“Il
nostro sogno è che queste strutture possano
essere riconosciute dall’Unesco come bene
immateriali" dice Giovanni Girmena,
presidente dell’Associazione Arma
Aeronautica e coordinatore per Siracusa e
Ragusa di Telethon
Di Carmelo Prestisimone
Un importante evento, dal titolo “Bunker e
rifugi: dalla guerra alla pace…un percorso
di riscatto e di speranza”, si è tenuto
qualche giorno fa presso il Distaccamento
dell’Aeronautica militare di via Elorina, in
collaborazione con l’Associazione Arma
Aeronautica, i Lions, il presidente
nazionale del Lions Club Filatelico,
Leonardo Pipitone, socio del Club Archimede
nonché presidente dell’Unione Siciliana
Collezionisti, insieme all’Associazione
Lamba Doria. Ha portato un indirizzo di
saluto Giovanni Girmena, presidente
dell’Associazione Arma Aeronautica e
coordinatore per Siracusa e Ragusa di
Telethon.
Ha poi preso la parola Vincenzo Filetti,
presidente del Lions Club Archimede, che ha
aperto i lavori: “Per noi è un vanto essere
riusciti in un’impresa sul piano nazionale,
la cartolina prodotta per il centenario
dell’Arma con l’annullo postale speciale
arriverà fino al Capo di Stato Maggiore.
Valorizzare l’aspetto simbolico del
francobollo, vuol dire potenziare
significati che vengono dal lontano passato
per costruire l’identità di un popolo.
Ringrazio, per quanto riguarda i Lions, la
presidente del Club Siracusa Host, Cettina
Maida, un importante membro del Lions Host
Club di Catania, Enzo Faraone, e lo storico
Filippo La Fauci. L’identità di un popolo si
costruisce anche attraverso le conoscenze
storiche, che non possono essere veicolate
soltanto attraverso pochi eletti. I giovani
devono conoscere questi argomenti
Prende la parola il relatore, Concetto
Scandurra, socio del Club Archimede, che
illustra un progetto scaturito
dall’esperienza realizzata all’interno della
Fondazione Unesco, per cui ha pensato che
fosse importante valorizzare dei siti unici.
Illustra i criteri previsti nelle linee
guida dell’Unesco perché un bene possa
essere considerato di eccezionale valore
universale e perciò patrimonio dell’Umanità.
“Esso deve costituire un esempio
straordinario di tipologia edilizia, un
insieme architettonico tecnologico, un
paesaggio che illustri uno o più importanti
fasi della storia umana. Una fase è essere
testimonianza unica ed eccezionale di una
tradizione culturale o di una civiltà
vivente o scomparsa. Essere un esempio
eccezionale di un insediamento umano
tradizionale dell’utilizzo di risorse
territoriali o marine, rappresentativo di
una o più culture o dell’interazione
dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando
lo stesso lo è divenuto per effetto di
trasformazioni irreversibili”, ha spiegato.
Memory of the World è un programma dell’Unesco,
fondato nel 1992, e volto a censire ed a
salvaguardare patrimonio e documentario
dell’umanità dai rischi connessi all’amnesia
collettiva, alla negligenza, alle ingiurie
del tempo, alle condizioni climatiche, alla
distruzione intenzionale e deliberata. Il
programma ha come obiettivi quelli di
facilitare la conservazione dei documenti,
l’accesso universale, aumentare la
consapevolezza diffusa dell’importanza del
patrimonio documentario. “Nel 2008, l’opera
dei pupi viene considerata patrimonio
immateriale. Essa nasce in Sicilia ai primi
dell’‘800 e ai primi del ‘900 muore, non
esiste più se non nella passione di alcuni,
che cercano di farla sopravvivere e nasce
così qualche teatrino ad uso folkloristico.
Come un bene diventa patrimonio Unesco? Ad
un certo punto, si insedia la commissione,
che vota. Un bene, per essere riconosciuto,
ha bisogno del supporto emozionale e
costante di chi lo propone”, ha proseguito.
Dal 1939 al 1945, il mondo cambia per una
serie di eventi drammatici con la 2^ Guerra
Mondiale. Nasce, negli anni ’30, il Vallo
Atlantico, una serie di accorgimenti
architettonici perché si ipotizzava
un’invasione dei nemici, per cui si
fortificò tutta la Sicilia costiera in
previsione di questo drammatico evento,
parliamo di bunker e di fortilizi.
Prosegue Scandurra: “Questi bunker sono
costituiti da grossi massi monolitici in
cemento armato. Queste realtà spesso
scendono a compromesso o a contrasto con una
realtà culturale ambientale, da cui non
possiamo prescindere come avviene con le
mura dionigiane. Ci sono queste commistioni!
Un progetto di valorizzazione di questi
elementi bellici, sarebbe una commistione
storico-monumentalearcheologico- militare.
Nella piazzaforte Augusta Siracusa, alcuni
bunker erano camuffati da casette per non
essere individuati dalla ricognizione aerea.
Ci sono molti esempi di trascuratezza di
questo patrimonio, ci sono dei bunker, che
sono stati spazzati via per realizzare delle
strade. Ci sono delle batterie con dei
corridoi con scritte dell’epoca, che ci
fanno interpretare le realtà del tempo.
L’ipotesi di valorizzazione di questa realtà
può avere risvolti turistici perché hanno un
fascino irripetibile. Un’intelligente
valorizzazione tra storia, archeologia e
paesaggio ci darebbe una grande
potenzialità. – Prosegue Scandurra. – Poi ci
sono gli uffici della batteria Lamba Doria,
abbandonati al loro destino. L’associazione
Lamba Doria vi ha posto una lapide. Dove è
stato possibile, essa ha valorizzato. Ancora
cuniculi, piazzole per i mezzi pesanti, la
torre Mortella ossia Magnisi, torre Cuba,
importantissima dal punto di vista
strategico”. Vi è un serbatoio di
carburante, che si trova in viale Santa
Panagia. Si tratta di vasche immense, alte
12 metri, che scendono diversi metri sotto
terra, erano completamente ricoperte di
ferro e non c’è più nulla perché sono state
vandalizzate. Da qui partivano dei corridoi
sotterranei, alti un metro e mezzo, sono
poco conservati perché vi è in atto un
processo veloce di degenerazione. Da qui si
dipartivano delle gallerie, una di queste
arrivava fino al molo S. Antonio ed una fino
al campo Scuola Di Natale. Ancora tutta una
serie di rifugi, dove la gente andava a
ripararsi dai bombardamenti, l’ipogeo di
piazza Duomo, in cui c’è la commistione con
gli ipogei cristiani e qui fu conservato il
simulacro di Santa Lucia per salvarlo dai
bombardamenti. Ancora tutti quei ricoveri,
in cui i siracusani stavano seduti sulla
nuda pietra con il tetto che gocciolava e
dove molta gente si ammalava. “Si tratta di
testimonianze mute, che non si devono
dimenticare se si vuole ripercorrere un iter
di pace, fondato sulla memoria del dramma
dell’uomo. Molti si rifugiavano nelle
catacombe in un’epoca in cui queste erano
piene di scheletri dei cristiani dei primi
secoli. I loculi dei morti cristiani dei
primi secoli erano i giacigli dei cristiani
degli anni ’40. I corridoi del castello
Eurialo sono serviti come rifugi per
proteggersi dai bombardamenti e quindi vi
era una commistione. In Normandia c’è una
sorta di euforia generale riguardante il
tesoro del Vallo Atlantico prevalentemente
predisposto dai tedeschi, che era lungo
migliaia di km e là ne hanno fatto un tesoro
turistico-storico-ambientale, hanno esaltato
quella memoria, su cui si fonda la coscienza
generale. Da noi la coscienza generale non
c’è nel sogno di una possibile
valorizzazione. Noi potremmo mettere in
campo tanti tesori, ne abbiamo tanti
nascosti!”, ha concluso il relatore.
Lorenzo Bovi ha relazionato spiegando di
essersi impegnato con le scuole nella
divulgazione della storia dello sbarco in
Sicilia e nella creazione di un percorso
storico-turistico sul modello di quello
francese, da realizzarsi in Sicilia nei
luoghi che hanno vissuto lo sbarco. “Una
cosa che ci interessa di più è andare nelle
scuole a parlare con i ragazzi di quello che
è successo sulle spiagge dove loro fanno il
bagno. I ragazzi delle scuole secondarie di
1° e 2° grado vanno a Fontane Bianche e non
sanno che lì c’è stato uno sbarco con
centinaia di morti. A Siracusa c’è il
cimitero inglese, solo ci sono 1000 morti. I
morti italiani non sono mai stati censiti,
il primo censimento sui morti italiani l’ha
condotto la Lamba Doria 10 anni fa”, ha
spiegato Bovi. “In 20 anni di Lamba Doria,
con il presidente, abbiamo cercato di non
far demolire alcune strutture. In alcuni
casi ci siamo riusciti, in altri no. Alcuni
edifici militari vengono ancora demoliti per
costruire strade o edifici, strutture
bellissime che vanno distrutte. Vengono
demoliti anche i documenti. L’archivio
storico comunale di Siracusa aveva migliaia
di documenti e si è allagato. Un progetto
potrebbe digitalizzare le cartelle, che si
sono salvate. Vi parlo del cannone “Opera
A”, che c’era in Sicilia, una struttura
corazzata a due piani, che conteneva questo
enorme cannone. Tutta la struttura esiste a
Santa Panagia in area militare e potrebbe
divenire un museo grandioso. Ci sono le
postazioni delle piazzaforti. Dal punto di
visto storico, abbiamo fatto delle
esperienze bellissime, la batteria Lamba
Doria di Capo Murro di Porco dà il nome
all’associazione Lamba Doria perché lì ci
sono stati i primi combattimenti, avvenuti
di notte. Ha due piani sotterranei, si
potrebbe ricostruire il cannone e potrebbe
essere fruita da un sacco di gente,
proveniente da tutto il mondo.”
Alberto Moscuzza, presidente Lamba Doria,
spiega: “Per il turismo bellico, a Siracusa,
siamo nell’anno zero. In vent’anni abbiamo
visto molte fortificazioni distrutte,
diverse a Siracusa, due bunker circolari
all’Arenella, ad Avola invece non siamo
riusciti a salvaguardare il caposaldo di
Cozzo Paradiso. Il bunker della Pillerina,
Punta della Mola, una batteria costiera che
verrà valorizzata, sarà fruibile con una
convenzione, la quale sarà presentata a
giorni. Quel complesso verrà recuperato,
verrà reso fruibile con tutta la sua storia.
Gli archivi della Regia Prefettura e della
Provincia sono stati dismessi. Ho potuto
recuperare parte di quello della Regia
Prefettura e questo è stato l’inizio della
grande avventura della nascita
dell’associazione. Siamo riusciti a
ricostruire la storia di Siracusa dello
sbarco e molto di questo materiale l’ho
donato alla Sovrintendenza. A Malta stiamo
collaborando alla realizzazione del più
grande museo dello sbarco in Sicilia, molto
materiale è andato là, in quanto non tutti i
comuni sono sensibili al turismo bellico ed
all’archeologia militare. Lottiamo ogni
giorno non solo per la valorizzazione, ma,
anche, per la tutela”, conclude Moscuzza.
Termina Girmena, spiegando: “Il nostro sogno
è che queste strutture possano essere
riconosciute dall’Unesco come bene
immateriali, si studierebbe l’aspetto
architettonico e l’evoluzione delle
costruzioni. La proposta dei Lions è quella
di creare un percorso turistico. Esiste già
un turismo bellico, infatti molti stranieri
o eredi di soldati vengono per osservare le
nostre aree militari e chiedono che si
possano riqualificare questi luoghi. Noi
Lions abbiamo preso in carico questa idea ed
abbiamo deciso di portarla avanti. Anche
l’associazione Arma Aeronautica intende
collaborare per valorizzare un patrimonio da
sfruttare e per creare un turismo fatto di
percorsi militari e bellici”.