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ANNO 2024

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Una giornata alla JOINT STARS 24
Da rid.it del 28 novembre 2024

Di Andrea Mottola

Lo scorso 27 novembre si è svolto, presso la base navale di Taranto, un media/observers day per l’esercitazione interforze JOINT STARS 24 a cui RID ha avuto la possibilità di partecipare.

La JOINT STARS, partita l’11 novembre e in conclusione il 30 p.v., rappresenta la più importante esercitazione interforze nel panorama della Difesa italiana, organizzata e pianificata dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) di Roma. Quest’anno l’esercitazione si è svolta nella Stazione Navale “Mar Grande” di Taranto e presso la base aerea di Poggio Renatico, e ha visto la partecipazione di circa 600 persone. Oltre al personale proveniente da vari comandi del comparto Difesa e da tutte le 4 Forze Armate, lo staff della JOINT STARS si è avvalso anche della collaborazione di studenti delle Università Luiss e Lumsa di Roma, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Università di Genova, una collaborazione avviata nel maggio del 2023 durante la LIVEX effettuata in federazione con l’esercitazione NATO NOBLE JUMP 23.

Scopo della JOINT STARS, nata nel 2017 con l’obiettivo di accorpare le principali esercitazioni di Componente, è il mantenimento di un elevato livello di prontezza operativa nei diversi e complessi scenari di impiego, sempre più spesso caratterizzati da minacce ibride e la massimizzazione dell’interoperabilità tra le Forze Armate e l’addestramento dei Comandi nazionali e multinazionali nella condotta di operazioni militari nei 5 attuali domini di confronto tra attori statali e potenze regionali (aereo, cibernetico, marino e sottomarino, spaziale e terrestre).

L’edizione 2024 della JOINT STARS si è svolta in modalità “CPX” ovvero una Command Post Exercise che ha l’obiettivo di addestrare un Comando operativo interforze costituito ad hoc - applicando metodologie e procedure NATO - a condurre operazioni interforze e multinazionali a tutela del principio di difesa collettiva del Trattato Nord-Atlantico e a supportare, in contemporanea, l’iter di validazione dell’Italian Joint Force Air Component. Tale modalità si alterna con la variante LIVEX della JS secondo un concetto di ciclo esercitativo, introdotto nel 2022, che prevede lo svolgimento alternato delle Command Post Exercise negli anni pari, e delle LIVE Exercise negli anni dispari.

Per la JOINT STARS 24 è stato creato un apposito Comando nazionale messo a disposizione della NATO, denominato Combined-Joint task Force e guidato dal Gen. Cazzaniga, Vice Comandante del COVI. Sono state effettuate tra le 60 e le 80 “attivazioni” al giorno, praticamente input/eventi generati dalla Direzione Esercitazione - rappresentanti evoluzioni/modifiche allo scenario di battaglia, attacchi inclusi - a difficoltà crescente.

Lo scenario di riferimento simulato

La JOINT STARS 2024 aveva lo scopo di esercitare una “Training Audience” formata da militari della Difesa, delle singole Forze Armate e dall’intero Staff del Comando Operazioni Aeree (Italian Joint Air Force Command, JAFC), con la partecipazione di studenti universitari nel ruolo di consiglieri nell’ambito politico, legale, delle relazioni internazionali e inter agenzia. Tali soggetti costituivano un Comando Multinazionale e Multi-dominio (Combined Joint Task Force, CJTF), al comando del Vice Comandante del COVI, che nella JOST 24 aveva la responsabilità di condurre l’Operazione ESMERALDA DEFENDER. Quest’ultima consisteva in un’azione militare a guida italiana, e autorizzata dalla NATO, con l’obiettivo di respingere l’invasione di un Paese aggressore (TRINACRIUM, geograficamente rappresentato dall’intera Sicilia) contro un Paese alleato (CARBONIUM, localizzato nella Sardegna sudorientale). La presenza di un’enclave di TRINACRIUM – organizzata, ben armata e con ambizioni di supremazia etnica e guidata dal Temis Liberation Army (TLA) – all’interno di CARBONIUM, rendeva l’azione della CJTF ancora più complessa.

In linea con gli sviluppi dell’attuale contesto geopolitico e geostrategico — che si presenta dinamico, articolato e di difficile previsione — tutto il personale della CJTF si è addestrato nella pianificazione, direzione e condotta di operazioni militari in ambiente multi-dominio sull’uso graduale e legittimo della forza armata (gestione dell’escalation), in base al framework normativo dell’Art. 4 del Trattato di Washington (che prevede la consultazione delle Parti allorquando l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di una di esse sia minacciata), e il successivo passaggio all’Art.5, inerente alla difesa collettiva. Il multiforme addestramento delle componenti a cui era destinata l’esercitazione – COA di Poggio Renatico e Centro di Comando e Controllo presente sul GARIBALDI – è stato reso possibile grazie a un complesso processo di simulazione realizzato dal Reparto Pianificazioni ed Esercitazioni del COVI (comandato dal Gen. Piasente) integrato, anche in questo caso, da personale militare della Difesa e dellesingole Forze Armate, con la partecipazione di studenti universitari.

Tutto il personale partecipante alla JOST (circa 600 unità) era distribuito tra il GARIBALDI - sede della CJTF - le infrastrutture a terra, situate all’interno della palazzina 72 della base di Taranto, che supportavano l’organizzazione preposta alla simulazione - la cosiddetta DIREX (Direzione dell’esercitazione) e la HICON (praticamente la centrale di controllo degli eventi in coerenza con lo scenario) — e la Base Aerea dell’Aeronautica Militare di Poggio Renatico, sede dell’Italian JFAC guidato dal Gen. Maineri.

 

Ancora rifiuti in Marmolada
Da sherpa-gate.com del 14 novembre 2024

I partecipanti alla giornata di clean up ad alta quota promossa dal team ‘Carovana dei ghiacciai 2024’, la campagna nazionale di Legambiente, hanno rimosso rifiuti che risalgono anche alla prima guerra mondiale.

Circa 400 kg di rifiuti, alcuni risalenti addirittura alla Prima guerra mondiale, sono stati raccolti sulla Marmolada, sulle Dolomiti, dai partecipanti alla giornata di clean up ad alta quota promossa dal team ‘Carovana dei ghiacciai 2024’, la campagna nazionale di Legambiente che monitora i ghiacciai alpini in collaborazione con Cipra Italia e con la partnership scientifica del Comitato Glaciologico Italiano.

All’iniziativa di pulizia, condotta con la campagna di volontariato ambientale di Legambiente ‘Puliamo il mondo’, hanno partecipato ieri volontari e un docente dell’università di Padova che dal 2022 ha avviato uno studio e un monitoraggio sui rifiuti in montagna. Parte della spazzatura era lassù dagli anni ’70-’80. Lungo il sentiero che conduce al ghiacciaio si erano formate tre mini-discariche.

La prima in corrispondenza di una vecchia trincea di guerra dove sono state trovate oltre 180 lattine, scatolette e resti di bivacco risalenti molto probabilmente alla Prima guerra mondiale. La seconda mini-discarica era in una vecchia postazione militare scavata nella roccia al bivio della forcella del Col de Bousc. La terza si trovava nella zona vicino all’impianto travolto dalla valanga del 2020 e ormai chiuso e abbandonato, a quota 2.600 metri: alcune vecchie cavità sono state utilizzate inappropriatamente anche come cestini per i rifiuti.

Sono stati rimossi un proiettile e pallettoni di piombo da shrapnel, un tipo di proiettile d’artiglieria impiegato durante la Prima Guerra Mondiale che al momento dell’esplosione scagliava le pallottole tutt’intorno, oltre a un centinaio di scatolette e lattine vecchie di 50-100 anni, fazzoletti plastica di varia natura, resti di piatti, posate di plastica e metallo, tappi di bottiglia, frammenti di vetro, sigarette, frammenti e materiali tecnici, pezzi di ferro e calcinacci.

Durante la tappa è stato anche illustrato lo studio realizzato da Sat Elifcan Ozbek, Alberto Lanzavecchia e Francesco Ferrarese dell’università di Padova e che sintetizza i risultati del monitoraggio dei rifiuti in quota condotto nel 2022 lungo tre sentieri della Marmolada (E601, E698, E699). Sono stati 542 quelli raccolti nell’estate del 2022, dal 26 al 28 agosto. I rifiuti sono legati all’effetto ‘rifugio’, all’effetto ‘toilette all’aria aperta’ e all’effetto ‘punto panoramico’. In particolare, 202 sono i mozziconi di sigaretta, e questo numero corrisponde al 37,3% del totale dei rifiuti. 133 rifiuti di plastica e latta/alluminio (108 di plastica e 25 di latta/alluminio), pari al 24,5% dei rifiuti totali.

Il sentiero E601 ‘Viel del Pan’ è risultato quello con più rifiuti abbandonati, dato che è il più lungo e frequentato tra i tre. Seguono poi il sentiero E698, e quello di E601. “Lo scorso anno”, spiega Alberto Lanzavecchia, docente di finanza sostenibile dell’università degli studi di Padova, “abbiamo pubblicato una ricerca scientifica sul sentiero di fronte alla Marmolada dove abbiamo misurato la frequenza e la densità del lascito dei turisti e degli sciatori su questa montagna. Ogni 100 metri 8 pezzi di rifiuti, più di 400 rifiuti tra plastica, mozziconi di sigaretta, e in particolare fazzoletti e salviette igieniche. È importante capire che dove c’è l’uomo, lì ci sarà una sua traccia”. “La Regina delle Dolomiti è vittima di incuria da parte dell’uomo”, osserva Legambiente. “La montagna va tutelata ma anche rispettata. Quando si sale in quota serve più attenzione e coscienza ambientale, perché le tracce che lasciamo oggi segneranno per anni questi luoghi con impatti su ambiente e biodiversità”. Lunedì prossimo, 9 settembre, a Padova si terrà la conferenza di Carovana dei ghiacciai sullo stato di salute del ghiacciaio della Marmolada, in Trentino-Alto Adige, dove si tiene la sesta e ultima tappa del progetto. Il primo clean up si è tenuto a inizio agosto sul ghiacciaio dei Forni, in Lombardia.

“L’attività di clean up sulla Marmolada ci fa riflettere su come si è fruito e si continua a fruire di queste montagne e quale sia il futuro che si prospetta per la Marmolada”, commenta Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia. “Rispetto ai rifiuti più recenti, persiste il problema dei fazzoletti qui e in altri luoghi di montagna. È importante capire come ci si può comportare nel pieno rispetto della natura, per questo suggeriamo alcuni semplici ma utili consigli che prevedono un cambio di abitudine: per esempio dal non utilizzarli all’optare in alternativa per carta igienica naturale come l’utilizzo di foglie, e per chi non riesce a farne a meno la buona abitudine di riportare il rifiuto a casa per poi gettarlo nell’apposito secchio dei rifiuti. L’abbandono dei fazzoletti è un problema che va affrontato anche laddove persiste un forte overtourism. Il turismo ad alta quota deve essere accompagnato da una maggiore coscienza e responsabilità ambientale da parte di ognuno di noi. Inoltre, sulla Marmolada resta il problema dello smantellamento dell’impianto chiuso e travolto dalla valanga del 2020. Non si può pensare di realizzare nuovi impianti in quota dimenticando quel che è stato costruito e abbandonato in quella zona e che genera per altro altri rifiuti, micro e macroplastiche in movimento, trasportati da vento e neve”. Dalla montagna al mare passando per le città la pratica dell’abbandono dei rifiuti è purtroppo un’azione molto frequente e che, con Puliamo il Mondo, cerchiamo di contrastare informando e sensibilizzando le persone”, afferma Emilio Bianco, responsabile della campagna ‘Puliamo il mondo’ di Legambiente. “Per questo invitiamo tutti a partecipare al grande week-end di pulizia e volontariato ambientale in programma il 20, 21 e 22 settembre, insieme possiamo fare la differenza”.

 

Il Progetto "Bunker 1944" per diventare costruttori di pace
Da notizie.tiscali.it del 14 novembre 2024

(ANSA) - MILANO, 14 NOV - Dal 30 novembre al 14 dicembre aprono eccezionalmente al pubblico con visite guidate i bunker antiaerei della 2° Guerra mondiale di Ponte San Pietro e di Dalmine, in provincia di Bergamo, di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, e quello di Brescia. "In un periodo di conflitti, neanche troppo lontani dal nostro Paese, il progetto Bunker 1944 vuole far conoscere da vicino l'esperienza di chi durante la seconda guerra mondiale, e purtroppo ancora oggi, è costretto a ripararsi nei rifugi antiaerei per difendersi dalle atrocità della guerra - spiegano i promotori - Bunker 1944 si propone di recuperare,valorizzare, mettere in rete e rendere fruibili, grazie a visite guidate, alcuni rifugi antiaerei della Lombardia per farli conoscere attraverso un percorso tra storia,memoria e forti emozioni.

Durante i tour guidati si vive un'esperienza sicuramente non convenzionale, intensa e dal sicuro coinvolgimento emotivo che vuole rendere le persone più consapevoli del significato della guerra e della privazione della libertà.

Visitare questi luoghi è un invito a farci costruttori di pace". "Riapriamo ibunker - spiega Giorgio Ravasio, ideatore del progetto Bunker 1944 e presidente dell'Associazione Crespi d'Adda che con l'associazione T-essere si propone di far conoscere e valorizzare luoghi, anche minori, di interesse storico per renderli fruibili evitandone lo stato di degrado e abbandono - perché la cultura è, oggi più che mai, sotto attacco ed è simbolico per noi ridare voce a chi ha vissuto la paura, l'ansia, lo sgomento in luoghi come questi, perché esistono luoghi bombardati e persone che soffrono e che si rifugiano sottoterra per sopravvivere.

A volte, però, come da noi il bunker è soltanto psicologico ed è necessario uscire dalle tenebre per riportare alla luce l'importanza della conoscenza e della cultura che sono una delle cure più potenti contro l'odio, la malignità e l'ignoranza".

Il progetto Bunker 1944 è realizzato da T-essere conla collaborazione dell'associazione Museo della Melara, Bunker Dalmine, EUMM - Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord, Parco Nord Milano, Città di Dalmine, Comune di Ponte san Pietro. La prenotazione per le visite è obbligatoria suwww.bunker1944.it (ANSA). .

 

Base militare, il progetto sarà reso disponibile
Da quinewspisa.it del 8 novembre 2024

L'Ente Parco Regionale ha previsto unaconferenza dei servizi e in quella sedeil progetto sarà condiviso agli entilocali per il parere

PISA — Con una nota l' Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli rende noto che sarà prevista una conferenza dei servizi e in quella sede il progetto sarà reso disponibile agli enti locali per il parere.

"Per quanto riguarda la procedura per la base dei carabinieri nell'area ex-Cisam di San Piero a Grado,nella Tenuta di Tombolo facente parte del territorio del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli,l'Ente ricorda - scrivono in una nota - che sulla base del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dott. Mario Draghi del 14 gennaio 2022, risultano applicate le misure di semplificazione procedurale previste all’art. 44 del decreto legge 31 maggio 20221, n. 77 convertito in legge 29 giugno 2021, n. 108 “Governance del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”.

"In particolare una volta concluso il procedimento di predisposizione del progetto di fattibilità tecnico economica da parte del Commissario nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n.1831 del 9 maggio 2022, il progetto sarà trasmesso o reso disponibile a tutti i soggetti tenuti alla espressione di parere e quindi anche all’Ente Parco - conclude l'Ente Parco -. Il parere dovrà essere espresso nell’ambito della conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto ai sensi dell’art. 27comma 3 del d.lgs. 50/2016, in forma semplificata secondo le disposizioni dell’art. 14 bis della legge241/90. Si conferma che al momento non risulta trasmesso il progetto di fattibilità tecnico –amministrativa che, come previsto per legge, avviene congiuntamente alla lettera di indizione della conferenza dei servizi".

Michele Bufalino
 

 

I bunker della Guerra fredda, un patrimonio storico poco esplorato e valorizzato
Da rainews.it del 8 novembre 2024

Di Francesca Terranova

Con Tommaso Piffer, docente di Storia contemporanea, ospitestamane a Buongiorno Regione, scopriamo i principali

Nel 1949, quando l’Italia aderì al Patto Atlantico, lo Stato Maggiore dell’Esercito, in collaborazione con la NATO, decise di fortificare il confine orientale per difendere quest’area da una possibile invasione attraverso la Jugoslavia o l’Austria.

Quello che resta oggi è un grande patrimonio storico poco esplorato e valorizzato. Tommaso Piffer, professore di Storia contemporanea all'università di Udine ne ha parlato stamane a Buongiorno Regione.

 

Nasce la Comunità Patrimoniale “Faro per i Forti dello Stretto”: Un’alleanza per valorizzare il patrimonio storico e culturale dello Stretto di Messina
Da messinaindiretta del 5 novembre 2024

Scritto da Il Comune di Messina ha ufficialmente costituito la Comunità Patrimoniale “Faro per i Forti dello Stretto”, un’iniziativa volta a valorizzare e riconoscere l’identità patrimoniale e culturale delle fortificazioni che caratterizzano le sponde dello Stretto di Messina. La cerimonia di costituzione, tenutasi nel prestigioso Salone degli Specchi della Città Metropolitana di Messina, ha visto la partecipazione del sindaco Federico Basile e dell’assessore alla Valorizzazione e Promozione del Patrimonio Fortificato di Messina, Enzo Caruso. La Comunità, promossa dal Centro Studi MedFort, mira a rafforzare la cooperazione tra istituzioni locali, associazioni, enti culturali e università delle due sponde dello Stretto.

All’evento hanno preso parte anche Giovanni Latella, consigliere comunale di Reggio Calabria, in rappresentanza del sindaco Giuseppe Falcomatà; gli assessori delegati dai comuni di Villa San Giovanni e Campo Calabro, Giusy Caminiti e Sandro Repaci; rappresentanti delle Università di Messina e Reggio Calabria; e la Soprintendente ai BeniCulturali e Ambientali di Messina, Mirella Vinci. Presenti ancherappresentanti del mondo accademico, istituzionale e associativo,come Giovanni Dell’Acqua dell’Azienda Forestale, Michaela Stagnod’Alcontres dell’Istituto Italiano dei Castelli e molti altri.

Numerose associazioni e istituzioni locali, tra cui il Club Alpino Italiano, il Club Unesco di Messina e Campo Calabro, l’Archeoclub dello Stretto e Legambiente dei Peloritani, hanno sottoscritto il documento di costituzione, insieme ai rappresentanti di storiche fortificazioni della zona, quali Forti Cavalli, San Jachiuddu, Petrazza e Serra La Croce. La Comunità Patrimoniale diventa così un simbolo di collaborazione, dove l’azione collettiva si orienta verso il recupero, la promozione e la tutela delle fortificazioni storiche della zona, considerate un patrimonio culturale, ambientale e turistico di grande valore.

Il sindaco Basile e l’assessore Caruso hanno dichiarato che la creazione della Comunità Patrimoniale dello Stretto rappresenta un passo significativo verso il riconoscimento da parte del Consiglio d’Europa del valore di queste strutture come patrimonio comune. “L’obiettivo è costruire un’identità culturale condivisa, valorizzando un insieme di risorse architettoniche e ambientali che hanno il potenziale per diventare attrattori turistici di rilievo”, hanno affermato congiuntamente.

Il Centro Studi MedFort avrà il compito di coordinare le attività,garantendo che tutte le azioni promosse dai partecipanti siano coerenti con i principi comuni e rispettino l’identità del territorio. “Faro per i Forti dello Stretto” rappresenta, dunque, una nuova forma di alleanza culturale, un modo per riscoprire e rafforzare i legami storici e architettonici che uniscono le due sponde dello Stretto di Messina, attraverso una rete di fortificazioni risalenti al periodo successivo all’Unità d’Italia.

L’istituzione della Comunità Patrimoniale si propone come un ponte tra comunità e patrimoni, unendo passato e presente per creare una rete solida, capace di sostenere la valorizzazione del territorio in chiave sia locale che internazionale.

 

Sorrento. Si inaugura il camminamento sulle antiche mura

 

Da sorrentopress.it del 5 novembre 2024

By Max in Sorrento

Giovedì prossimo, 7 novembre 2024, alle ore 16:30, il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, inaugurerà il camminamento di ronda tra il Bastione Parsano ed il Bastione San Valerio dopo la conclusione dei lavori per il restauro ed il recupero dell’antica cinta muraria.

Un intervento reso possibile grazie al co-finanziamento del ministero della Cultura che permette di restituire ai cittadini e di offrire ai visitatori un emozionante percorso, compreso tra via Sersale ed il parco di Villa Fiorentino.

Si tratta di un progetto di straordinario interesse storico ed artistico, che riconsegna alla città le sue antiche mura, dando la possibilità di poter percorrere e visitare un complesso monumentale unico ed evocativo dal quale si può godere di una vista mozzafiato del comprensorio costiero e del golfo di Napoli.

 

SORATTE: DA SABATO 9 NOVEMBRE NEL BUNKER SI VIAGGERÀ IN TRENO!
Da ilnuovomagazine.com del 5 novembre 2024

Di Luca Benigni

Da sabato prossimo, 9 novembre, nel bunker Soratte si viaggerà in treno. Il convoglio adisposizione dei visitatori si muoverà su una linea elettrificata a scartamento ridotto “Decauville”.

Caratterizzata da facilità di costruzione come fosse un Lego: si può infatti smontare e rimontare in luoghi diversi. Caratteristiche particolari che la resero congeniale per la mobilità di uomini e cose all’interno dei bunker militari fortificati della I e II seconda guerra mondiale.

Linee di questo tipo erano presenti, ad esempio, nelle gallerie fortificate della francese linea Maginot e una era funzionante anche nel bunker Soratte. Le ferrovie Decauville trovarono impiego anche in miniere, cave e industrie.

Il progetto finanziato dalla Regione Lazio

Il progetto firmato dall’architetto Gregory Paolucci, oggi sindaco di Sant’Oreste, il comune sul Soratte, è diventato realtà grazie ad un contributo della Regione Lazio concesso per aver vinto il Primo Premio “Luoghi della Cultura” e al lavoro generoso dei ragazzi dell’Associazione Bunker Soratte che gestisce il sito dal 2010.

La nuova installazione, a conferma della sua originalità, è infatti la prima Decauville in Europa attiva in un sito storico fortificato. Parte dunque, per così dire, già “medagliata”:ha ricevuto infatti il premio EUROFERR-ITALIA dell’Associazione dei ferrovieri Européenne des Cheminots
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Sul trenino con la realtà virtuale

Ma non è finita qui. I viaggiatori infatti avranno a disposizione, come fossero i finestrinidei treni grandi, visori di “realtà virtuale”, che permetteranno un viaggio nel tempo.

Il Sindaco Gregory Paolucci definisce così l’installazione: ”Si tratta di una piccola giostra che ricalca forme e percorsi antichi arricchendo notevolmente l’offerta di quella straordinaria ‘macchina del tempo’ che è il Bunker del Soratte.

Oltre alla visita reale, ituristi potranno in questo modo rivivere negli ambienti e nelle sale del Comando Supremo occupato dai nazisti fino alla loro distruzione con il bombardamento, in Virtual Reality grazie ai modernissimi visori che saranno sin da subito messi a disposizione dei visitatori.

Dalla edificazione del bunker sotto il governo fascista, all’occupazione operata dal Comando nazista di Kesselring, fino al bombardamento del Soratte operato dall’aviazione statunitense ed alle gesta eroiche della Resistenza dei Partigiani del Raggruppamento Monte Soratte: tutta storia d’Italia che in questi posti è passata per davvero e che sarà trasmessa ai più giovani così come agli anziani con strumenti modernissimi ma su percorsi antichi ed estremamente rievocativi”, conclude il sindaco Paolucci.

Con il piccolo treno un viaggio nella vastità del complesso ipogeo

Il percorso della piccolo treno del Soratte permetterà di visitare la vastità dell’intero complesso ipogeo attraverso spazi originali e fedeli ricostruzioni che si estendono oggi per tutti i 4.5 Km della struttura sotterranea.

Il trenino condurrà i visitatori all’interno della gallerie, compresi i 2,5 km che erano rimasti off limits dal giro tradizionale interno all’opera protetta.

Il programma del 9 novembre

Il programma della giornata – come da una nota del Comuna – è ricco di eventi conpartenza dal mattino alle ore 10:00 presso il Parco della Rimembranza dove sarà reso omaggio ai caduti di tutte le guerre con benedizione e cerimonia commemorativa, cui parteciperanno le autorità civili, militari, religiose, la cittadinanza, la Banda musicale  “I.Ricci” di Sant’Oreste e il coro “Malga Roma” dell’Associazione Nazionale Alpini, caratteristico per il suo repertorio costituito da canti alpini e della montagna classici e storicamente conclamati”.

Alle 11:30 il momento clou della manifestazione: la presentazione ufficiale del primo trenino in Europa che consentirà di visitare un sito fortificato sotterraneo.

 

DENTRO IL BUNKER PRESIDENZIALE ALLA CASA BIANCA,LUOGO SEGRETO CHE SERVE - ALL'OCCORRENZA - DA RIFUGIO
Da elledecor.com del 5 novembre 2024
Dove anche il segnale Wi-Fi non funziona

Di Rachel Silva

Se la Casa Bianca prendesse spunto dai film di spionaggio e dalla televisione, sarebbe un enigma architettonico, pieno di passaggi nascosti, inquietanti ritratti con spioncini e botole coperte da arazzi. In realtà, se chiedete allo storico William Seale, la residenza in stile neoclassico, ispirata a una dimora irlandese del XVIII secolo, è “più semplice nella pianta e nella disposizione di quanto quasi chiunque possa credere possibile”, dato l'alto livello di sicurezza e i sistemi organizzativi richiesti per assicurare la sicurezza dei suoi occupanti. In altre parole: è piuttosto noioso. Ma, poiché tutti amano gli intrighi, la Casa Bianca nasconde un segreto. Infatti, al di là dello Studio Ovale, spesso ripreso, e delle 132 stanze, c'è un'intera rete di passaggi estanze sotterranee sepolte sotto la sua maestosa facciata, con un bunker presidenziale che serve come luogo di rifugio per il Presidente e i suoi compagni in caso di emergenza nazionale.

Ecco cosa sappiamo.

Quando è stato costruito il bunker presidenziale?

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la minaccia di un'armageddon nucleare gettò il mondo nel panico. Sia l'Unione Sovietica che gli Stati Uniti costruirono vasti arsenali nucleari e con essi bunker sotterranei segreti per proteggersi dagli attacchi avversari. In quel periodo l'Ufficio per la Difesa Civile aveva dichiarato la Casa Bianca una trappola antincendio e aveva pregato il Presidente Franklin D. Roosevelt di trasferirsi altrove.

Il Presidente rifiutò, ma dopo l'attacco di Pearl Harbor, nel dicembre 1941, ordinò immediatamente l'inizio dei lavori per la costruzione di un rifugio antiatomico da aggiungere all'ala est.

La nuova estensione fu costruita dietro alte recinzioni di legno, senza che il pubblico sapesse che era in costruzione (secondo Seale, sostenevano che l'ala est fosse stata ristrutturata come museo). Nel frattempo, fu costruito un ingresso temporaneo attraverso l'edificio del Tesoro, che conduceva al seminterrato del Tesoro adiacente. Questa soluzione fu abbandonata quando il bunker fu terminato. Una volta completato, Roosevelt lo ispezionò solo una volta e non vi fece più ritorno.

Oggi la struttura, denominata President's Emergency Operations Center (PEOC), è gestita dai soldati dell'Uffi ciomilitare della Casa Bianca in turni di 12 o 24 ore.

Dove si trova il bunker presidenziale?

Il bunker si trova sotto l'ala est della Casa Bianca, accessibile tramite un ascensore segreto. Nel suo libro di memorie del 2010, la First Lady Laura Bush descrive la sua esperienza dell'11 settembre, quando ha attraversato un paio di grandi porte d'acciaio per accedere a un corridoio sotterraneo incompiuto sotto la Casa Bianca, mentre si recava alla sala conferenze del Centro presidenziale per le operazioni di emergenza (PEOC). “Sono stata spinta all'interno e al piano inferiore attraverso un paio di grandi porte d'acciaio che si sono chiuse dietro di me con un forte sibilo, formando un sigillo ermetico”, ha scritto la Bush. “Abbiamo camminato lungo vecchi pavimenti di piastrelle con tubi che pendevano dal soffitto e ogni tipo di attrezzatura meccanica”. Alle nostre menti amanti di James Bond piace immaginare che l'ingresso alla stanza richieda qualcosa come un accesso biometrico con scanner di impronte digitali e retina, ma la Casa Bianca è rimasta in gran parte silenziosa sulla questione, per ovvie ragioni. Sebbene le specifi che del bunker siano altamente riservate, sappiamo che la testata nucleare a più alto rendimento presente oggi nell'arsenale statunitense può esplodere fino a 1.000 piedi di profondità, come sottolinea la Union of Concerned Scientists. Pertanto, è lecito supporre che il bunker presidenziale debba essere profondo almeno altrettanto.

Cosa c'è nel bunker presidenziale?

Snobbando il design, siate pronti a rimanere a bocca aperta. Sebbene la Casa Bianca abbia mantenuto un riserbo sull'estetica interna del bunker, le immagini dei passati presidenti nello spazio rivelano pareti di cemento grezzo e una piccola stanza centrale simile a una tomba, completa di un grande tavolo ovale di quercia, un paio di televisori a schermo piatto e quelli che presumiamo siano telefoni collegati al satellite in grado di raggiungere il Pentagono con la semplice pressione di un pulsante. Da queste immagini, è chiaro anche a un occhio inesperto che i visionari dietro questa impresa ingegneristica hanno messo al primo posto la sicurezza, senza tenere in alcun conto il comfort, l'estetica e le tendenze del momento.

Aspettate, c'è un secondo bunker?

Il PEOC non è però l'unico luogo segreto in cui il Presidente potrebbe essere portato in caso di emergenza. Certo, tutti abbiamo sentito parlare della pista da bowling sotterranea della casa, della cioccolateria segreta della Casa Bianca e della stanza del dentista presidenziale nel seminterrato, ma eventi recenti hanno rivelato che questi passaggi potrebbero essere la punta dell'iceberg architettonico. Nel 2018, The Drive ha riferito di un bunker trovato dopo che una voragine si è sviluppata sul prato nord della Casa Bianca. Separato dal bunker presidenziale, “si tratta di una struttura completamente diversa e molto più sicura, che negli ultimi anni è stata probabilmente aumentata da un complesso molto più stravagante e moderno sepolto in profondità sotto il lato occidentale del prato nord adiacente all'ala ovest”, secondo il rapporto I paesaggisti lavorano per riparare una voragine che si è aperta sul prato all'esterno del lato nord dell'ala ovestdella Casa Bianca il 25 maggio 2018, a Washington.

Quello che hanno visto è il Deep Underground Command Center (DUCC) della Casa Bianca, un secondo bunker fatto di cemento spesso e infrangibile, abbastanza resistente alle radiazioni nucleari. Sebbene questa stanza del panico sia avvolta nel segreto, The Richest sostiene che funge da centro di comando e da alloggio temporaneo, dotato di apparecchiature di comunicazione, di una propria riserva d'aria, di serbatoi di ossigeno e di scorte di cibo durature, oltre che di un letto, di una cucina e di un bagno.

Il secondo bunker potrebbe essere solo l'inizio. Esiste anche un percorso lungo 761 piedi che collega l'Ala Est al seminterrato segreto dell'adiacente edificio del Tesoro, che in passato era un rifugio antiaereo di Roosevelt, ed èpossibile che ci sia un'intera città di nascondigli sotterranei oltre la Casa Bianca.

In una recensione del libro del 2008, NPR ha riferito che il bunker presidenziale era “uno dei numerosi bunker sotterranei a resistenza nucleare dell'era della Guerra Fredda costruiti durante le Amministrazioni Truman e Eisenhower, i più vicini dei quali si trovavano a centinaia di metri sotto la roccia in luoghi come Mount Weather, nelle Blue Ridge Mountains della Virginia, e lungo il confine tra Maryland e Pennsylvania, non lontano da Camp David”. In altre parole, se il Presidente si alza e scompare per settimane e settimane, scommettiamo che stia festeggiando in profondità conmolti spazi da abitare.

Chi ha usato il Bunker?

Diversi momenti della storia degli Stati Uniti hanno reso necessaria una puntata nel bunker presidenziale. L'11settembre 2001, il presidente George Bush e il vicepresidente Dick Cheney possono essere visti nelle foto dell'Archivio Nazionale degli Stati Uniti a questo lungo tavolo ovale , mentre discutono delle conseguenze sotto il sigillo presidenziale.

Più tardi, nel giugno 2020, il Presidente Donald Trump si rifugiò nel bunker uffi ciale perquasi un'ora in mezzo alle proteste di Washington D.C . Per ogni Presidente entrante da Roosevelt in poi, l' ispezione del rifugio antiatomico è diventata una consuetudine del primo giorno per tutti i Presidenti entranti, anche se la rilevanza del rifugio è diminuita negli ultimi anni ed è possibile che questa pratica non sia più una necessità.

 

Lido, un futuro incerto per l’ex caserma Pepe
Da veneziaradiotv.it del 5 novembre 2024

L'ex caserma Pepe, storica struttura militare al Lido di Venezia, è oggi in stato di abbandono, ma un progetto dell'Università Ca' Foscari potrebbe restituirle nuova vita

Borghi L’ex caserma Pepe, storico edificio risalente al 1591, è da anni in abbandono al Lido di Venezia. L’Università Ca’ Foscari ha presentato un progetto per trasformarla in un moderno campus universitario, ma l’assegnazione dei fondi dipende ancora dalla decisione del Ministero dell’Istruzione.

Un simbolo della difesa lagunare

L’ex caserma Pepe al Lido di Venezia, un’importante struttura storica che ha rappresentato per secoli un simbolo della difesa lagunare, giace ormai da decenni in stato di abbandono.

Costruita nel 1591, questa imponente fortezza fu progettata per ospitare fino a due battaglioni di soldati, risolvendo un antico problema di accasermamento legato alla funzione difensiva del Lido. La sua posizione strategica, a difesa della città di Venezia contro le incursioni del mare, la rende un esempio unico di architettura militare rinascimentale.

Dopo aver svolto la sua funzione fino agli anni 2000, la caserma fu lasciata vuota e inutilizzata, subendo l’usura del tempo e del degrado. Nel 1999, il comando delle truppe anfibie abbandonò definitivamente la struttura, lasciando l’edificio in balia dell’incuria e della fatiscenza. Nonostante il suo valore storico-artistico inestimabile, poco è stato fatto per preservarla o recuperarla.

Il progetto di recupero dell’Università Ca’ Foscari

Oggi, la speranza per un nuovo destino per l’ex caserma arriva dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha presentato un ambizioso progetto per il recupero dell’immobile.

L’ateneo ha infatti richiesto fondi al Ministero dell’Istruzione attraverso un bando per il recupero di immobili universitari, con l’obiettivo di trasformare l’area in un nuovo campus universitario. Il progetto prevede la realizzazione di 200 residenze per studenti, accompagnate da servizi annessi, creando un moderno polo accademico che potrebbe ridare vita a una delle aree più suggestive e trascurate del Lido.

Le speranze per l’ex caserma Pepe

Il bando, che stanzia circa 500 milioni di euro per aumentare il numero di alloggi universitari in tutta Italia, prevede un cofinanziamento statale fino al 75% dei costi. Ca’ Foscari che ha già messo da parte il 25% restante. Tuttavia, l’assegnazione dei fondi dipende dalla valutazione della commissione ministeriale, che dovrà decidere se il progetto soddisfi i criteri per il finanziamento.

L’attesa per l’esito del bando è ancora lunga, ma il progetto potrebbe rappresentare una svolta significativa per la riqualificazione dell’ex caserma Pepe. Potrebbe restituire non solo un nuovo scopo all’edificio, ma anche una risorsa fon damentale per la citta' di Venezia.

 

Base militare USA a Langley ripetutamente invasa da velivoli non identificati
Da tempoitalia.it del 3 novembre 2024

Di Luisa Bruno

Nel dicembre 2023 la base aerea di⁢ Langley in Virginia è stata⁣ teatro di eventi misteriosi che hanno lasciato perplessi i militari statunitensi. Sciami di droni non identificati hanno sorvolato ripetutamente l’area, destando preoccupazione e curiosità. Questi ⁢velivoli, stimati essere lunghi circa 6 metri e capaci di raggiungere velocità superiori a 160 chilometri orari, hanno⁢ fatto la loro comparsa poco dopo⁣ il tramonto, creando uno spettacolo inquietante nel ⁢cielo notturno.

Gli avvistamenti sono iniziati a dicembre, quando il personale militare ⁣ha notato la presenza⁣ di questi velivoli non identificati sopra⁤ la base. Secondo il Generale ⁣ Mark Kelly dell’Air Force statunitense, i droni ⁤apparivano circa 45 minuti dopo il⁣ tramonto⁤ e continuavano a ⁢sorvolare l’area per diverse ore. Durante questi incontri, alcuni droni emettevano una leggera luminosità, simile a una costellazione di stelle in movimento, prima di scomparire nel buio della notte.

Nonostante la tentazione di abbattere i⁤ droni, le autorità militari hanno deciso di non farlo per‍ evitare⁣ rischi⁤ per la popolazione⁤ locale. ⁢Invece, la polizia di Hampton, in Virginia, ha seguito i droni ⁤sia in auto che a piedi per due notti consecutive, a partire dal⁣ 6 dicembre. Durante questa caccia, tre droni⁤ sembravano atterrare nel‍ Gosnold’s Hope Park, ma sono decollati nuovamente prima‍ che la polizia potesse raggiungerli. Un altro drone è stato avvistato mentre atterrava al largo della costa.

Pochi ⁣mesi prima degli eventi a Langley, cinque ⁣droni ⁣erano stati avvistati sopra il Nevada Nuclear Security Site del Dipartimento dell’Energia, situato fuori Las Vegas. Quattro di questi avvistamenti si sono verificati nell’arco di⁣ tre giorni, sollevando ulteriori preoccupazioni riguardo alla sicurezza di siti sensibili.

Le autorità hanno preso molto ⁢sul serio queste violazioni ⁣dello spazio aereo ⁢riservato. Il ⁢Presidente Biden è stato informato⁤ della situazione poco dopo l’inizio degli avvistamenti⁢ a dicembre. Nonostante le indagini condotte dal Dipartimento della Difesa, dall’FBI e dall’ufficio UFO del Pentagono, la natura esatta ⁤di questi⁣ droni rimane un ⁤mistero. Tra le possibili ⁤spiegazioni,‍ il Wall Street Journal ha suggerito che i droni potrebbero essere stati inviati dalla Russia o dalla Cina ⁣ per testare⁣ la risposta degli Stati Uniti, oppure che⁣ fossero operati da semplici ⁢appassionati.

 

 

Due fregate visitabili in arsenale in vista della Giornata delle forze armate
Da cittadellaspezia.com del 2 novembre 2024

Da domani (8.30-19) e fino a lunedì sarà consentito l’ingresso gratuito al Museo Tecnico Navale.

Iniziano domenica 3 novembre le celebrazioni per il Giorno dell’unità nazionale e per la Giornata delle forze armate alla Spezia. Lunedì la solenne cerimonia dell’alza bandiera presso l’ingresso principale della base navale e, alle 11.40, la tradizionale deposizione di corone al Monumento ai caduti di tutte le guerre presso il Piazzale del Marinaio.

Subito dopo, alle 12 in Piazza Verdi, sarà data lettura dei messaggi istituzionali e avverrà la consegna della bandiera nazionale alla scuola primaria “Giuseppe Mazzini” di Pugliola-Lerici. Le celebrazioni si concluderanno in Piazza Mentana con una esibizione aperta alla cittadinanza, che avrà inizio alle 16,15, della fanfara di presidio della Marina Militare. Ammaina bandiera presso l’ingresso principale della base navale alle 17.

Da domani (8.30-19) e fino a lunedì sarà consentito l’ingresso gratuito al Museo Tecnico Navale. Domenica 3, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17, sarà inoltre possibile visitare Nave Fasan e Nave Margottini, ormeggiate all’interno della base navale.