Aster ASTER implementerà una capacità multiraggio/multistrato (lanciatori verticali SHORAD) con un’autoprotezione subordinata per affrontare l’intero spettro delle minacce aeree.

In questa nuova configurazione, il SAMP/T NG diventa un sistema completamente scalabile in grado di fronteggiare qualsiasi attacco saturante e combinato. In quanto tale, il SAMP/T NG sta diventando l’unico sistema europeo in grado di integrare vari effettori nell’intera catena operativa Air Breathing Target/ Theatre Ballistic Missile (ABT/TBM) della NATO.

Grazie all’architettura aperta del suo Modulo di Ingaggio di Nuova Generazione (ME NG), il Multigamma/Multistrato SAMP/T NG sarà in grado di:

•integrare vari radar di lancio multifunzione come Thales Ground Fire o Leonardo Kronos Grand Mobile High Power
•integrare e gestire lanciatori distinti: o fino a sei lanciatori ASTER con 8 missili pronti al lancio (combinazione di ASTER 30 B1 e B1NT)

o fino a sei lanciatori per la difesa aerea a corto raggio (SHORAD) come i lanciatori VL MICA o CAMM-ER

•gestire le risorse V-SHORAD (difesa aerea a cortissimo raggio)
•essere pienamente integrati in una catena di controllo tattico della NATO e in una catena di comando con centri di comando e controllo di livello superiore.

Il ME NG è il cuore del sistema. È sviluppato in collaborazione tra Thales e MBDA Italia. Il ME-NG si basa su un’architettura hardware e software di base comune ed è in grado di integrare requisiti specifici nazionali nonché diversi radar, per coordinare o integrare diversi sistemi d’arma basati su diverse munizioni.

Fonte: comunicato EUROSAM
 

 

La seconda torre protagonista dell'ultimo numero della rivista“Archeologia dell'Architettura”
Da sanmarinortv.sm del 7 giugno 2024

Di Maria Letizia Camparsi

Un lavoro che inizia nel 2016 con la sigla di un protocollo di intesa per la ricerca e la cooperazione tra gli Istituti culturali sammarinesi e l'Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del Cnr italiano. Da lì inizia un ampio progetto di studio archeologico sulle fortificazioni del Titano, che arriva a concentrarsi sulla Seconda Torre, protagonista dell'ultimo numero di “Archeologia dell'architettura”, importante rivista scientifica. Al suo interno un lungo saggio firmato da Daniele Ferdani, Paola Bigi e da altri collaboratori, in cui emergono le risultanze delle ricerche e sondaggi archeologici condotti tra il 2018 e il 2023.

"Una campagna molto dettagliata di rilevazioni per valutare l'epoca pietra per pietra - spiega Paolo Rondelli, direttore degli Istituti Culturali -. Nella Seconda Torre sono una serie di manufatti, parti di antiche murature, liberando anche alcuni spazi da interventi più moderni dell'uomo". "Questi studi sono stati molto importanti perché ci hanno permesso di individuare - illustra Daniele Ferdani del Cnr, anche responsabile progetto "Le fortificazioni di San Marino" - l'evoluzione tra il 14esimo e il 17esimo secolo della Torre.

E' emerso anche che una torre semicircolare, chiamata in un documento 'torricino', fu progettata da un'importante architetto del 15esimo secolo, Francesco di Giorgio Martini, che lavorava per i Duchi di Urbino". Ma le ricerche non si fermano qui: "Si sta lavorando su altre parti del centro storico - racconta Rondelli -. Ultimamente ci sono state valutazioni sulla chiesetta di San Pietro e i sacelli del Santo Marino e di San Leo.

Questo protocollo va avanti finché avremo le risorse e finché avremo monitorato tutto il centro storico".

Nel video le interviste a Paolo Rondelli, direttore Istituti Culturali, e Daniele Ferdani, Cnr - responsabile progetto "Le fortificazioni di San Marino"

 

Le Fortificazioni in Aspromonte. Domenica 09 giugno 2024. La Fortezza di Caulonia ed il sentiero “La Via delle Rose”
Da ecodellalocride.it del 7 giugno 2024

Cenni Storici

Tra la frescura della Valle dello Stilaro e dell’Allaro e le splendide coste ioniche calabresi, Caulonia, anticamente chiamata Castelvetere, prende il nome dell’antica e importante città magnogreca di Kaulon, le cui rovine continuano ad affiorare nel territorio circostante. Sembra infatti che il borgo sia stato fondato dai superstiti della sanguinaria distruzione della città greca ad opera di Dionigi di Siracusa. Culla calabrese della tarantella, che ogni anno nel periodo estivo scuote l’intera regione con il Kaulonia Tarantella Festival e con i laboratori del Tarantella Power. Caulonia è una splendida località che unisce il fascino dell’antico borgo montano, con le sue tradizioni folkloristiche secolari, al relax di spiagge dorate e acque cristalline e li mescola insieme in un evento esplosivo ormai celebre in tutta la penisola.

 Le piazze e i vicoli dell’antica Castelvetere, un borgo molto suggestivo e pittoresco con chiese antiche e numerosetestimonianze storiche, con le strade strette e i selciati. Le tonalità del verde territorio di Caulonia, le morbide ondulazioni delle colline, i caratteristici “cafuni”, o dir si voglia vallate, le biancastre zone dei calanchi, e la distesa bianca di ghiaia del grande fiume Allaro.

Il susseguirsi di mulattiere e le tortuose strade interpoderali che qua e là intersecano i crinali, solcano le vallate, sfiorano i campi coltivati, offrono molti itinerari dal notevole valore paesaggistico sia all’automobilista (che troverà strade non ampie, ma atte a snodarsi in percorsi molto panoramici), sia a chi ama fare escursioni a piedi.

Descrizione del Sentiero

Dopo aver visitato il Castello e il borgo ci immettiamo sulla piccola stradella che scende sulla strada provinciale, si prosegue per circa 600 metri sino al Calvario di Sant’Ilarione, superato il Calvario dopo pochi minuti ci immettiamo sul sentiero “La Via delle Rose”, si prosegue per un centinaio di metri sulla sterrata che sale a sinistra, qualche breve dislivello e subito dopo ci immettiamo sulla sterrata di contrada Limbia.

Il sentiero incomincia a scendere e dopo circa 30 minuti siamo al serro delle Rose, una breve sosta per ammirare tutto il panorama, quella striscia bianca della fiumara Allaro, alla cima del Monte Gallo, al borgo di Ursini, e al crinale di Galatria.

L’Allaro potrebbe essere anche l’antico fiume Elleporo, da cui deriverebbe anche il suo attuale nome e da come afferma Cluverio che si trova nelle vicinanze di Castro Vitere (odierna Caulonia).

Piene d’inverno (alimentate dalle piogge) e semi asciutte d’estate, le fiumare rappresentano uno spettacolo naturale “esclusivo”, con caratteri che mutano nel tempo, da scoprire di volta in volta.

Il sentiero scende lungo diversi tornanti, e proprio lungo il sentiero chiamato la “Strada ‘di Rosi” è continuamente riproposto, sui muri di contenimento, la segnaletica delle rose, le panchine sono colorate di viola e di blu.

Grazie alla ricerca storica e religiosa, al creativo intervento progettuale ed alla cura nella realizzazione, la Via delle Rose ed il Sentiero dei Falò, sono oggi due gallerie d’arte a cielo aperto, due luoghi di gioia e di condivisione della natura e del pensiero; come dice la segnaletica, non è importante la meta quanto è importante il cammino. Superato il vallone Gulle dopo pochi passi siamo alla casa del cacciatore, punto di riferimento dei cacciatori dopo la battuta di caccia del Cinghiale, ancora qualche centinaio di metri e siamo al Borgo di San Nicola.

 

FORTE STELLA: IL RESTAURO DELCAMMINAMENTO TRA LA PIAZZAFORTE E LA RESIDENZA NAPOLEONICA
Da elbareport.it del 7 giugno 2024
Da Smart - Sistema Museale dell'Arcipelago Toscano

Forte Stella di Portoferraio: grazie alla realizzazione del progetto di “restauro recupero e riqualificazione della batteria, dei camminamenti e degli accessi alle fortificazioni della piazzaforte di Portoferraio ubicati tra la muraglia del Forte Stella e la residenza napoleonica” si arricchisce l’offerta del patrimonio architettonico e storico visitabile a Portoferraio.

Finanziato da un bando di Regione Toscana dal Fondo investimenti per le isole Minori, l’intervento è stato progettato dall’Architetta Elisabetta Coltelli.

Per info e viste: info@visitaportoferraio.com (mailto:info@visitaportoferraio.com), Tel.: +39.0565.914121

 

Sangano, la Regione stanzia oltre mezzo milione di euro per i primi lavori nell’ex Polveriera
Da lavalsusa.it del 6 giugno 2024

Di Alberto Tessa

La notizia era nell’aria da tempo, ma ha ricevuto l’uffi ialità soltanto la settimana scorsa: la Regione Piemonte, con una lettera datata 29 maggio, ha confermato di avere stanziato 572mila e rotti euro, provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione, per la riqualificazione del cosiddetto “Anello del soldato”, ovvero dell’area attorno all’ex Polveriera, finalizzando il tutto alla creazione del cosiddetto “Parco Etico”.

Il Comune cofinanzierà in parte l’opera, per un totale di circa 700 mila euro.

 

Aeronautica: il 14 giugno si parla delle Fortificazioni di Pantelleria
Da pantellerianotizie.it del 6 giugno 2024

VENERDI’ 14 GIUGNO, ALLA SCOPERTA DELLA STORIA AFFASCINANTE DELLE FORTIFICAZIONI DI PANTELLERIA, CON UN EVENTO ORGANIZZATO DALL’AERONAUTICA MILITARE, DAL COMUNE DI PANTELLERIA E CON IL PATROCINIO DELLA SEZIONE SICILIA DELL’ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI

Venerdì 14 giugno 2024 alle ore 17:00, presso la sede dell’Aeronautica Militare in Via Madonna della Margana 78, ci si immergerà nella ricca eredità storica di questa meravigliosa isola alla scoperta dei segreti delle fortificazioni che hanno protetto Pantelleria nel corso dei secoli.

Questo evento, organizzato dall’Aeronautica Militare, dal Comune di Pantelleria e con il patrocinio della Sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli, offre un’opportunità unica per la Comunità di riunirsi e celebrare il patrimonio storico locale.

Esperti e storici condivideranno storie e dettagli inediti sulle strutture difensive che hanno giocato un ruolo fondamentale nella storia dell’isola, dal Muro Alto del villaggio dell’età del bronzo di Mursia, passando per le costruzioni difensive punico-romane dell’Acropoli di San Marco, al medioevale Castello Barbacane, fino ai bunker ed alle batterie della seconda guerra mondiale che costellano Pantelleria.

La partecipazione all’evento è completamente gratuita, con prenotazione obbligatoria fino al raggiungimento dei limiti di posti disponibili, al seguente link: https://billetto.it/e/le-fortificazioni-di-pantelleria-biglietti-1016622? utm_source=organiser&utm_medium=share&utm_campaign=manage_visit&utm_content =1&vs=26189e11-d432-4635-a6c4-8f19ec9f589c

 

Bunker, missili e barriere: così la Nato blinda il fronte orientale contro la Russia
Da ilgiornale.it del 4 giugno 2024

Perché Dalla Baltic Defense Line messa in scena dai tre piccoli Paesi Baltici alle "grandi muraglie" formate da filo spinato, droni e sentinelle elettroniche della Finlandia: così la Nato rafforza il suo fronte orientale

Di Federico Giuliani

Blindare i confini orientali dell'Europa: è questa la parola d'ordine che accomuna le nazioni europee a portata di tiro della Russia e la Nato. Il cosiddetto fronte orientale è diventato il punto più caldo della regione a causa delle mosse di Mosca. Lo scoppio della guerra in Ucraina prima, le minacce di Vladimir Putin poi, hanno spinto Bruxelles e l'Alleanza atlantica ad agire di concerto per puntellare il possibile ventre molle dell'Ue.

Gli esempi sono svariati: si va dalla Baltic Defense Line messa in scena dai tre piccoli Paesi Baltici alle grandi muraglie costituite da filo spinato, droni e sentinelle elettroniche della Finlandia.

La Polonia sarebbe invece ben felice di accogliere sul proprio territorio missili e armi dell'Alleanza atlantica sempre in rigorosa chiave anti russa.

Cosa succede sul fronte orientale dell'Europa

I riflettori sono puntati sui citati Paesi Baltici, i protagonisti più attivi della regione orientale dell'Europa. Lituania, Lettonia ed Estonia hanno concordato, lo scorso gennaio, di costruire una linea di difesa comune lungo i loro confini con Russia e Bielorussia. I primi lavori sono già iniziati. Ma di che cosa si tratta precisamente? Secondo il ministro della Difesa lituano, Arvydas Anusauskas, la linea comprenderà un insieme complesso di misure progettate per impedire il movimento delle forze nemiche in caso di invasione.

I piani includono una rete di circa 600 bunker fortificati nella solaEstonia, per un costo di circa 64 milioni di dollari, e 18 parchi di contromobilità in Lituania, dove saranno immagazzinati equipaggiamenti anti uomo e anti veicolo come trappole per carri armati. Il terreno difensivo comprenderà inoltre la creazione di barriere naturali come viali alberati, nonché l'approfondimento dei canali di drenaggio nella regione di confine. Le recinzioni esistenti, con elementi di filo spinato a fisarmonica lungo i confini lituano e lettone con la Bielorussia, installate nel contesto della crisi migratoria del 2021-2022 orchestrata da Minsk, verrebbero incorporate nel sistema di fortificazione.

Le difese del Baltico servono dunque ad inviare un segnale al Cremlino, ma contribuiscono anche a rafforzare la credibilità dell'attuale deterrenza e difesa regionale della Nato. Data la posizione geostrategica degli Stati baltici, la questione dell’accessibilità fisica è infatti cruciale sia per gli alleati che per gli avversari.

Non mancano tuttavia alcune sfide da affrontare e superare. Due su tutte: integrare le fortificazioni con i confini naturali dei tre Paesi e disporre i bunker in senso tattico.

La Grande Muraglia della Nato

Negli ultimi anni, la Nato ha cercato di migliorare la deterrenza lungo il suo fronte orientale europeo stazionando forze multinazionali pronte al combattimento in Lituania, Lettonia edEstonia. Questo, però, potrebbe non bastare a resistere in caso di una nuova offensiva russa. Ecco perché sono in corso i suddetti lavori di potenziamento per rafforzare i confini dell'Alleanza atlantica.

Abbiamo parlato della Baltic Defense Line, ma ci sono altri "lavori in corso" da considerare. Gli acquisti di lettoni, lituani ed estoni di lanciarazzi HIMARS e ATACMS (missili guidati a lungo raggio conuna gittata fino a 300 chilometri) dimostrano che gli Stati baltici sono seriamente intenzionati ad avere la capacità di colpire Mosca in profondità qualora dovesse essercene bisogno.

Qualche settimana fa, invece, il presidente polacco Andrej Duda aveva dichiarato in un'intervista che Varsavia sarebbe stata pronta ad ospitare addirittura armi nucleari qualora la Nato avesse decisodi schierarle in risposta al rafforzamento degli armamenti russi in Bielorussia e Kaliningrad.

C'è, infine, da menzionare la Finlandia, che ha investito ingenti risorse per rafforzare le barriere che delimitano il suo enorme confine con la Russia.

 

15 giugno, tornano le visite al Forte San felice
Da chioggiatv.it del 4 giugno 2024

Tornano le visite guidate al FORTE SAN FELICE di CHIOGGIA: prima uscita sabato 15 giugno 2024, in quattro turni: ore 15:00, 16:00, 17:00 e 18:00.

Iscrizione obbligatoria sul sito eventbrite.it

La visita sarà l’occasione per ricordare le Giornate Nazionali dei Castelli, che dovevano svolgersi presso il forte San Felice nella data di maggio 2024, ma rimandate al 15 giugno a causa dei lavori del cantiere dentro al forte.

Evento a cura del Comitato per il Forte San Felice e dell’Istituto Italiano dei Castelli – sezione Veneto, patrocinato dal Comune di Chioggia.

Gli organizzatori: “Avremo la possibilità di documentare anche gli stati d’avanzamento dei cantieri di restauro dentro al forte, in un momento cruciale per la riqualificazione di questo straordinario sito storico della laguna di Venezia”.

 

ALLA SCOPERTA DELLE CITTÀ MURATE CON IL PASSAPORTO
Da gruppotv7.com del 3 giugno 2024

Si chiama “Viaggio nel tempo” ed è un’iniziativa ideata dall’associazione “Città murate del Veneto” per far conoscere, soprattutto alle famiglie con bambini, un patrimonio regionale inestimabile. È quello dei centri che presentano una cinta muraria ma non solo: castelli, un solido apparato storico, culturale e medievale, nonché eccellenze enogastronomiche.

Del progetto fanno parte i 34 comuni che aderiscono all’associazione, allo scopo di far conoscere il patrimonio storico e architettonico della Regione e favorire un turismo di prossimità.

Ai partecipanti verrà fornito un «kit del viaggiatore», disponibile negli uffici turistici locali, materiale tradizionale in forma cartacea. Nel Kit si potrà trovare la mappa dei 34 Comuni, un lasciapassare simile a un passaporto, qualche pagina dedicata a ciascuna città murata, un fumetto che racconta la storia di Alice, una ragazza che scopre la storia visitando le città murate.

Ci sarà un premio in palio per chi visiterà tutte le città e per ogni tappa verrà apposto un timbro di passaggio.

 

Castello di Torrechiara: Un Gioiello tra Medioevo e Rinascimento.
Da alessandritoday.it del 3 giugno 2024

Il Castello di Torrechiara, situato nel comune di Langhirano, in provincia di Parma, è uno dei più affascinanti e meglio conservati esempi di architettura castellana italiana. Questo magnifico maniero, costruito nel XV secolo, rappresenta un perfetto connubio tra elementi medievali e rinascimentali, rendendolo una meta imperdibile pergli appassionati di storia e di arte.

Storia del Castello

Il Castello di Torrechiara fu edificato tra il 1448 e il 1460 per volere di Pier Maria Rossi, un potente condottiero e mecenate dell’epoca. La costruzione del castello aveva un duplice scopo: difensivo, per proteggere il territorio dai numerosi conflitti dell’epoca, e residenziale, per ospitare la sua amata Bianca Pellegrini. La fortezza, con le sue imponenti mura e torri di guardia, rispecchia perfettamente l’architettura militare del Medioevo, mentre gli eleganti affreschi e le decorazioni interne rivelano l’influenza del Rinascimento.

Architettura e Decorazioni

Il castello è composto da quattro torri angolari collegate da robusti bastioni che racchiudono un ampio cortile interno. L’accesso al castello avviene tramite un ponte levatoio che attraversa un profondo fossato, accentuando l’aspetto difensivo della struttura.

All’interno, il castello ospita numerose sale magnificamente decorate. Tra queste, spicca la “Camera d’Oro”, così chiamata per le splendide decorazioni in foglia d’oro che adornano le pareti. Gli affreschi, opera di Benedetto Bembo, raccontano la storia d’amore tra Pier Maria Rossi e Bianca Pellegrini, rendendo questa stanza una delle più romantiche e suggestive del castello.

Un Patrimonio Culturale

Il Castello di Torrechiara è oggi un sito di grande rilevanza culturale e turistica. È inserito nel circuito dei “Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli”, che comprende alcune delle più belle residenze storiche della regione. Ognianno, il castello attira migliaia di visitatori che giungono per ammirare la sua architettura imponente, gli affreschi raffinati e per immergersi nella storia del Rinascimento italiano.

Eventi e Visite

Il castello ospita regolarmente eventi culturali, mostre e concerti, che contribuiscono a mantenerne vivo il fascino e l’importanza storica. Le visite guidate permettono ai turisti di scoprire i segreti e le storie legate a questo straordinario edificio, offrendo un’esperienza educativa e coinvolgente.

Conclusione

Il Castello di Torrechiara non è solo un esempio eccezionale di architettura militare e residenziale, ma anche un luogo dove il passato prende vita, raccontando storie di amore, potere e arte. Visitare questo castello significa fare un viaggio indietro nel tempo, scoprendo un pezzo fondamentale della storia italiana.

 

ll Vallo Atlantico di Hitler che non riuscì a impedire lo sbarco in Normandia
Da huffingtonpost.it del 3 giugno 2024

In occasione dell'80esimo anniversario dello sbarco alleato in Normandia, il fotoreporter dell'AFP Olivier Morin ha documentato i resti delle inefficaci difese progettate dai nazisti

Il Vallo Atlantico era un sistema di fortificazioni costiere fatto costruire da Hitler durante la Seconda guerra mondiale, tra il 1942 e il 1944.

Il progetto prevedeva che le fortificazioni si estendessero lungo tutte le coste dell’Europa nord-occidentale (dalla Norvegia fino alla Francia), così da difendere le posizioni tedesche da possibili sbarchi Alleati.

Per l'80esimo anniversario dello sbarco, scrive il Guardian, il fotoreporter dell'AFP Olivier Morin ha trascorso tre settimane a documentare i resti delle difese progettate dal Terzo Reich.

 

Battista Antonelli, l’italiano che ha disegnato le mura di Santo Domingo
Da fattinostri.it del 3 giugno 2024

Battista Antonelli nacque a Gatteo (provincia di Forlì-Cesena, Emilia Romagna) Italia, nel 1547 in una prestigiosa famiglia di ingegneri militari al servizio della monarchia degli Asburgo e della Spagna. Nel 1570 entrò al servizio di Filippo II diSpagna come ingegnere, lavorando con suo fratello maggiore Giovanni Battista (JuanBautista) in progetti a Orano (Algeria) e in Spagna. Nel 1581, il re di Spagna incaricò Battista Antonelli della costruzione di una fortezza lungo lo Stretto di Magellano, per proteggere questo passaggio vitale per il traffico marittimo dai corsari inglesi. Il progetto, sotto il comando di Pedro Sarmiento de Gamboa e Diego Flores Valdez, fu un completo fallimento, risultando in un insediamento di breve durata, più tardi chiamato Puerto Hambre. Antonelli tornò in Spagna malato e deluso. Tuttavia, fu convinto ad accettare un secondo incarico e nel 1586 costruì le fortificazioni della città di Cartagena de Indias in Colombia. Utilizzando la tecnologia militare più moderna dell’epoca, progettò le difese della città, il Castello di San Felipe de Barajas, il Forte di San Sebastián de Pastelillo e il Forte di San Fernando.

Battista Antonelli, nella Vecchia Panama, vicino alla costa del Pacifico, sviluppò un Piano Generale per fortificare la città, che non fu mai realizzato. Successivamente si imbarcò per Cuba e all’Avana progettò le fortificazioni che culminano nella Fortezza del Castello del Morro. Dopo vari viaggi nei Caraibi, Battista Antonelli si stabilì in Spagna, lavorando su rocce e fortezze come a Gibilterra e in altri luoghi. Morì a Madrid nel 1616.

Alla famiglia Antonelli dobbiamo molte delle fortezze portuali e mura di difesa costruite dagli spagnoli nel Nuovo Mondo. Molte di queste strutture progettate dagli Antonelli sono oggi “Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’UNESCO”. Queste fortificazioni furono costruite dagli spagnoli tra i secoli XVI e XVII per difendere i loro porti dai pirati nel Nuovo Mondo. Sparse lungo le coste dei Caraibi, queste fortezze appaiono oggi perfettamente radicate nel paesaggio urbano di città come L’Avana, San Juan di Porto Rico o Cartagena de Indias.

Autentici geni post-Leonardo, gli Antonelli misero al servizio dei re di Spagna un’arte militare dove gli italiani erano veri maestri in Europa (sistemi difensivi, torri di vigilanza,fortificazioni in generale, per difendere le città da attacchi navali o militari terrestri).

La storia degli “Antonelli” e le loro opere sono custodite negli Archivi della Città di Gatteo e soprattutto nell'Archivio delle Indie di Siviglia.

reali di Spagna per lavorare alla costruzione delle fortificazioni del Levante spagnolo. Eranoi tempi delle incursioni dei turchi che terrorizzavano le popolazioni del Mediterraneo.Giovanni Antonelli fu responsabile delle fortificazioni della costa spagnola da Alicante aCadice e della costa nordafricana da Mers-el-Kebir a Orano in Algeria. Fu l’autore di uno deicapolavori dell’ingegneria idraulica, la connessione fluviale tra Lisbona e Madrid. AGiovanni Battista si attribuisce la navigabilità dei principali fiumi spagnoli, dall’Ebro alGuadalquivir.

La presenza di Giovanni Battista in America non è stata confermata, ma suo fratello minore,Battista (20 anni più giovane), ci fu quattro volte tra il 1581 e il 1606. Battista fu chiamato a Madrid a soli 22 anni dal fratello Giovanni, che aveva bisogno della sua collaborazione per rispondere alla grande quantità di progetti commissionati dal re. Quando Giovanni (ilmaggiore) abbandonò la costruzione militare per occuparsi del recupero dei fiumi, Battista Antonelli divenne l’ingegnere militare più importante di tutta la Spagna.

Battista Antonelli, il minore dei cinque fratelli, fu il più eminente della famiglia, dotato di maggiore talento e con più fiducia nel tecnico e capace di progettare le opere più importanti. Fu inviato da Filippo II a fortificare i Caraibi. Per la corona di Spagna, la difesa delle città coloniali dagli attacchi navali frequenti dei pirati francesi, olandesi e inglesi divenne una necessità assoluta. Gli interventi degli Antonelli modificarono la fisionomia del paesaggio urbano di molte città dei Caraibi. Esempi significativi, il Castello del Morro e quello di San Salvador de la Punta all’Avana, il Castello di San Pedro de la Roca a Santiago di Cuba, i porti e le fortezze di San Felipe e Santa Cruz a Cartagena de Indias in Colombia, la Fortezza di San Giovanni a Porto Rico, la Città Vecchia e la Fortezza di Portobello a Panama,ecc. A Battista Antonelli si attribuisce l’acquedotto più antico di Cuba, i Forti di San Agustíne Santa Helena in Florida, il Porto di Ulua a Veracruz, Messico, il Progetto del Forte diSantiago de Arroyo in Araya, Venezuela, il Progetto delle Mura della Città Coloniale di Santo Domingo.

Nel 1586 la Città di Santo Domingo viene invasa dal pirata inglese Francis Drake, che distrugge in un mese di occupazione circa 300 case e numerose e importanti strutture religiose (monastero e chiesa di San Francesco, Chiesa delle Mercedes, Chiesa di SantaBarbara, Santa Chiara, Regina Angelorum, l’Ospedale di Sant’Andrea, l’Eremo di Sant’Anton,ecc.).

Viene convocato l'ingegnere Battista Antonelli per progettare e costruire una muraglia per proteggere la città. Antonelli arriva a Santo Domingo nel 1589. L'interessante progetto di Antonelli si basa sulle tecniche costruttive più avanzate dell'epoca, incorporando elementi dell’architettura militare abaluartada, che diedero ottimi risultati in esperienze precedenti.Il progetto disegna il percorso delle fortificazioni di difesa del lato Nord del Centro Storico di Santo Domingo, nella planimetria include le piante degli edifici più importanti (conventi,chiese, ecc.). Antonelli propone per la fortificazione della Città di Santo Domingo ilmoderno concetto nell’evoluzione architettonica delle opere difensive, l’adattamento el’utilizzo del territorio per l’incorporazione delle fortificazioni abaluartate (il baluardo obastione è una struttura fortificata che si proietta verso l’esterno, come punto di difesacontro l’assalto di truppe nemiche).

Sebbene il progetto di Battista Antonelli non fu realizzato per ragioni economiche, la sua proposta gettò le basi della costruzione delle mura nei secoli successivi. Nel 1597 si tentò di riprendere il progetto di Antonelli, poiché le mura che si stavano costruendo non garantivano la totale difesa della città.

Nel 1673 arriva a Santo Domingo l’ingegnere militare italiano Giovanni Battista Ruggero con il compito di definire il progetto delle mura della città. Nel 1574, Ruggero trasmette a Sua Maestà una planimetria del tracciato delle mura, insieme ai dettagli di alcune strutture militari progettate e la sezione del Muro. Inizia una nuova fase della costruzione delle opere difensive della Città di Santo Domingo. È importante notare che il suo tracciato risponde perfettamente ai principi che aveva lasciato ben stabiliti Battista Antonelli nel suo piano per le mura: adattamento del terreno, incorporazione di baluardi, pianificazione di opere esterne avanzate, ecc. Un sistema di difesa efficiente e moderno per l’epoca che organizza la difesa della città come un sistema scalare e interrelato tra loro.

Oggi possiamo apprezzare parzialmente (soprattutto dall’interno), nella Zona Nord delCentro Storico di Santo Domingo, l’impianto originariamente concepito nel progetto mai realizzato di Battista Antonelli. Interessante è il sistema di Bastioni che va da San Lázaro, corrispondente alla chiesa-ospedale, al Bastione di San Miguel, al Bastione di San Antón ea quello corrispondente a Santa Bárbara, notevole l’ingegno e la bellezza di queste strutture militari, in parte distrutti, scomparsi all’interno di altre costruzioni che li ospitano al suo interno, ecc. Invisibili dall’esterno quasi lungo Avenida Mella (appaiono esternamente dal bastione o bastione di San Antón e in tutta l’area murata della chiesa diSanta Bárbara).
Battista Antonelli ritornò definitivamente in Spagna nel 1606, dove continuò la sua attività professionale con progetti come la darsena del porto di Gibilterra e le fortificazioni sulla costa marocchina a sud di Tangeri.

Una cosa curiosa di questo grande personaggio è che Battista Antonelli, dopo aver diffuso la sua saggezza, il suo ingegno e l’estetica dell’arte militare negli ambienti caraibici e mediterranei, si ricordò della sua città natale, Gatteo, che in quel periodo viveva un periodo di grande miseria povertà. Prima di morire nella sua casa di Madrid, il 16 febbraio 1616, Antonelli dettò un testamento secondo il quale Battista donò 625 scudi alla comunità di Gatteo allo scopo di istituire il “Monte Frumentario”, una banca del grano con cui soddisfare le necessità alimentari dei poveri, le vedove e gli orfani della sua città natale. Questa attività caritativa rimase in vigore fino alla metà del XIX secolo.

tradotto da hoy.com.do

 

Alla scoperta del Salento: Le torri costiere
Da corrieresalentino.it del 2 giugno 2024

Una veduta di Torre Sant'Isidoro

Di Cosimo Enrico Marseglia

Fu allo scopo di arginare gli attacchi contro le coste del regno e per evitare danni analoghi alla presa di Otranto del 1480, che tra lafine del XV° secolo e gli inizi del XVII il vice regno spagnolo di Napoli intraprese l’erezione di una linea difensiva lungo il litorale, imperniata su torri di avvistamento, in cui dislocare dei presidi aventi il compito di segnalare il pericolo di nuovi sbarchi. Le coste dell’Albania, infatti, erano piene di rifugi di corsari, e proprio da questi partivano spesso numerose incursioni dirette contro la Puglia. Ciò spiega, pertanto, la necessità strategica di disporre di una linea difensiva articolata su più livelli, composti da presidi costieri miranti alla protezione del litorale, nonché da ulteriori fortificazioni dislocate maggiormente verso l’interno con la finalità di arrestare sia eventuali penetrazioni oltre la prima linea, provenienti dal mare, ma anche possibili minacce dirette dall’interno. È il versante adriatico quello che sembra presentare il più alto numero di torri poiché, essendo più vicino all’altra sponda del Canale d’Otranto, doveva sopportare una maggiore frequenza di attacchi ed una più alta violenza d’urto.

In realtà esisteva già una quantità di torri già dall’epoca normanna, il cui compito era all’incirca lo stesso, cioè di arginare eventuali assalti saraceni. Nel 1230 l’Imperatore Federico II di Svevia aveva iniziato il restauro della Torre del Serpe, a sud di Otranto. Lo stesso sovrano,una decina di anni prima, aveva fatto edificare la Torre di Leverano,al fine di arginare le ripetute incursioni corsare provenienti da Porto Cesareo, luogo molto spesso obiettivo di sbarchi. Inoltre, l’esistenza di alcune torri di avvistamento è già documentata durante la dominazione aragonese, ma sarà soltanto sotto il regno dell’Imperatore Carlo V che si provvederà ad erigere in maniera metodica e strategica la linea di difesa costiera, perché la Spagna vede nei Turchi una vera e propria minaccia costante alla stessa integrità territoriale dell’impero. Carlo V, dunque, provvede ad edificare sulle coste del Regno di Napoli 366 torri tra le quali sono 83 quelle nella Provincia di Terra d’Otranto, 43 lungo l’Adriatico e 40 sullo Ionio, aduna distanza variabile dai due ai quattro chilometri. Tuttavia, nonostante l’erezione di tale dispositivo difensivo, la Puglia continuò ad essere esposta ad attacchi sino al XVIII secolo.

Nella torre prestavano servizio normalmente tre o quattro uomini, ai quali si aggiungeva un “cavallante”, in genere dislocato al di fuori della struttura e, come dice lo stesso nome, dotato di un cavallo, cui spettava il compito di allertare gli abitati dell’interno nell’eventualità di uno sbarco. Le armi in dotazione erano esclusivamente da fuoco portatili come colubrine, falconetti ed archibugi. La prima può considerarsi un’antesignana del fucile, il secondo era analogo ma più piccolo nelle dimensioni, mentre il terzo era strutturalmente più preciso e moderno. Scopo di tali armi, però, era solo quello di ritardare l’avanzata dei corsari verso l’interno, nel caso di uno scontro ravvicinato, essendo esse insufficienti ad arrestarne la penetrazione. Del tutto mancanti erano invece le artiglierie che, al contrario, avrebbero potuto effettuare un valido fuoco di sbarramento. Un’ulteriore difesa contro l’avvicinamento o le eventuali scalate, era costituita dalle caditoie di cui le torri erano dotate, che consentivano il lancio di pietre o acqua bollente.

 

Fortezze di Puglia: Il Castello Acquaviva d’Aragona di Conversano
Da pugliaplanet.com del 2 giugno 2024

CONVERSANO (Bari) – Il castello di Conversano risale alla dominazione normanna, con molta probabilità dopo il 1054, anno in cui sembra abbia avuto inizio la lunga linea dei Conti della città. Fu Goffredo de Hauteville, nipote di Roberto il Guiscardo, ad assumere per primo il titolo di Conte di Conversano. La fortezza aveva funzioni esclusivamente militari e si presentava a pianta quadrangolare trapezoidale con quattro torri angolari, incastonato nei resti delle mura dell’antica città peuceta. Degli originali torrioni di epoca normanna ne sopravvive oggi soltanto uno, posto all’angolo occidentale del castello e detto: Torre Maestra, caratterizzata da una muratura spessa e resistente munita di poche finestre e piccole feritoie.

Questa torre subì nel tempo diversi adeguamenti sino al suo completamento avvenuto sotto la signoria della famiglia Brienne nel XIII secolo. Sul lato sudorientale fu edificata successivamente una seconda torre simile alla Maestra benché di minori dimensioni, caratterizzata da finestre in stile gotico e, sulla terrazza, da un belvedere con suggestive arcate.

Agli Hauteville, o Altavilla, successero diverse famiglie comitali fra cui Bassavilla, Gentile, Brienne,d’Enghien. Nel 1422 diventa Conte di Conversano Giovanni Antonio Orsini del Balzo, Principe di Taranto, Duca di Bari, Conte di Lecce, Soleto e San Pietro in Galatina, figlio di Raimondello e Maria d’Enghien. Questi concede la contea in dote alla figlia naturale Caterina, in occasione delle sue nozze col Duca di Atri e Conte di Teramo Giulio Antonio Acquaviva.

Furono proprio i conti della famiglia Acquaviva ad effettuare le diverse modiche che cambiarono volto al castello da originaria fortezza militare a residenza lussuosa, pur consolidando ed ammodernando, al passo con l’evolversi dei tempi, il suo carattere militare. Sul lato settentrionale venne sostituita la torre quadrangolare con una cilindrica, probabilmente proprio su iniziativa di Giulio Antonio Acquaviva che provvide anche ad incastonare nelle mura il blasone con le duplici armi degli Acquaviva e degliOrsini del Balzo. Andrea Matteo, figlio di Giulio Antonio commissionò entro i primi anni del XVI secolo l’edificazione della torre dodecagonale, la cui forma era stata appositamente studiata per resistere al fuoco delle artiglierie da assedio, mentre strette feritoie consentivano il posizionamento dei pezzi adibiti alla difesa.

La famiglia Acquaviva, che tra l’altro godeva anche della signoria di Nardò, contribuì più di ogni altra a trasformare il castello in una vera e propria reggia, ricca di opere d’arte, sino al XVIII secolo, quando optando per il trasferimento a Napoli capitale del regno, cominciò a diradare sempre di più le sue permanenze a Conversano sino a quando, nel 1856, il castello fu affittato al sacerdote Francesco Ramunni, successivamente divenutone proprietario, e che a causa di problemi economici divise la struttura in vari appartamenti che vendette a privati.

Cosimo Enrico Marseglia

 

Mobilitazione di massa a Foggia per far brillare labomba inesplosa della seconda guerra mondiale
Da ilmattinoquotidiano.it del 2 giugno 2024

La bomba, lunga 110 cm e con un diametro di 80 cm, è stata ritrovata il 9 maggio in un cantiere di via Spalato

Le operazioni di bonifica hanno avuto inizio alle 6 del mattino, interessando un raggio di 431 metri, e si concluderanno solo quando l'ordigno sarà disinnescato e fatto brillare in una cava di Lucera.

Le persone sfollate sono 7.946, distribuite in 3.820 nuclei familiari. "Siamo su Foggia con una colonna composta da quattro mezzi: un'auto di servizio, un aps (autocarro pesante scarrabile) 8 per 8 un'ambulanza vm 90 4 per 4 ed un promiscuo 35 quintali per trasporto materiale vario", ha detto il colonnello commissario Fabio Strinati coordinatore delle attività operative e di emergen zadell'ispettorato nazionale corpo militare croce rossa italiana che segue da Roma le operazioni che vede impiegati circa 20 militari tra autisti, dottori, farmacisti e ufficiali coordinatori.

L'area è sorvegliata dalle forze dell'ordine. Previsto anche l'impiego di droni a pilotaggio remoto per evitare eventuali episodi di sciacallaggio. Il suono delle sirene segnerà l'inizio e il termine delle operazioni di rimozione.

In piazza Cavour, in pieno centro cittadino, è stata allestita la postazione medica assistita della croce rossa militare con personale sanitario. Nei punti di accoglienza si ricevono persone che non hanno un altro posto dove trascorrere le ore necessarie per la rimozione.

 

La storia si impara anche fuori dall'aula:studenti in visita ai bunker della secondaguerra mondiale
Da ravennatoday.it del 1 giugno 2024

Visitando i bunker di Milano Marittima gli studenti dell’Istituto Comprensivo hanno approfondito uno degli argomenti cardine della storia italiana

Anche quest’anno sono stati tanti i ragazzi che hanno avuto l’opportunità di visitare i bunker tedeschi della seconda guerra mondiale, situati nel lungomare di Milano Marittima. Tutte le classi di terza media dell’Istituto Comprensivo 2 di Cervia hanno approfondito uno degli argomenti cardine della storia italiana che, tra l’altro, rientra nel loro programma d’esame.

Durante la seconda guerra mondiale il litorale Adriatico rappresentò un importante appostamento difensivo per l’esercito tedesco, e tutto il territorio di Cervia e Milano Marittima è ancora disseminato di bunker, alcuni perfettamente restaurati, altri interrati o inglobati in costruzioni private e hotel. Il percorso di visita si snoda così tra i bunker di tipo Tobruk, costruzioni in grado di ospitare due soldati armati, i denti di drago,imponenti fortificazione anticarro e il grande bunker Regelbau, ideato per l’appostamento di circa sei soldati. I Regelbau sono infatti una fortificazione bellica molto ampia, con funzione strategica e dotati di radio comando per messaggi e comunicazioni. Per gli studenti è stato particolarmente suggestivo scendere al suointerno e trovare l’equipaggiamento e tutto l’occorrente per la vita militare quotidiana, oltre a poter ammirare il misterioso affresco della partete principale, ancora da interpretare, che rende questo bunker unico al mondo.

Dal mese di giugno riprenderanno inoltre le visite guidate serali, sempre in compagnia dei volontari dell’Associazione CRB 360°, che hanno curato il restauro di queste costruzioni, e che forniranno preziose informazioni storiche e tecniche. Il tour, nella sua completezza, è reso possible grazie alla sinergia tra Comune di Cervia, Associazione CRB 360° e la Fondazione Cervia IN.

 

I bunker in gomma della NASA, a cosaservono e come funzionano le “RubberRooms”
Da geopop.it del 1 giugno 2024

Al di sotto del Kennedy Space Center della NASA sono presenti due bunker molto particolari conosciuti come "rubber room",progettati per proteggere il personale in caso di problemi durante il decollo di un razzo.

A cura di Stefano Gandelli

Quando si parla di esplorazione spaziale, uno tra i siti più rilevanti è sicuramente il Launch Complex 39 del Kennedy Space Center, in Florida: da qui sono decollati molti dei razzi Saturn V diretti verso la Lunadurante le missioni spaziali Apollo. Quello che però forse non tutti sanno è a circa 12 metri di profondità sotto le rampe di lancio 39A e 39B è presente un sistema di bunker con pareti interamente rivestite di gomma, chiamati amichevolmente " rubber room". Si tratta di una struttura di emergenza progettata per ospitare il personale tecnico in caso di emergenza durante un decollo.

In quel caso infatti per prima cosa sarebbe stato necessario scendere dal razzo tramite un apposito ascensore e, una volta raggiunto il suolo,aprire una speciale botola. Lì ci sarebbe stato uno scivolo lungo 61 metri che avrebbe portato all'interno di questa stanza le cui pareti sono costituite da cuscini rivestiti in gomma il cui obiettivo era assorbire le eventuali onde d'urto. Per rendere il tutto ancora più sicuro era presente una porta d'acciaio spessa 15 centimetri, muri in cemento armato e un pavimento sostenuto da molle per assorbire le eventuali vibrazioni. La struttura poteva resistere a una pressione di 35 kg/cm 2 e adaccelerazioni fino a 75 G.

Al suo interno era possibile trovare 20 sedie fisse dotate di cinture di sicurezza, una toilette, coperte antincendio, acqua, provviste e filtri per garantire la sopravvivenza degli inquilini per almeno 24 ore. Una volta terminata l'emergenza il personale avrebbe potuto abbandonare il bunker grazie ad un tunnel che sarebbe sbucato a 366 metri dalla piattaforma.

 

Dilaga anche in Lucchesia la protesta contro la nuova base militare nel parco di Migliarino
Da luccaindiretta.it del 1 giugno 2024

Domani (2 giugno) a San Piero a grado il presidio dell’assemblea diLucca contro il progetto

L’assemblea No guerra no base Lucca lancia la mobilitazione contro l’ipotesidi una base militare al Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. Perquesto domani (2 giugno) ai Tre Pini a San Piero a Grado, nei pressi della “zonapiù a rischio del Parco”, ci sarà un presidio di pace dalle 10 per tutto il giorno.

“Una base militare in un parco naturale riguarda anche Lucca, non solo Pisa – sostengono dal movimento lucchese -. L’esistenza di un progetto per la costruzione di una nuova base militare dei Gis Tuscania (carabinieri operativi nelle zone di guerra e nell’addestramento di altri eserciti) da costruire nel territorio boschivo del Parco naturale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, non riguarda solo Pisa ma anche Lucca: infatti una parte del parco ricade nella nostra provincia.

Questo progetto è poco noto, viene tenuto il più possibile sotto traccia. Perché non se ne parla? I dati sono questi: a San Piero a Grado nell’area Ex Cisam, dove tuttora sono stoccate scorie radioattive, dovrebbe sorgere la parte più importante del progetto: 72 ettari di superficie cementata, più di 1500 alberi abbattuti.

Ovvero la distruzione di un ecosistema in una zona che dovrebbe essere protetta dai vari governanti a tutti i livelli . Invece così non è e anche la Provincia di Lucca, quando è stato il momento di opporsi a questa devastazione, si è astenuta. Assumendosi, così, la pesante responsabilità politica di un progetto di distruzione ambientale e di militarizzazione di un territorio, contro le istanze della popolazione di salvaguardia dell’ambiente e di stop a tutte le guerre: dal genocidio dei palestinesi alla guerra in Ucraina, nominando solo quelle più vicine a noi”.

“È previsto che la nuova base abbia appendici anche a Coltano e a Pontedera, secondo la logica della diffusione della militarizzazione dei territori, funzionale non solo agli scopi bellici ma anche al controllo della popolazione – prosegue l’assemblea No base Lucca -.Totale 190 milioni di euro che potrebbero essere destinati al risanamento delle carenze dei servizi pubblici: casa,scuola, salute, welfare e prevenzione ambientale.

E allora perché i mass media tacciono, i governanti ai vari livelli evitano il confronto? Non interloquiscono con la popolazione, con la società civile? Con il grande movimento trasversale No base né a Coltano né altrove che è nato da ormai tre anni e si è radicato in Toscana e anche nella nostra città con l’Assemblea no guerra no base Lucca.

Sarà perché il partito della guerra è ormai trasversale e unisce la destra diMeloni, Salvini e Crosetto con la ex sinistra di Minniti, Schlein e soci? I venti di  guerra soffiano sempre più forti e più vicini, abbiamo già un rigassificatore a Livorno che, se colpito, scoppierebbe con la potenza alcune bombe nucleari di media potenza; vogliono di fatto ampliare la base militare pisana, che già ci espone a essere obiettivo militare sensibile, si parla di leva obbligatoria ovvero di ricerca di carne da macello: tutte e tutti diciamo no alla follia bellicistica”.