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ANNO 2022

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LA STRADA DEI FORTI
Da turismotorino.org del 8 giugno 2022

Il progetto "Le Strade dei Forti" punta a valorizzare alcuni dei più affascinanti ed emblematici luoghi del territorio. Oltre 40 appuntamenti tra concerti, spettacoli, mostre e tour che coinvolgerà le comunità locali e i turisti nell’esplorazione di una vera e propria terra di confine, costellata di forti e fortificazioni, ideate per dividere e per difendere i territori e le comunità.

Condividere, conoscere questo esteso patrimonio locale, dai palazzi di Pinerolo alla "grande muraglia" del Forte di Fenestrelle, dalla leggendaria Strada dell’Assietta, fino agli spettacolari paesaggi della conca dei 13 laghi di Prali. Il progetto vede la Città di Pinerolo come capofila di un partenariato che comprende i Comuni di Fenestrelle, Usseaux, Prali, l’Accademia di Musica di Pinerolo, la Fondazione La Tuno e la Fondazione Centro Culturale Valdese. "Paesaggio fortificato, nell’evoluzione del rapporto storico tra il Piemonte e la Francia" è realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando «In luce. Valorizzare e raccontare le identità culturali dei territori» Programma completo degli eventi

Contatti
Via del Duomo 1 / fronte Comune, 10064, Pinerolo (TO)

 

Dal 7 giugno mostra «Un patrimonio da conoscere, un’identità da conquistare» a cura dell’I.C. Sant’Eufemia
Da reportageonline.it del 7 giugno 2022

Martedì 7 giugno 2022, con inizio alle ore 18:00, nella suggestiva cornice del Chiostro del Complesso Monumentale di S. Domenico a Nicastro, sarà inaugurata la mostra “Un patrimonio da conoscere, un’identità da conquistare” realizzata dall’Istituto Comprensivo Statale di S. Eufemia Lamezia. La manifestazione inaugurale, nella parte esplicativa e di presentazione, sarà condotta dalla giornalista Maria Scaramuzzino e introdotta dai saluti della dirigente dott.ssa Fiorella Careri che ne traccerà la sostanza valoriale ed educativa. L’evento rappresenta il momento conclusivo di un progetto finalizzato alla conoscenza dei più importanti beni culturali del territorio lametino, che ha visto coinvolti gli alunni delle classi quinte della primaria e delle classi terze della secondaria di primo grado coordinati dalle docenti Teodolinda Coltellaro e Nadia Rocchino. L’esposizione è, dunque, il risultato di un itinerario progettuale di grande valenza pedagogico-didattica che ha permesso ai ragazzi di scoprire un patrimonio artistico e archeologico poco conosciuto e ancora non valorizzato come meriterebbe.

Il lavoro di ricerca sul campo e di conoscenza si è sviluppato, nonostante gli oggettivi limiti operativi imposti dall’emergenza pandemica, attraverso attività fortemente motivanti alla cui realizzazione hanno contribuito, con apporti professionali di alto spessore formativo, esperti quali gli storici Italo e Lucio Leone, la ceramista Graziella Cantafio con i volontari dell’Associazione Aleph Arte, l’orafa Maria Antonietta Caputo che, tra l’altro, espone per l’occasione un monile realizzato da lei su progetto degli stessi alunni. Le declinazioni progettuali di cui si condividono per l’occasione le risultanze e gli elaborati prodotti, hanno avuto come sfondo etico prioritario la scoperta e la conquista della propria identità storica e culturale contemporaneamente all’acquisizione dell’identità stessa del territorio lametino, che è il risultato di una stratificazione storica e culturale di duemila e cinquecento anni di cui si individuano i segni lasciati nella lingua, nella religiosità, nella letteratura, nell’arte, nello stile di vita.

I Beni culturali territoriali, individuati e trattati seguendo un criterio cronologico che ne ha messo in risalto le vicende e i collegamenti storici tra gli stessi, son stati il Castello Normanno-Svevo di Nicastro, il Bastione di Malta, e le torri costiere, l’Abbazia Benedettina di S. Eufemia nonché la chiesa di S. Giovanni e i resti dell’abitazione del Balì a S. Eufemia Vetere. L’itinerario analitico sviluppato, oltre a essersi rivelato coinvolgente per alunni, insegnanti ed esperti, ha costituito fertile momento di riflessione sulla necessità della tutela e valorizzazione del prezioso patrimonio culturale lametino e sulla sua fondamentale funzione di matrice identitaria comune attraverso cui riconoscersi figli di questo territorio.

 

Finlandia, ecco la casa-bunker di Babbo Natale: "Pronti a utilizzarla in caso di attacco aereo"
Da repubblica.it del 5 giugno 2022

Il parco giochi di Babbo Natale di Rovaniemi, in Lapponia, è pronto per essere utilizzato in caso di attacco russo. La struttura, che ogni anno richiama decine di migliaia di visitatori, è stata infatti pensata fin dagli anni Novanta in modo che potesse diventare anche un rifugio anti bombe. L'edificio può contenere fino a 3.600 persone e al suo interno c'è tutto quello che può servire in caso di emergenza. Si tratta di uno dei 50mila rifugi all'interno della Finlandia costruiti dopo le due guerre contro l'Unione sovietica durante la seconda guerra mondiale. L'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca e la richiesta di adesione alla Nato da parte di Helsinki, hanno riportato la guerra al centro del dibattito. Per questo, secondo molti, a strutture di questo tipo si deve accompagnare lo sviluppo militare del Paese nordico, in modo da essere pronti per ogni evenienza. Tuttavia, come ha detto Tomi Rask, ufficiale per la pianificazione delle emergenze, "credo che nessuna nazione sia pronta a una guerra in nessun momento: o la si affronta o non lo si fa"

 

Restaurata la fortezza di San Giovanni, l’antica “tanaja” che domina Sebenico
Da ilpiccolo.it del 4 giugno 2022

La costruzione del Seicento era la più grande struttura del sistema militare dell’area in epoca veneziana ed è stata protagonista de “Il Trono di Spade”

Di Andrea Marsanich

SEBENICO Ancora oggi, tre secoli dopo la sua costruzione datata 1646, i residenti di Sebenico la chiamano Tanaja, la “tanaglia” (ossia la tenaglia) in dialetto veneto, utilizzando un lascito linguistico della Serenissima che per lungo tempo dominò quest’area dalmata. La fortezza di San Giovanni, che domina la città adriatica, il suo mare e le isole di fronte, è stata finalmente restaurata e valorizzata, grazie a un progetto che ha riportato la più grande struttura militare di quest'area a una dimensione dimenticata da tempo.

 

Chioggia: Forte San Felice, tutti vogliono il recupero
Da lapiazzaweb.it del 3 giugno 2022

Chioggia, Forte San Felice. I vari attori coinvolti confermano la chiara volontà di ripartire al più presto con i lavori. Il sindaco Armelao: “Si prevede di concludere tutto entro 4-5 anni”

Lo scorso 2 maggio si è tenuta, in sala consiliare del Municipio di Chioggia, la seconda riunione del 2022 del tavolo tecnico per la razionalizzazione e la valorizzazione di Forte San Felice. Tanti gli enti coinvolti: dal Ministero della Difesa – Task Force immobili Energia Ambiente, a Difesa Servizi SpA (società in house del Ministero); dalla Marina Militare, al Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia; dalla Direzione musei regionali Veneto, alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio; dall’Istituto italiano dei Castelli, al Comitato Forte San Felice. Presenti per l’amministrazione comunale, oltre al sindaco di Chioggia Mauro Armelao, gli assessori Elisabetta Griso (Lavori Pubblici); Massimiliano Tiozzo Caenazzo (Urbanistica e Ambiente) ed Elena Zennaro (Cultura e Demanio). Collegamento online, invece, con l’Agenzia del Demanio, con il Consorzio Venezia Nuova, da cui dipendono le ditte appaltate, e con il direttore dei lavori. A seguire, nel pomeriggio, si è svolto un sopralluogo presso l’area del Forte San Felice.

Da tutti i partecipanti al tavolo è emersa la chiara volontà di ripartire al più presto con i lavori, se possibile in parallelo, tra l’area da destinarsi ad uso pubblico (definita come area blu, in riferimento alla mappa allegata) e l’area di prevista valorizzazione da parte del Ministero della Difesa (area rossa). In questo ultimo periodo, la Soprintendenza Archeologia e belle arti ha concluso le indagini in corrispondenza del blockhouse austriaco e quelle conoscitive in relazione alla polveriera veneziana, che hanno permesso il recupero di dati utili per l’affinamento del progetto esecutivo di questi due edifici.

Il Provveditorato ha, inoltre, ricordato che sono 7 i milioni di euro che sono stati individuati per il recupero del compendio, nell’ambito del piano delle compensazioni del Mose: 2,3 milioni di lavori in corso (che comprendono anche il Portale del Tirali, già cantierizzato) e 4,7 milioni di prossima attivazione, che comprendono, ad esempio: la riqualificazione ambientale nell’oasi al di fuori del forte; le indagini, messa in sicurezza e progettazione definitiva del castello centrale (da mettere in sicurezza per la vegetazione incombente) e il piano di caratterizzazione dell’area. Il Provveditorato conta, inoltre, di incaricare a breve la realizzazione dei due pontili (sia di ingresso al compendio; che da lato portale del Tirali, danneggiato dal maltempo del 2019) perché entrambi funzionali agli accessi alle strutture.

“È stata una giornata positiva, – è il commento del sindaco Mauro Armelao – che ci ha visti impegnati, ciascuno per le proprie competenze, verso l’obiettivo condiviso di riqualificare e valorizzare il Forte San Felice. Tutti uniti per riavviare e accelerare i tempi dei restauri e per restituire questo magnifico bene alla città e ai cittadini. È stata ridefinita una programmazione, che vedrà la riapertura dei cantieri nei prossimi mesi e la riqualificazione dell’area verde dell’oasi entro il 2023. Si prevede di concludere il tutto, con la riapertura al pubblico del compendio, entro 4-5 anni, ma è parso, però, chiaro che, oltre ai 7 milioni per le opere di compensazione del Mose, ne serviranno altri 5 per portare a compimento il recupero del complesso, castello della Luppa compreso. Come è stato detto, sfrutteremo tutte le possibilità perché recupero non venga effettuato in tempi biblici, perché non possiamo deludere le attese dei cittadini. Per dare la giusta continuità ai lavori, mi chiedo se il Ministro Franceschini darà  eguito alle promesse dello scorso settembre, cioè che i fondi per il Forte San Felice ci saranno. Gli scriverò una lettera in tal senso”.