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ANNO 2025

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Chioggia, un patrimonio da scoprire: rinasce Forte San Felice
Da lapiazzaweb.it del 31 maggio 2025
Al via il ciclo di incontri pubblici sulla storia e il recupero del complesso: restauri, progetti culturali e turismo sostenibile per restituire il Forte alla cittadinanza

 

Un patrimonio storico affacciato sulla laguna di Venezia si prepara a rinascere. ForteSan Felice, complesso monumentale tra i più antichi della gronda lagunare, è oggi al centro di un articolato progetto di recupero e valorizzazione che coinvolge numerosi enti pubblici e mira alla sua apertura al pubblico.

Giovedì 5 giugno alle ore 17.00, nella Sala dei Lampadari del Municipio di Chioggia, si terrà il secondo appuntamento di un ciclo di incontri dedicato alla storia, alle ricerche e agli interventi di restauro in corso nel Forte. Dopo i saluti del Vicesindaco Elena Zennaro, interverrà il Comandante del Comando Zona Fari e Segnalamenti di Venezia, Capitano di Fregata Luigi Terra, per raccontare la storica presenza della Marina Militare nel sito. Seguirà la relazione dell’ingegnere Valerio Volpe del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, che illustrerà i lavori già realizzati e quelli in fase di realizzazione.

Tra gli interventi principali si segnalano il completamento del nuovo pontile e la messa in sicurezza del Castello della Luppa, il restauro del portale monumentale del Tirali e il recupero del Blockhaus austriaco e della Polveriera veneziana, oltre alla caratterizzazione ambientale del sito e alla progettazione per il recupero dei bunker. Queste opere rientrano nell’ambito di un ampio protocollo d’intesa siglato nel 2018 tra il Ministero della Difesa, altri ministeri competenti, l’Agenzia del Demanio e il Comune di Chioggia. Da esso è nato un Tavolo tecnico interistituzionale che, nel 2021, ha portato alla firma di un Accordo di valorizzazione. L’obiettivo è ambizioso: restituire Forte San Felice alla fruizione pubblica, creando un centro culturale, turistico e ricreativo, gestito in sinergia tra pubblico e privato.

In questo contesto, le aree ancora in uso alla Difesa saranno dedicate a ospitalità e accoglienza, mentre le zone affidate al Ministero della Cultura — tra cui il castello, il mastio e il portale — saranno destinate a diventare spazi museali e culturali. Dopo l’incontro inaugurale del 23 maggio, il ciclo di conferenze proseguirà con altri due appuntamenti: il 26 settembre, con interventi dell’Agenzia del Demanio e del Comitato Chioggia, un patrimonio da scoprire: rinasce Forte San Felice Chioggia, un patrimonio da scoprire: rinasce Forte San Felice Al via il ciclo di incontri pubblici sulla storia e il recupero del complesso: restauri, progetti culturali e turismo sostenibile per restituire il Forte alla cittadinanza per il Forte San Felice, e il 3 ottobre, quando si parlerà di valorizzazione culturale e sicurezza del litorale, con la partecipazione di Difesa Servizi e dell’Istituto Italiano dei Castelli.

 

«No Muos», nuova protesta a Niscemi: corteo il 2 giugno contro la base Usa
Da caltanisetta.gds.it del 30 maggio 2025
Manifestazione del Movimento No Muos, il prossimo 2 giugno a Niscemi, dove è installato il sistema di difesa satellitare Usa.

«Ogni giorno - dicono gli attivisti che hanno promosso l’iniziativa che partirà alle 16 da Largo Mascione - cresce la nostra consapevolezza di vivere in una situazione di guerra con delle principali aree geografiche coinvolte. Le aggressioni violente, continue e devastanti contro la popolazione palestinese, cosi come i lanci di missili nella guerra russo-ucraino, sono pane quotidiano.

Il mondo sta precipitando sempre più nelle guerre e la base militare di Niscemi, con le parabole del Muos - una infrastruttura bellica della marina militare americana che permette le comunicazioni globali della difesa americana - insieme a Sigonella, sono molto utilizzate sia sul fronte palestinese sia su quello ucraino.

Non vogliamo essere complici delle guerre in corso».

 

Torre della Linguella, mirabile esempio d'architettura militare. Riadattamento di una preesistente
Da elbareport.it del 29 maggio 2025

Di Marcello Comici

 

Daniela Lamberini, docente di restauro presso la facoltà di architettura dell’università di Firenze, sostiene che la rinascimentale medicea torre della Linguella è il riadattamento di una preesistente appartenente alla medioevale “Ferraia”. Lo sostiene con tutta una serie di argomentazioni.

“…La stessa denominazione di torre ci mette sull’avviso, ma sono le sue linee architettoniche e i materiali di cui è fatta soprattutto l’uso esclusivo del marmo nella angolate e per le parti ornamentali a suggerircelo. Sono anche la forma poligonale e i rapporti dimensionali, il possente merlone sopra i beccatelli, la scarpatura delle facce che si ferma ad un terzo dell’altezza, lo spessore delle muraglie molto accentuato e naturalmente la tecnica costruttiva, messa in risalto dai precisi rilievi a colori di epoca napoleonica che delineano piante alzate e sezioni delle torri e, (purtroppo) dalle fotografie che la mostrano sventrata e sezionata seguito dei tragici bombardamenti del 1944”. (Cfr. 77 di “Il Sanmarino. Giovan Battista Belluzzi architetto militare e trattatista del cinquecento” Daniela Lamberini. Volume I “La vita e le opere”. Olschki editore 2007)

Anche la presenza dei beccatelli secondo Lamberini sono a sostegno del riadattamento di una torre precedente, essendo i beccatelli “funzionali ed in uso fino alla fine del quattrocento, inutili anzi dannosi nell’architettura fortificata di metà del cinquecento (colpiti dall’artiglieria avrebbero potuto riempire di calcinacci il fosso circostante agevolando la scalata) beccatelli che sarebbe a dir poco strano costruire per subito dopo tamponare e che infatti sono tamponati verso il mare, nella parte più esposta al nemico…”

(Cfr pg 78 Idem come sopra)

I beccatelli sono elementi architettonici che si innalzano nella parte sommitale della torre e che contribuiscono, insieme alla forma ottagonale, a conferire aspetto unico, inconfondibile all’opera che sta a guardia dell’entrata nella darsena di Portoferraio. In effetti sono tamponati dalla parte che guarda il mare. Sono strutture create in architettura militare con funzione che è quella di esercitare una difesa piombante. E allora perché i beccatelli alla torre della Linguella se la difesa nel cinquecento si è trasformata da piombante in radente e la presenza dei beccatelli è divenuta dannosa alla difesa?

Sulla punta della Linguella sotto la torre c’è il mare e non un fossato come nei beccatelli di una qualsiasi torre di castello o forte; inoltre la funzione della Torre della Linguella è la difesa dell’ingresso nel porto di navi nemiche dotate di artiglieria. E’ plausibile pertanto sostenere che i beccatelli sono stati tamponati quelli soltanto verso il mare dovendo essi sostenere l’urto dell’artiglieria nemica che può venire solo da questa parte. La costruzione inoltre dei beccatelli ha permesso che lo spazio della piattaforma sulla sommità della torre dove è il posizionamento di artiglieria nelle troniere e degli addetti ai lavori (soldati bombardieri, ufficiali, alfieri) fosse incrementato essendo assai ristretto quello a disposizione per la presenza del mare tutta intorno.

Lo spazio aumentato della piattaforma sommitale ha consentito anche la costruzione di una ”stanza di mattoni sopra mattoni da tenervi la guardia a dormire”, oggi scomparsa. E’ una torre da considerarsi tra quelle di “transizione” che il Camerini edifica in periodo di passaggio verso la fortificazione militare detto alla moderna.

Nel particolare di una mappa dal titolo “Veduta della cala anticamente nominata del Vallone nell’Anno LIX”, disegnata da Giacomo Mellini, appare presente alla punta della Linguella una torre tonda dentro una cinta muraria.

La mappa inquadra la rada della Ferraia medioevale quando tutta la costa toscana, Elba inclusa, fu dotata dai Pisani prima e dagli Appiani poi, di un sistema di torri rotonde con funzione sia di avvistamento sia di prima difesa contro gli sbarchi dei corsari. L’Elba, le sue coste, i suoi villaggi nel cinquecento erano oggetto di incursioni di corsari musulmani. Lo attesta una lettera scritta nel 1518 al duca di Firenze da Franchus Sachettus luogotenente di Livorno e conservata nell’archivio di stato di Firenze. Il giorno 12 dicembre 1518 il luogotenente di Livorno viene a sapere da un certo Genovese che due fuste di mori ciascuna con 18-20 banchi di remo sono avvistate a Campo, i mori smontano a terra e vanno ai magazzini e stanze di pescatori ma non trovano uomini perché sono stati scoperti prima del loro arrivo ,saccheggino le stanze, poi costeggiano intorno all’Elba e poi vanno verso Pianosa.

“Questo giorno per certo Genovese, capo barca surto qui, ha di certo come domenica proxima elapsa che fummo a dì XII, dua fuste de mori de 18 in 20 banchi l’una, si scoperseno a Campo, luogo de l’Elba di Piombino, distante a qui miglia 60 e smontorono in terra andando a certi magazzini et stantie de pescatori et non trovato li homini per esser stati scoperti da dua, saccheggiorno le decte stantie, et el lunedì sequente andorono costeggiando intorno a decta Elba et el martedì pigliorono la volta verso Pianosa, pur luogho de Piombino, ad loro bene placito et commodità, et tutto per adviso. Ex Liburno die XV decembris 1518

Franchus Sachettus Locum tenens” (Archivio di Stato di Firenze, Otto di Pratica, Carteggio, Responsive, 18, c. 132 recto.)

 

 

Le torri costiere hanno morfologia rotonda, cilindrica in quanto ottimale per ridurre l’efficacia dei colpi di cannone. Le torri di Marciana Marina, Campo, Rio Marina sono esempio di questa architettura militare costiera.

Amelio Fara, ingegnere e architetto esperto di architettura militare dell’età moderna, scrive “la torre camerinesca della Linguella ha una forma geometrica pura ed è straordinario l’accostamento del marmo ai mattoni. Rappresenterà uno dei paradigmi più ricchi di significato per gli ingegneri militari fino alla prima metà del secolo diciannovesimo” (Cfr. pg 11“Portoferraio. Architettura e urbanistica 1548-1877” Amelio Fara 1997)

L’accostamento del marmo ai mattoni che Fara definisce straordinario è quello ancora oggi ben visibile ai canti (spigoli) della torre. Il marmo abbraccia ogni spigolo: partendo dal basamento, si innalza verso l’alto superando il cordòlo pur esso di marmo. Nelle fortezze che Camerini edifica a Portoferraio, di spigoli (canti, angoli) di baluardi se ne trovano tanti e sono costituiti da conci di pietra lavorata e messa in opera sullo spigolo a modanatura, pietra che non è mai marmo. Vedi ad esempio i canti dei bastioni vicini alla Torre della linguella: bastione del Maggiore e bastione dei Pagliai.

Perché il Camerini ha voluto usare marmo solo sui canti degli spigoli della Torre invece di conci pietra arenaria come i invece ha proceduto nei canti di tutte le altre opere elevate a bastione?

La rivestitura dei canti dei bastioni con conci di pietra lavorati e accomodati Giovan Battista Belluzzi afferma esser opera con cui nell’architetto militare termina la fase l”incamiciamento” del terraglio del bastione.

(“Trattato delle fortificazioni di terra” Manoscritto biblioteca riccardiana Firenze)

 

 

Rappresentano la fase terminale dell’opera bastionata fortificata rinascimentale. Sono elementi decorativi ”per contentar l’occhio et le volontà del committente“ ma devono legar bene con il materiale usato per l’“incamiciamento” del terraglio. Questo materiale per lo “incamiciamento”, a Portoferraio, è stato pietrame e malta a tutti i baluardi e mattone a tutti i forti.

La torre della Linguella non è bastione e i muri sono innalzati con mattone legato agli spigoli da marmo. Forse il marmo proviene dalla torre precedente, presistente.

 

Foto di copertina - Portoferraio. La torre della Linguella
Foto 2 - Portoferraio, Torre ella Linguella. Beccatelli
Foto 3 - Particolare di un complesso di carte di Portoferraio disegnate da Jacopo (Giacomo) Mellini nel 1788 fra le quali spicca una mappa di Portoferraio “Veduta della cala anticamente nominata del Vallone nell’Anno LIX”. Una torre tonda si eleva alla Linguella.
Foto 4 - Portoferraio. Torre della Linguella. Particolare di spigolo in marmo che sale in alto oltre il cordòlo pur esso in marmo.
Foto 5 - Portoferraio. Spigolo del bastione del Maggiore. Spiaggia del Grigolo. Secolo sedicesimo.
Foto 6 - Portoferraio. Spigolo del bastione dei Paglai. Località Grigolo. Secolo sedicesimo

 

I cinquantamila bunker della Finlandia per difendersi dalla Russia
Da internazionale.it del 24 maggio 2025
La Finlandia condivide 1.340 chilometri di confine con la Russia, che continua ad aumentare le sue forze militari vicino alla frontiera. Lo scorso mese Helsinki ha annunciato un ulteriore aumento delle spese per la difesa, con lo scopo di anticipare i rischi di un’eventuale guerra. Nel paese scandinavo, inoltre, esistono da anni più di 50mila rifugi sotterranei ed è stato creato un manuale di sopravvivenza in caso di emergenza per la popolazione.

 

Forti d’artiglieria verso una seconda vita?
Da trsi.ch del 24 maggio 2025
Il capo dell’esercito, Thomas Süssli, sta considerando di riattivare alcuni lanciamine da fortezza se la situazione dovesse peggiorare

 

Di: Pierre Nebel (RTS)

Una rete di bunker con pezzi d’artiglieria e lanciamine è stata costantemente mantenuta e ampliata fino al 2003. Oltre cento di queste installazioni difendevano il confine settentrionale e meridionale, così come i due principali assi alpini. Nel 2018, ricorda RTS, il Parlamento ha deciso di smantellare questo sistema difensivo da Guerra Fredda, ritenuto inutile in un’Europa in pace.

All’epoca, Guy Parmelin, spiegava: “Abbiamo fatto un’analisi di opportunità: ne abbiamo ancora bisogno o no? La risposta è stata chiaramente no”.

L’esercito considera di rimettere in funzione alcuni bunker (19h30, RTS, 12.05.2025)

Dopo l’inizio della guerra in Ucraina nel 2022 l’esercito ha però cambiato rotta, reinserendo nel suo catalogo delle strutture i bunker dismessi.

Per la prima volta, il capo dell’esercito Thomas Süssli ha detto che se la situazione della sicurezza dovesse peggiorare, alcuni potrebbero essere rimessi in condizione di sparare. “Un gran numero di questi lanciamine da fortezza sono ancora in ottime condizioni. Potrebbero essere rapidamente rimessi in funzione se il Parlamento lo approvasse”, sottolinea.

Il comandante ritiene che sarebbe una misura sensata dal punto di vista militare: “In alcune regioni del Paese non ci sono installazioni militari tranne i lanciamine. Sono così ben fortificati che sarebbe necessario un colpo molto preciso per distruggerli”.

Un problema è che se le truppe non vengono più addestrate all’uso di questo tipo di armamento, si perdono le conoscenze necessarie, ma Süssli avanza una possibile soluzione: “La fanteria e le truppe meccanizzate, addestrate all’uso dei nuovi lanciamine mobili, potrebbero ricevere una seconda formazione per i lanciamine da fortezza”.

Finora, l’esercito aveva preso in considerazione di riutilizzare queste installazioni, senza rimettere in servizio la loro potenza di fuoco. Per esempio come centri di comando, depositi di munizioni o alloggiamenti militari.

Da quando sono state dismesse, sei installazioni di lanciamine da fortezza sono state vendute. Una si trova a Saxon, in Vallese, ed è stata trasformata in un museo da un’associazione. La struttura è stata mantenuta in ottime condizioni dai volontari e, secondo il presidente Pascal Bruchez, potrebbe essere rimessa in servizio nel giro di una o due settimane. Lo scenario di un attacco al confine elvetico è realistico? “No, è molto improbabile”, riconosce Georg Häsler, colonnello di artiglieria e giornalista specializzato in questioni di difesa. Tuttavia, sostiene la rimessa in servizio della potenza di fuoco dei lanciamine da fortezza. “Si tratta di pensare ciò che sembra impensabile e mantenere un sistema che mantiene una certa deterrenza, con pochi mezzi e ha una grandissima efficacia”.

Anche se nulla è formalmente deciso, un eventuale riutilizzo dei lanciamine da fortezza è il segno di una svolta nell’esercito: non esclude più di tornare a una difesa che si pensava appartenesse al passato

 

Giornate Nazionali dei Castelli 2024: 25 siti aperti
Da viaggi.corriere.it del 3 maggio 2024