SIGONELLA Il pesante C-141 ha rollato qualche minuto sulla lunga pista di Sigonella, poi è decollato portandosi via gli ultimi otto missili a testata nucleare d' Europa. Erano le 16,34 di ieri. Una data storica, che chiude un decennio e nello stesso tempo lo rappresenta. Un decennio segnato anche in Sicilia dall' installazione e adesso dallo smantellamento degli euromissili a Comiso. L' ultima batteria di Cruise, sedici in tutto, è stata disattivata con oltre due mesi d' anticipo sulla data prevista dal trattato Inf tra Usa e Urss, firmato a Washington l' 8 dicembre 1987 tra Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov. La data fissata per lo smantellamento totale dei missili a medio raggio era il 31 maggio 1991. Tra ieri e avant' ieri invece gli americani hanno completato il trasloco dei Cruise di Comiso nella base di Davis Monthan, in Arizona, dove vettori e testate nucleari saranno smantellati. Ieri il comando americano della base più grande della Sicilia aveva convocato i giornalisti per l' addio ufficiale alle armi della deterrenza secondo la dottrina Reagan dell' opzione zero. L' aereo doveva partire alle 14 in punto, ma un problema sorto ad uno dei reattori di sinistra del C-141 ha rovinato la festa della diretta anche agli operatori delle tv. Tecnici al lavoro, dunque, con qualche disappunto dei vertici militari e due ore e mezza dopo finalmente il decollo.

Dentro grandi contenitori bianchi gli ultimi otto missili di Comiso sono stati caricati per tutta la mattinata di ieri nella enorme pancia dell' aereo, guardati a vista da centinaia di militari americani. Il giorno prima era toccato ad un gigantesco Galaxy ricevere il carico degli altri otto Cruise dell' ultima batteria e dei quattro grandi camion Tel destinati a trasportare e lanciare i missili da qualsiasi parte del territorio siciliano fino a 2400 chilometri di distanza. I sedici missili erano stati portati da Comiso a Sigonella qualche giorno prima. Un lungo convoglio di mezzi militari che per alcune ore aveva impegnato i tornanti della tortuosa strada che collega Comiso a Sigonella e Catania. Tra Pershing II e Cruise (Bgm-109G), sono stati 689 i missili eliminati dalla Nato in base al trattato Inf (429 dispiegati e 260 non ancora installati al momento della firma di Washington), contro gli 826 del Patto di Varsavia tra Ss-20, Ss-4 e Ss-5 (470 installati e 356 non dispiegati). E' la prima volta, hanno sottolineato i comandi americani, che in base ad un trattato si distrugge una intera classe di armamenti degli arsenali americani e sovietici. Per ottenere questo risultato, in Europa, stretta nei primi anni Ottanta dalla paura di costituire terreno di scontro nucleare tra l' America muscolosa di Reagan e l' ostica Unione Sovietica di Breznev, milioni di pacifisti erano scesi in piazza tra mille polemiche. Polemiche che hanno attraversato anche gli schieramenti politici nella continua guerra verbale tra falchi e colombe. In Inghilterra, Germania, Olanda, Belgio (tutti paesi coinvolti nel programma di riarmo americano) i cortei colorati del movimento contro i missili nucleari avevano fatto pendant con i cortei a Roma, Comiso, Sigonella. Della base siciliana come sito per i Cruise si era parlato ufficialmente per la prima volta nell' agosto del 1981. Immediatamente erano cominciate manifestazioni e proteste contro il governo allora guidato da Giovanni Spadolini.

Il movimento pacifista, appoggiato dal Pci, dopo alcuni mesi aveva in pratica un punto fisso di riferimento a Comiso, dove nel frattempo si lavorava a pieno ritmo per adeguare il vecchio aeroporto Vincenzo Magliocco all' esigenza di ospitare i supersofisticati missili Cruise. Il 4 aprile del 1982 a Comiso arrivarono centomila persone a protestare per l' installazione degli euromissili: una mobilitazione mai vista prima in Sicilia. Le manifestazioni andarono avanti ancora per anni, ma i missili, a partire dal 1983 cominciarono comunque ad essere installati. Poi quello che non riuscì al movimento, divenne realizzabile grazie alla mutata situazione internazionale. Adesso si apre il capitolo dell' utilizzo futuro della base di Comiso. I militari italiani non sembrano disposti a mollarla, mentre politici e popolazioni locali vogliono cambiarne la destinazione d' uso. di TURI CAGGEGI