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ANNO 2025

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Progetti della Misericordia: "Volontari per il Forte"
Da lanazione.it del 19 ottobre 2025

Forte Pozzarello può diventare un luogo di grande attrazione anche per i turisti che intendano visitarlo

 

L’Arciconfraternita cerca persone disposte a collaborare per realizzare tutte le iniziative in programma. Roberto Cerulli: "Dateci una mano"


Verranno aperte al pubblico a breve le prime aree museali permanenti dedicate alla storia del Forte Pozzarello e al contesto storico-militare in cui fu costruito e utilizzato. E la Misericordia lancia una appello per la ricerca di volontari. Il ‘Fortino’ sempre più in rampa di lancio: dopo l’apertura di due giorni della settimana scorsa con una grande richiesta di visite con un centinaio di partecipanti, la Confraternita assicura un’apertura al mese per accontentare tutti.

"Non pensavamo di ricevere tutta l’attenzione che ha richiamato con le visite – spiega il governatore Roberto Cerulli –. È un successo che ci fa ben sperare per il futuro. Lanciamo quindi un appello per tutti coloro che ci vogliono aiutare in maniera volontaria, servono persone per le pulizie, altre per la guardianìa, tagliare l’erba e altro. Il lavoro da fare è tanto. Nel frattempo un’opera volontaria è arrivata da Mario Picchianti, che ha ridipinto tutta la ringhiera del ponte di accesso alla struttura".

Tante iniziative arriveranno poi l’estate prossima, con una programmazione di eventi culturali e iniziative all’aperto pensati per valorizzare l’identità del luogo e renderlo sempre più accessibile alla cittadinanza. "Non mancheranno anche momenti di spiritualità e contemplazione – sottolinea Cerulli –, grazie alla natura stessa del Forte, che ben si presta alla riflessione e alla quiete, anche grazie alla cappellina dedicata a San Francesco e al piazzale San Giacomo".

Il Forte Pozzarello, costruito tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, faceva parte del sistema difensivo costiero. Oggi rappresenta un importante esempio di architettura militare. È stato recentemente riconosciuto tra i "Luoghi del Cuore" del Fai, grazie alla raccolta di quasi 5.000 firme, testimonianza concreta dell’interesse e dell’affetto della comunità. Attualmente il Forte è oggetto di un progetto di riqualificazione e valorizzazione promosso dalla Misericordia, che lo ha in concessione per 25 anni da parte del Demanio dello Stato. "Il Forte Pozzarello può diventare un punto di riferimento culturale, spirituale e sociale per l’intero territorio – chiude Cerulli –. Storia, cultura, ambiente e curiosità sono stati il filo conduttore di queste prime giornate di apertura".

 

La “fortezza di Civitella del Tronto”: l’ultima roccaforte borbonica, una storia affascinante
Da tuttoabruzzo.it del 19 ottobre 2025

La storia della fortezza di Civitella del Tronto rappresenta un capitolo affascinante della cultura e dell’architettura militare italiana. Situata in Abruzzo, questa imponente struttura è conosciuta come l’ultima roccaforte borbonica, testimone di eventi storici e di battaglie che hanno segnato il corso del Risorgimento italiano. La fortezza non è solo una manifestazione di ingegneria militare, ma anche un simbolo della resistenza e della lotta per l’indipendenza.

 

Costruita tra il 1560 e il 1700, la fortezza si erge su un promontorio che domina l’intero paesaggio circostante. La sua posizione strategica la rendeva facilmente difendibile, permettendo ai soldati borbonici di controllare le vie di comunicazione tra il Regno di Napoli e i territori settentrionali dell’Italia. Durante i secoli, Civitella del Tronto divenne un baluardo contro le invasioni straniere e giovò di una continua opera di ampliamento e ristrutturazione.

Un viaggio nella storia della fortezza

La fortezza di Civitella del Tronto non ha solo il compito di proteggere il Regno di Napoli, ma assume un ruolo fondamentale negli eventi che caratterizzano il Risorgimento. Durante l’unità d’Italia, la fortezza divenne un simbolo della Resistenza Borbonica. Nel 1860, i soldati borbonici, sotto il comando del generale Enrico Fréjus, si trovarono a difendere la cittadella contro le truppe piemontesi comandate da Giuseppe Garibaldi. La fortezza, che resisteva strenuamente, divenne l’ultimo bastione di una dinastia che si apprestava a scomparire.

Le battaglie che ebbero luogo tra le sue mura furono non solo scaramucce di una guerra, ma una vera e propria lotta per la libertà e l’autodeterminazione. Nel 1861, dopo una lunga resistenza, la fortezza capitolò, segnando così il termine della potenza borbonica in Italia e l’inizio di una nuova era. Oggi, camminando tra le sue strade e osservando i suoi bastioni, è possibile respirare il peso della storia e comprendere l’importanza di questo luogo.

Architettura e progettazione

La progettazione della fortezza di Civitella del Tronto è un esempio di architettura militare avanzata. I progettisti, tra cui spicca il nome di Francesco Grimaldi, concepirono una struttura che rispondesse alle esigenze di difesa del periodo, combinando pietra e mattoni in una costruzione che potesse resistere ai bombardamenti. Il risultato è un complesso architettonico che presenta forti bastioni, torri e camminamenti che si snodano sopra una vasta area.

Il sistema difensivo comprende vari livelli, con una serie di cunicoli e gallerie sotterranee che permettevano il movimento delle truppe e il rifornimento di armi senza esporsi al nemico. La fortezza è caratterizzata anche da una serie di cannoniere, da cui i soldati potevano rispondere al fuoco nemico, e da torrette di avvistamento che garantivano una vigilanza continua.

Oltre alla funzionalità militare, la fortezza di Civitella del Tronto presenta anche elementi estetici di particolare valore. Le finestre e le porte contengono dettagli architettonici che testimoniano l’arte del periodo barocco, rendendola non solo un’opera di ingegneria ma anche una preziosa testimonianza del gusto artistico del tempo.

Un patrimonio culturale da preservare

Oggi la fortezza di Civitella del Tronto è aperta ai visitatori e rappresenta un’importante attrattiva turistica. Gli storici e gli appassionati di architettura possono esplorare i suoi spazi, ammirando le fortificazioni e immergendosi nella storia che queste mura portano con sé. È importante sottolineare come la fortezza non sia solo un patrimonio nazionale, ma mondiale, richiedendo uno sforzo collettivo per la sua manutenzione e conservazione.

Il riconoscimento dell’importanza della fortezza ha portato a iniziative volte a valorizzare il sito. Eventi culturali, rievocazioni storiche e tour guidati sono sempre più frequenti, permettendo ai visitatori di vivere un’esperienza diretta con la storia. È fondamentale che le nuove generazioni comprendano il valore di tali luoghi, affinché la memoria della Resistenza Borbonica e di quella parte di storia italiana non venga dimenticata.

Inoltre, la fortezza è spesso oggetto di studi e ricerche che mirano a scoprire ulteriori dettagli sulla vita militare e civile durante il periodo borbonico. Grazie a queste attività, è possibile rivelare aspetti poco noti della vita quotidiana dei soldati e degli abitanti, arricchendo ulteriormente il patrimonio culturale di Civitella.

La fortezza di Civitella del Tronto continua a essere una testimonianza silenziosa di un’epoca di conflitti, resistenza e speranze. La sua imponente struttura non solo abbellisce il paesaggio abruzzese, ma invita tutti noi a riflettere sulle lezione di storia che porta. Preservare e valorizzare luoghi come questo è essenziale per mantenere viva la memoria collettiva e per comprendere le radici della nostra identità nazionale. Visitarla non è solo un momento di svago, ma un’occasione per imparare e approfondire le storie di coloro che vissero e combatterono tra le sue mura.

 

Finale Ligure, bando per la gestione della Fortezza di Castelfranco: accoglienza, eventi culturali e bar-ristorante
Da ivg.it del 18 ottobre 2025

La procedura ad evidenza pubblica del Comune per la valorizzazione del complesso monumentale quale polo culturale cittadino

 

Finale Ligure. La gestione integrata dei servizi da erogarsi all’interno del complesso monumentale della Fortezza di Castelfranco, per garantirne la valorizzazione quale polo culturale della città. Con questa finalità l’amministrazione comunale di Finale Ligure ha pubblicato un Capitolato speciale per l’affidamento gestionale della Fortezza.

Si tratta di una procedura ad evidenza pubblica finalizzata ad individuare il concessionario degli spazi con annessi locali e superfici da adibire a somministrazione di alimenti e bevande.

I progetti concorrenti dovranno illustrare le linee di sviluppo in relazione ai seguenti criteri: servizi di accoglienza, programmazione di attività culturali e gestione del bar-ristorante.

Il valore della concessione è stimato in 443.000 euro annui, sulla base del fatturato dichiarato dal concessionario uscente riferito all’anno 2024. Il servizio è affidato per cinque anni decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto.

Il concessionario dovrà, in sede di offerta economica, presentare un proprio Piano Economico Finanziario (PEF), “finanziariamente sostenibile ed economicamente conveniente” precisa l’avviso pubblico. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato al 13/11/2025, ore 12.00. Il termine ultimo per la richiesta dei chiarimenti – da far pervenire solo ed esclusivamente a mezzo portale https://finaleligure.traspare.com è il 06/11/2025, ore 12.00. La documentazione di gara è visionabile e scaricabile all’indirizzo: https://finaleligure.traspare.com.

 

Mura di Lucca protagoniste del progetto di conservazione delle fortificazioni moderne
Da noitv.it del 16 ottobre 2025

LUCCA - L'iniziativa è dell'Unione Europea insieme alla Cittadella di Alessandria.

Le Mura Storiche di Lucca insieme alla Cittadella di Alessandria nel nome dell’interpretazione e la conservazione delle fortificazioni moderne. Uno dei monumenti più importanti della città lucchese è protagonista del progetto Infortreat, sostenuto dall’Unione Europea attraverso i fondi PNRR e al centro del seminario che si è tenuto all’interno del baluardo Santa Croce per illustrare i primi risultati dell’iniziativa realizzato, tra gli altri, dal Ministero dell’Università e della ricerca. Obiettivo: creare sistemi informativi digitali per tradurre il sapere di architettura militare come descritto nella trattatistica europea della prima età moderna. Il tutto per avere uno strumento di conoscenza nel campo della conservazione del patrimonio fortificato.

 

No bunker per Mattarella
Da polesine24.it del 13 ottobre 2025

Il ministro della Difesa chiede l’aggiornamento del piano di sicurezza nazionale

Di Mattia Tridello

In caso di attacco esterno il presidente della Repubblica non dispone di misure di sicurezza adeguate come un bunker antiatomico, struttura che durante la guerra fredda era stata predisposta per proteggere le più alte cariche dello Stato e poi dismessa. Oggi non esiste più, nonostante il livello di allerta in Italia resti elevato. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato che deve sempre considerare anche gli scenari peggiori e ha invitato ad aggiornare il piano di sicurezza nazionale, giudicato superato. Dal Quirinale però si fa sapere che per il presidente Mattarella la questione del bunker è l’ultimo dei suoi pensieri. Attualmente l’unico che dispone di un rifugio dedicato è il presidente del Consiglio, che in caso di attacco atomico verrebbe trasferito a Forte Braschi, il complesso militare dei servizi segreti situato all’inizio di via Boccea, a Roma. Esistono procedure di tutela anche per il ministro dell’Interno e quello della Difesa, ma gli alloggi blindati presenti al Viminale e in via XX Settembre non sarebbero in grado di resistere a un attacco aereo. Le misure di sicurezza riflettono un lungo periodo di pace durante il quale non si è sentita l’urgenza di aggiornarle, e oggi il sistema appare in ritardo.

Un tempo esisteva il bunker di Monte Soratte, una rete di gallerie lunga sessanta chilometri costruita nel 1937 e poi modificata negli anni Sessanta per resistere a un attacco nucleare sotto il controllo della Nato. La struttura è stata dismessa e oggi è visitabile grazie a un’associazione. L’unico sito operativo resta quello denominato DC 75 a Montelibretti, a circa cinquanta chilometri da Roma, nella sede della Scuola di formazione operativa dei Vigili del fuoco. È una struttura antisismica in cemento armato, progettata per resistere a ordigni di grande potenza e ospita la sala operativa del Viminale, con personale e apparecchiature per la gestione da remoto delle emergenze. Il problema principale è la distanza: durante un attacco aereo gli elicotteri non possono essere impiegati, e il trasferimento diventerebbe impossibile. Crosetto avrebbe espresso frustrazione per la burocrazia che rallenta la costruzione di nuovi rifugi, osservando che la Difesa deve rispettare le stesse regole di un imprenditore privato e che anche quando il governo può operare in deroga per ragioni di sicurezza nazionale i lavori possono comunque essere bloccati da opposizioni locali.

Le norme attuali vietano inoltre che le più alte cariche dello Stato viaggino insieme. La decisione è arrivata dopo i funerali di Silvio Berlusconi, quando l’intero esecutivo volò a Milano con lo stesso aereo. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi commentò ironicamente che in quella circostanza sarebbe bastato un solo colpo per eliminare l’intero governo.

In una nota ufficiale il ministero della Difesa ha precisato che Crosetto non ha rilasciato alcuna dichiarazione al Corriere della Sera e che le frasi riportate derivano da affermazioni pronunciate in passato in contesti pubblici, come in Parlamento, dove il ministro aveva sottolineato la necessità di prepararsi anche agli scenari peggiori. Non vi sarebbe mai stato riferimento a specifiche cariche dello Stato. Il ministero ha infine ribadito che il piano di sicurezza predisposto dallo Stato Maggiore della Difesa è coperto da segreto e non può essere commentato.

 

Arquata del Tronto, via libera al restauro della Rocca medievale
Da ansa.it del 9 ottobre 2025

Il progetto prevede un investimento di 5,2 milioni di euro

 

(ANSA) - ARQUATA DEL TRONTO, 09 OTT - Via libera al restauro e risanamento conservativo della Rocca medioevale di Arquata del Tronto, baluardo storico e simbolo identitario del comune e del Piceno. Si è conclusa con esito positivo la Conferenza dei servizi speciale coordinata dalla Struttura commissariale sisma 2016, aprendo la strada alla fase esecutiva dell'intervento. Il progetto, dal valore complessivo di 5,2 milioni di euro, prevede lavori di miglioramento sismico, restauro, rifunzionalizzazione e abbattimento delle barriere architettoniche, oltre al recupero dei percorsi di accesso e del contesto paesaggistico circostante.

La Rocca di Arquata, sopravvissuta alle devastanti scosse del 2016, rappresenta da sempre un presidio di resilienza per la comunità. La fortezza, tipico esempio di architettura militare appenninica del XIII secolo, è legata anche alla tradizione della regina Giovanna d'Angiò, che secondo la memoria popolare vi soggiornò tra il 1420 e il 1435, da cui l'appellativo di "Castello della Regina Giovanna". "La Rocca di Arquata del Tronto non è solo un monumento: è il genius loci di una comunità che non si arrende", ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, sottolineando che la sua restituzione alla fruizione pubblica "significa sanare una ferita e riaffermare il legame tra ricostruzione materiale e rinascita sociale e culturale".

Per il sindaco Michele Franchi, si tratta di "una giornata importante per Arquata. Ora può partire anche la nostra Rocca: entro un paio di mesi sarà pronto il progetto esecutivo e, entro fine anno, la gara. La Rocca tornerà a essere un museo a cielo aperto e il luogo da cui abbracciare tutta la vallata del Tronto". Il restauro della Rocca si inserisce nel più ampio intervento di ricostruzione del borgo capoluogo, dove è in corso la pre-cantierizzazione con un investimento complessivo di 71 milioni di euro, destinato alla stabilizzazione del colle, alla sistemazione dei sottoservizi e alla realizzazione di infrastrutture antisismiche avanzate. (ANSA).

 

Storia e divertimento alla Batteria V. Pisani: un pomeriggio per tutta la comunità
Da veneziaorientale.news del 8 ottobre 2025

Di Serena Bobbo

 

12.10.2025 – 09:00 Sabato 18 ottobre 2025, dalle 14.00 alle 17.30, la Batteria Vettor Pisani di Ca’ Savio apre le porte a tutta la comunità per un pomeriggio all’insegna di storia, curiosità e divertimento. L’iniziativa, ad ingresso libero, offre l’opportunità di vivere un’esperienza unica alla scoperta di una delle fortificazioni storiche più importanti del territorio. Durante il pomeriggio sarà possibile scoprire il codice Morse, incontrare veri soldati e ascoltare i loro racconti, oltre a divertirsi con i giochi di un tempo, per riscoprire le attività ludiche di un’epoca passata. Alle 15.00 è in programma la conferenza “Il sistema di puntamento delle batterie costiere di Cavallino Treporti nella Prima guerra mondiale”, un approfondimento storico dedicato agli appassionati e a chi desidera comprendere meglio il ruolo strategico delle fortificazioni. Alle 16.30 sarà presentata la nuova mostra diffusa, un’occasione per conoscere più da vicino i reperti e le storie custodite all’interno della Batteria V. Pisani, che da anni rappresenta un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio militare e culturale del territorio.

L’evento si terrà anche in caso di maltempo, garantendo a tutta la cittadinanza la possibilità di partecipare e di immergersi nella storia locale in un contesto sicuro e accessibile. La Batteria Vettor Pisani si trova in Via Vettor Pisani 40, Ca’ Savio (VE). Per informazioni e prenotazioni relative alla conferenza è possibile consultare il sito www.viadeiforti.it, scrivere a info@viadeiforti.it oppure contattare i numeri 041 2909555 e 348 3164470.

Un pomeriggio pensato per tutte le età, per unire educazione, cultura e divertimento, e per riscoprire insieme alla comunità la storia che ha segnato il territorio.

 

Parliamo di… Forte Busa Granda
Da unsertirol24.com del 7 ottobre 2025

L'esecursione, grVenerdì 10 ottobre, una serata culturale a cura della Compagnia Schützen Pergine Caldonazzo

 

Il caposaldo di artiglieria Busa Granda venne costruito durante la Prima guerra mondiale in seguito allo smantellamento del sottostante forte Col de le Bene. Il progetto e la sorveglianza dei lavori vennero affidati al Capitano Emil Hütter della direzione del Genio militare austriaco di Trento. Il 7 febbraio del 1915 l’ufficiale aveva già presentato i primi schizzi della nuova batteria di armi da fuoco; in marzo iniziarono i lavori che si conclusero in due mesi e mezzo. Il forte entrò in funzione nel maggio del 1915, alla dichiarazione di guerra italiana all’Impero e al conseguente scoppio della guerra sul fronte meridionale, quello tirolese. Nell’estate del 1916, dopo la Frühlingsoffensive, Forte Busa Granda fu disarmato degli obici; nelle sue vicinanze venne installata una batteria antiaerea che aveva lo scopo di difendere Levico dagli attacchi aerei italiani.

Per scoprire molti altri dettagli sulle fortificazioni della Valsugana, in particolare su Forte Busa Granda, l’appuntamento da non perdere è quello di venerdì 10 ottobre alle ore 20.30 presso la Casa della Cultura di Caldonazzo, in via Stazione 5. Sarà Michele Pintarelli a relazionare sulla storia di Forte Busa Granda; il compito di presentare la serata sarà invece affidato a Alessio Marchiori.

La serata fa parte della serie di incontri a tema storico e culturale organizzati dalla Compagnia Schützen Pergine Caldonazzo; questo appuntamento, in particolare, è realizzato con la collaborazione ed il supporto delle Amministrazioni comunali di Caldonazzo e di Vignola Falesina.

 

Linea Cadorna, un tesoro da riscoprire nel Parco delle Orobie Valtellinesi
Da sondriotoday.it del 7 ottobre 2025

Si punta a valorizzare le fortificazioni della Grande Guerra con il coinvolgimento di guide e professionisti della montagna

 

 Informazione, aggiornamento e divulgazione si intrecciano nel progetto del Parco delle Orobie Valtellinesi dedicato alla riscoperta della Linea Cadorna. Venerdì scorso, al rifugio Cristina in val Belviso, il Parco ha riunito 25 tra guide alpine e accompagnatori di media montagna per illustrare gli sviluppi del progetto "Sulle tracce della memoria", avviato nel 2024 in collaborazione con i Comuni di Teglio e Aprica, la Pro Loco di Aprica e l’Università di Bergamo, con il sostegno di Regione Lombardia.

L’iniziativa mira a studiare, recuperare e valorizzare un sistema di strutture militari risalenti alla Prima guerra mondiale, oggi in gran parte nascosto dalla vegetazione. I ricercatori dell’ateneo bergamasco hanno individuato e mappato diversi manufatti, predisponendo un piano di restauro conservativo che prenderà avvio dopo l’approvazione degli enti coinvolti. I primi interventi, affidati ai volontari di Aprica e Teglio, riguarderanno la pulizia dei siti, ma per completare i lavori serviranno ulteriori finanziamenti, stimati in circa mezzo milione di euro. Il coinvolgimento delle Guide Parco è centrale: saranno loro a contribuire alla divulgazione e all’inserimento di questi luoghi negli itinerari escursionistici, anche in vista dell’ampliamento dello studio sulla Linea Cadorna oltre la val Belviso. Regione Lombardia ha infatti assegnato un ulteriore contributo di 45 mila euro al progetto "Alla scoperta della Frontiera Nord", che prevede la mappatura e l’analisi dei manufatti lungo la dorsale orobica.

"Come Parco teniamo molto a questo progetto che valorizza un tesoro storico dimenticato – ha dichiarato il presidente Marco Ioli – e grazie al sostegno di Regione Lombardia potremo ampliarlo ad altre zone. Il nostro obiettivo è duplice: recuperare ciò che resta delle trincee e delle strutture, ma anche favorirne la fruizione. In questo senso il ruolo delle Guide Parco e dei professionisti della montagna è fondamentale: sono i nostri ambasciatori e, attraverso loro, queste conoscenze potranno raggiungere la popolazione". Lo studio è affidato al team dell’Università di Bergamo guidato dal professor Stefano Morosini, specialista nel settore. La Linea Cadorna, costruita tra il 1915 e il 1918 per difendere la pianura da un possibile attacco da nord, non fu mai utilizzata, ma conserva un forte valore storico e culturale. Il progetto punta a trasformare ciò che resta delle trincee e delle fortificazioni in un vero e proprio itinerario della memoria, un museo a cielo aperto tra le montagne delle Orobie

 

PADOVA | UNA NUOVA ILLUMINAZIONE PER LE MURA CINQUECENTESCHE
Da telenordest.medianordest.it del 6 ottobre 2025

06/10/2025 PADOVA – Da venerdì 3 ottobre, la cinta muraria cinquecentesca di Padova è illuminate con un nuovo sistema di luci a LED che valorizza il progetto di riqualifica. || Le mura cinquecentesche, i loro bastioni e gli spazi verdi che le circondano risplendono grazie ad una nuova illuminazione a Led che valorizza questo partrimonio storico cittadino. L’accensione in un attimo ha fatto brillare gli 11 chilometri di mura, simbolo della città che spesso passa inosservato. L’opera si inserisce nel processo di valorizzazione di questo monumento che l’amministrazione sta protando avanti da anni per consegnare a cittadini e turisti questo punto della città che per secoli è stata la sua protezione. Un lavoro duratodue anni e costato quasi due milioni di euro.

 

Castello D'Albertis, Museo delle Culture del Mondo: la storia, il percorso e i passaggi segreti
Da mentelocale.it del 6 ottobre 2025

Avete mai trovato una cabina nautica che non si trova all’interno di una nave, bensì in una delle dimore più affascinanti della nostra città?

 

Parliamo del Castello D'Albertis, conosciuto anche come Museo delle Culture del Mondo. Molti di voi passeggiano spesso nei giardini che circondano il castello. Ma quanti hanno visitato questo spazio spettacolare che regala panorami mozzafiato su Genova e offre uno sguardo sulle culture del mondo?

Il percorso museale racconta i viaggi del capitano Enrico D'Albertis, dall’Asia all’America, dall’Africa all’Oceania. Ma il museo non è solo questo, come spiegano Maria Camilla De Palma, conservatore responsabile, e Luca Minato, capoturno per Cooperativa Solidarietà e Lavoro.

Costruito tra il 1886 e il 1892 sopra i resti di fortificazioni cinquecentesche e medievali, il castello fu donato dal capitano alla città alla sua morte. L’edificio, oggi, è diviso in due parti: nella prima parte ci sono le sale della dimora storica del capitano Enrico D'Albertis, che era il proprietario del castello. A seguire, sempre all'interno dello stesso percorso, si può trovare il museo delle culture del mondo e, talvolta, delle mostre temporanee.

«All'interno della dimora storica del capitano, una delle stanze più particolari del castello è sicuramente la cabina del capitano. Si tratta della riproduzione della cabina di un'imbarcazione e possiamo immaginare che lui amasse rilassarsi all'interno di questa particolare stanzetta, immaginando di essere in viaggio in giro per il mondo», racconta Luca Minato.

Il percorso tocca soprattutto le civiltà precolombiane del Perù, le popolazioni indigene del Nord America, dell’Oceania, dell’Australia e della Polinesia. Non mancano sezioni dedicate alle musiche del Mediterraneo e alle medicine tradizionali asiatiche, come Ayurveda (India), Zhong yi (Cina), Gsowa Rigpa (Tibet) e arabo-islamica.

Oltre all’esposizione permanente e alle mostre temporanee, il museo organizza attività per tutti: bambini, adulti, genovesi e turisti. E alcune attività, ad esempio, accompagneranno i visitatori all'interno di luoghi segreti, passaggi nascosti al regolare percorso museale, come ad esempio le visite ai passaggi segreti che verranno effettuati il giovedì. Proprio attraverso questi cunicoli, si dice, il capitano amava dileguarsi quando non desiderava ricevere ospiti.

Di Ancila Mettekkatt

 

Castelli Aperti, gli appuntamenti di domenica 12 ottobre nella Granda

Da cuneodice.it del 6 ottobre 2025

Il circuito da trent’anni accompagna il pubblico alla scoperta delle dimore storiche, dei borghi fortificati e dei giardini più suggestivi del Piemonte

 

Prosegue la trentesima edizione di Castelli Aperti, il grande circuito che da trent’anni accompagna il pubblico alla scoperta delle dimore storiche, dei borghi fortificati e dei giardini più suggestivi del Piemonte.

Domenica 12 ottobre il progetto, sostenuto dalla Regione Piemonte e coordinato dall’Associazione Amici di Castelli Aperti, invita ancora una volta a immergersi in un patrimonio diffuso, fatto di storia, architettura, arte e paesaggio. Sono decine le residenze e i musei che apriranno le loro porte in tutte le province, offrendo un ricco ventaglio di proposte: visite guidate, mostre, degustazioni e passeggiate tra i luoghi che raccontano la memoria e la bellezza del territorio.

La provincia “dei centouno castelli” offre come sempre un itinerario denso di proposte, tra Langhe, Roero e pianura. Ad Alba, il Museo Diocesano è aperto dalle 11 alle 18.30 per un viaggio tra archeologia e arte sacra, mentre a Barolo il Castello Falletti ospita il WiMu – Museo del Vino, con aperture fino alle 19. A Bra si potranno visitare la Zizzola, i Musei Civici Craveri e Traversa e il curioso Museo del Giocattolo, che propone visite guidate dedicate alle famiglie. A Caraglio, l’antico Filatoio accoglierà i visitatori con tour guidati alla scoperta della più antica manifattura serica d’Europa, e a Cherasco il Palazzo Salmatoris aprirà gratuitamente le sue sale barocche. Proseguendo verso Saluzzo, cuore artistico del Marchesato, sarà possibile visitare Casa Cavassa, La Castiglia, Casa Pellico, la Torre Civica, la Pinacoteca Olivero e la scenografica Villa Belvedere Radicati, un vero e proprio museo diffuso di architettura e memoria. Non mancano le occasioni per esplorare le residenze sabaude: il Castello Reale di Govone, con i suoi saloni rococò e il parco monumentale, e il Castello di Serralunga d’Alba, straordinario esempio di architettura militare trecentesca, aperto con visite guidate per tutta la giornata. Tra le proposte da non perdere anche il Museo del Generale Bonaparte di Mombasiglio, la Castiglia e i Musei Civici di Savigliano, il Museo Luigi Mallé di Dronero e il Castello dei Principi d’Acaja di Fossano, con percorsi guidati tra storia e leggenda.

LE APERTURE DI DOMENICA 12 OTTOBRE PROVINCIA DI CUNEO

Alba – Museo Diocesano di Alba: aperto con orario 11.00 – 18.30. Ingresso: Intero 5€. Prenotazioni: link

Barolo – Castello Falletti di Barolo e WIMU Wine Museum: aperto dalle 10.30 alle 19.00. Ingresso: Intero 9€; ridotto 7€. Prenotazioni: link

Bra – La Zizzola: parco e museo della Zizzola aperti dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ingresso gratuito.
Bra – Museo Civico di Storia Naturale Craveri: aperto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: Singolo Museo 5€; Musei Civici Bra 10€. Bra – Museo Civico di Palazzo Traversa: dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: Singolo Museo 5€; Musei Civici Bra 10€.
Bra – Museo del Giocattolo: ingresso esclusivamente con visita guidata negli orari: 10.30 -11.30 - 14.30 - 15.30 - 16.30. Ingresso: Singolo Museo 5€; Musei Civici Bra 10€.
Caraglio - Il Filatoio: visite guidate alle ore 11.00, 15.30, 17.30. Ingresso: Intero 9€
Cherasco – Palazzo Salmatoris: dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso:Gratuito.
Corneliano d’Alba - Torre di Corneliano d’Alba: aperto solo su prenotazione, con almeno due giorni di anticipo, contattando il Tel. 338 9654524 o Tel. 340 8026232.
Dronero – Museo Civico Luigi Mallé: dalle 15.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30). Ingresso: Gratuito.
Fossano – Castello dei Principi D’Acaja: aperto con partenza tour alle ore 11.00, 15.00 e 16.30. Biglietteria presso l’Ufficio Turistico (corte interna del maniero). Consigliata la prenotazione. Numero Verde 800 210 762 - Tel. 0172 60160; iatfossano@visitcuneese.it. Ingresso: Intero 5€; ridotto 3€.
Govone – Castello Reale: dalle 10.00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30). Ingresso: Intero 7€; ridotto 5€. Prenotazioni: link
Magliano Alfieri – Museo dei soffitti in gesso e Teatro del Paesaggio - Castello degli Alfieri di Magliano: aperto con orario 10.30-18.30. Ingresso: Intero 5€ (un museo); Intero 7€ (due musei).
Manta – Castello della Manta: aperto con orario 10.00-18.00. Ingresso: Intero 11€; Visita guidata Intero 15€.
Mombasiglio- Museo del Gen. Bonaparte nel Castello di Mombasiglio: dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ingresso: Intero 8€, Ridotto 6€.
Roddi – Castello di Roddi: visite esclusivamente guidate con i seguenti orari: 10.30; 11.30; 12.30; 14.30; 15.30; 16.30; 17.30. Prenotazione consigliata. Info: Tel: 0173386697; castelloroddi@barolofoundation.it. Costo Biglietto: Intero 6€.
Saluzzo - Casa Cavassa: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso: Intero 6€; ridotto 3,5€.
Saluzzo – Casa Natale di Silvio Pellico: visite accompagnate dalle 14:00 alle 19:00.Ingresso: Intero 3,5€; ridotto 2,5€.
Saluzzo – La Castiglia: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso: Intero 8€; ridotto 6€.
Saluzzo – Torre Civica e Pinacoteca Olivero: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso: Intero 3,5€; ridotto 2,5€.
Saluzzo - Villa Belvedere Radicati: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso: Intero 5€; ridotto 3€. Prenotazioni: link
Savigliano – Museo Civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra: orario 10.00-13.00 e 15.00-18.30. Ingresso: Intero 5€; ridotto 3€.
Savigliano – Palazzo Muratori Cravetta: visite guidate con prenotazione consigliata allo 0172/370736 o mail ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it. Turni previsti ore 11.00 e 15.30 (presentarsi qualche minuto prima dell’orario presso l’Ufficio Turistico di piazza santa Rosa; il personale dell’Ufficio Turistico accompagnerà i visitatori nella visita del Palazzo o Torre fornendo le relative notizie). Ingresso: Intero 3€.
Savigliano - Torre Civica: visite guidate con prenotazione consigliata allo 0172/370736 o mail ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it. Turni previsti ore 11.00 e 15.30 (presentarsi qualche minuto prima dell’orario presso l’Ufficio Turistico di piazza santa Rosa; il personale dell’Ufficio Turistico accompagnerà i visitatori nella visita del Palazzo o Torre fornendo le relative notizie). Ingresso: Intero 3€.
Serralunga d’Alba – Castello di Serralunga d’Alba: aperto con visite guidate alle ore 10.30; 11.15; 12.00; 12.45; 14.30; 15.15; 16.00; 16.45; 17.30. Ingresso: Intero 6€; ridotto 3€. Info e contatti www.castelliaperti.it | info@castelliaperti.it

 

Con la Società ticinese di artiglieria alla scoperta del bunker di Mairano

Da tio.ch del 3 ottobre 2025

Appuntamento per sabato 11 ottobre dalle 11 alle 16

 

RIVIERA - Sabato 11 ottobre, dalle 11 alle 16, sarà possibile visitare il bunker militare di Mairano, in località Iragna. L'opera risale agli anni '40 e chiudeva l'accesso alle Alpi da nord di Bellinzona. Il bunker, armato da un obice di 10,5 cm, faceva parte delle opere della Linea Lona. Ristrutturato e riattivato dalla Società ticinese di artiglieria, è situato sulla - Via della Pietra -, itinerario turistico e di interesse storico e naturalistico.

L'opera fortificata, nome in codice A8154 operava nel contesto della difesa del fronte Sud e sviluppata su 23 fortini di fanteria e di artiglieria oltre che allo sbarramento anticarro a forma di "V". Il dispositivo era completato da una linea di opere di artiglieria lungo la trasversale Mairano - Mondascia. Il sistema difensivo, tra l'altro, venne potenziato dopo la Seconda guerra mondiale.

Informazioni allo 079.6417509 o art.fort9@gmail.com. Iscrizione obbligatoria. Entrata con offerta libera

 

Chioggia, ultimo incontro del ciclo “Forte San Felice: storia, ricerche, restauri”

Da radioclodia.it del 2 ottobre 2025

Si conclude venerdì 3 ottobre 2025 alle ore 17.00, presso la Sala dei Lampadari del Municipio di Chioggia, il ciclo di incontri “Forte San Felice: storia, ricerche, restauri”, un percorso di approfondimento che in questi mesi ha permesso di conoscere meglio uno dei più importanti complessi monumentali della città.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Mauro Armelao e del direttore regionale Musei nazionali Veneto, Daniele Ferrara, interverranno il generale Giancarlo Gambardella di Difesa Servizi con la relazione “Un nuovo futuro per Forte San Felice. Azioni per la valorizzazione”, dedicata ai progetti di rigenerazione urbana e culturale in corso, e la dottoressa Daniela Milani dell’Istituto Italiano dei Castelli con l’intervento “Il Forte San Felice all’interno della renovatio securitates del litorale”, che ripercorrerà le vicende storiche del sito nel più ampio contesto lagunare. Il percorso di valorizzazione di Forte San Felice nasce dal protocollo d’intesa siglato nel 2018 tra Ministero della Difesa, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero della Cultura, Agenzia del Demanio e Comune di Chioggia. Da quell’accordo è nato un Tavolo tecnico che, nel 2021, ha portato alla firma dell’Accordo di valorizzazione, aprendo la strada a importanti interventi di restauro e recupero già avviati.

Tra le opere principali figurano la realizzazione del nuovo pontile, la messa in sicurezza del Castello della Luppa, il recupero del Blockhaus austriaco e della Polveriera veneziana, oltre al restauro del portale monumentale del Tirali. Parallelamente è in corso la progettazione per il recupero dei bunker e le attività di caratterizzazione ambientale. Grazie a questo lavoro congiunto, il Forte si avvia a diventare non solo un simbolo storico e identitario per Chioggia, ma anche un nuovo polo di aggregazione, cultura e turismo.

L’appuntamento del 3 ottobre rappresenta dunque un’occasione preziosa per la cittadinanza per conoscere da vicino le prospettive future di uno dei patrimoni più significativi della laguna.

 

Un futuro turistico per l’ex carcere e il forte di Favignana

Da ilsole24ore.com del 1 ottobre 2025
L’ex carcere dell’isola siciliana di Favignana si presta ad essere trasformato in residenza o struttura turistico-ricettiva e attività culturali e sociali.

La proprietà si estende su una superficie di circa 1.573 metri quadrati ed è composta da un’area aperta e un edificio principale di circa 325 metri quadrati (originariamente utilizzato come dormitori e celle di isolamento).

Il proprietario è l’Agenzia del Demanio. Viene proposto un contratto di locazione a lungo termine per la riqualificazione tramite gara pubblica.

L’altra opportunità di investimento a Favignana è il forte san Giacomo, oltre 20mila metri quadrati nel centro dell’isola parte di un più ampio sistema di fortificazioni costruito per proteggere dalle incursioni dei pirati e in seguito utilizzata come penitenziario.

Il forte fu costruito per ordine di Ruggero I d’Altavilla.

 

Val Posina, escursione gratuita tra le fortificazioni di Arsiero

Da altovicentinonline.it del 1 ottobre 2025

Camminare tra i boschi dell’alto vicentino, con le cime che ancora parlano di storia. Sabato 18 ottobre 2025 avrà luogo un’escursione gratuita tra le fortificazioni di Arsiero, resa possibile grazie al contributo del Consorzio BIM Bacchiglione e all’organizzazione curata da Alda+.

Dalla chiesetta di San Rocco fino a monte Cimone, ripercorrendo la storia

Partendo dal centro di Arsiero verrà raggiunta la chiesetta di S. Rocco, dove si trovava l’omonima batteria a difesa della valle. L’escursione proseguirà poi fino a Case Pierini, da cui parte la Strada degli Alpini, che sale fino a monte Cimone: sarà un’occasione per rievocare il ruolo di questo sentiero nel conflitto e nello scoppio della mina. Si procederà poi fino a contrà Crosare e contrà Peralto, per comprendere l’importanza dell’acqua durante il conflitto e le difficoltà nel reperirla. Poi ai piedi di Forte Cornolò, non visitabile, e del Priaforà, entrambi protagonisti della guerra in montagna. Qua verranno le loro vicende, l’ingegnosità militare frutto di un’epoca in cui la guerra si combatteva anche con picco e pala. Oltre che con i 4 cannoni e le 4 mitragliatrici di cui il Forte Cornolò era dotato.

Iscrizione obbligatoria entro il 15 ottobre

Per partecipare all’escursione è necessaria l’iscrizione, da fare entro mercoledì 15 ottobre, sul modulo https://forms.gle/XNWVBzd6qJ7PNCr79 oppure contattare luisa@aldaintranet.org

 

Sorpresa sul Baluardo. Alla luce le fortificazioni : "Patrimonio da tutelare"

Da ilrestodelcarlino.it del 1 ottobre 2025

Durante i lavori emergono le antiche strutture che compongono le mura. Il vicesindaco Alessandro Balboni: "Elementi simbolo della nostra città".

Trenta settembre 2025. Sul Baluardo di San Giorgio riemergono reperti storici della fortificazione. I lavori di sistemazione del Baluardo San Giorgio, parte del Progetto Look-Up! Ferrara (finanziato con oltre 10 milioni di euro tra fondi europei e comunali), stanno portando alla luce le antiche strutture che compongono le mura, mostrandone alla città una faccia inedita e unica. Lunedì la ditta affidataria stava procedendo alla riapertura di un varco visibile dal vallo. Il progetto del Baluardo prevede la creazione di un collegamento da sopra a sotto le mura, per consentire a tutti l’accessibilità alle fortificazioni cittadine. Dopo aver rimosso i primi strati superficiali di terra di riporto che riempivano interamente il Baluardo ci si è trovati di fronte ad una scala perfettamente conservata, risalente probabilmente al ‘600. Studi più approfonditi permetteranno di datarla con maggiore precisione, nel frattempo il ritrovamento comporta un inevitabile modifica al progetto che prevedeva un passaggio pedonale proprio in quel punto e sarà a breve oggetto di interlocuzione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

Ma questo non è l’unico ritrovamento sul Baluardo. Non solo la terra di cui è ricoperto si è mostrata ricca di cocci e frammenti ceramici di varie epoche, ma è riemersa anche una pavimentazione a riquadri in mattoni che potrebbe appartenere o ad una torre o ad una casamatta ad uso di deposito d’armi che, in passato, si trovava quasi al centro della struttura fortilizia ed è ancora ben visibile nella cartografia storica. "Le mura di Ferrara sono uno degli elementi simbolo della nostra città, e noi come amministrazione intendiamo preservarle e valorizzarle mantenendone l’identità – dichiara il vicesindaco Alessandro Balboni –. Ritrovamenti come questi ci dimostrano quanto poco ancora sappiamo e quanto sia importante promuovere la tutela del nostro patrimonio culturale e storico".

In prossimità della muratura esterna del Baluardo, invece, proseguono i lavori di messa in sicurezza del camminamento, che prevedono la rimozione di uno strato di terreno per riportare il parapetto murario ad un’altezza consona. La rimozione del terreno necessaria per il rialzo del parapetto ha messo in luce i contrafforti di rinforzo, altro aspetto strutturale peculiare delle nostre mura storiche

 

Quando l'imperatore Giuseppe II visitò le rinnovate fortificazioni di Pizzighettone e fu deluso "Butterei l'ingegnere nell'Adda"

Da laquinta.it del 1 ottobre 2025

Sul "Bollettino storico cremonese" del 1935 si riporta una notizia curiosa risalente al 1771.

L'imperatore Giuseppe II visita infatti le fortificazioni di Pizzighettone, recentemente ristrutturate, e non è contento. Addirittura, pare abbia escalamato:"Se avessi l'ingegnere che ha progettato queste fortificazioni lo butterei nell'Adda.

Le farò demolire"