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ANNO 2024

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Patto tra Bunker Soratte ed AMI per la storia aeronautica
Da avionews.it del 30 settembre 2024

Valorizzazione patrimonio storico attraverso collaborazioni strategiche

L'associazione "Bunker Soratte" ha recentemente formalizzato un patto con l'Aeronautica militare,mediante il quale il Museo storico 'Bunker Soratte' viene incorporato nella 'Rete dei musei aeronautici'. Questa rete promuove la diffusione e la comprensione della storia aeronautica militare.

"Il riconoscimento dell'Aeronautica militare è un traguardo significativo che premia il nostroimpegno", ha commentato Riccardo Cecchini, presidente di Bunker Soratte Aps. L'inclusione nella rete rappresenta non solo un onore, ma anche l'assunzione di nuove ed eccitanti responsabilità.

La rete include anche il Museo dell'Aeronautica militare, rinnovato nel 2023 per il centenario della Forza Armata, "Volandia" a Somma Lombardo, uno dei più ampi parchi europei dedicati al volo con un'impressionante collezione di aerei; il "Gianni Caproni" di Trento, pionieristico museo aziendale con una vasta gamma di pezzi storici; e il "Francesco Baracca" di Lugo (Ravenna), che celebra il famoso aviatore italiano con unaricca collezione di cimeli.

Altri membri includono il Museo internazionale delle guerre mondiali di Rocchetta a Volturno, con esposizioni di uniformi ed aerei d'epoca; il Museo '"Piana delle orme" a Latina, che espone veicoli storici e giocattoli antichi; ed il Sistema museale dell'Università di Palermo, che collabora con l'Aeronautica militare in ricerche storiche e tecnologiche.

Con questa strategia, i membri della rete si impegnano a valorizzare e conservare il patrimonio aeronautico con un lavoro congiunto ed integrato.

 

"Bunker busters". Comefunzionano le bombe (madein USA) usate per uccidere Nasrallah
Da lantidiplomatico.it del 30 settembre 2024

Per uccidere il segretario generale del movimento libanese Hezbollah, Hassan Nasrallah nell’attacco di venerdì scorso su Beirut, Israele ha fatto ricorso all’utilizzo di 85 bombe GBU-31. Tali munizioni sono difabbricazione statunitense, soprannominate "bunkerbusters", secondo quanto riferito dai media locali.

Questi ordigni dal peso di circa una tonnellata ciascuna,chiamate in ebraico 'Happy Hail', hanno consentito di penetrare in profondità il quartier generale del Movimento di Resistenza libanese.

Le unità di bomba guidata (GBU) sono di solito create collegando quelle che in gergo vendono denominate bombe "stupide" non guidate a caduta libera con il sistema di coda guidata Joint Direct Attack Munitions (JDAM). In questo modo sono rese precise e adatte a tutti i tipi di condizioni meteo. Questi tipi di armi sono munizioni estremamente grandi e pesanti che possono essere lanciate dall'aria per penetrare diversi piani di cemento.

Prima del decollo dell’aereo si provvede a stabilire le coordinate dell’obiettivo, in caso di necessità è possibile,con comandi manuali, reimpostare le nuove coordinate in volo. Anche con i sensori di bordo dell'aereo è possibile l’aggiornamento automatico. Una volta lanciata,le alette guidano la bomba fino a 15 miglia di distanza fino alle coordinate designate del bersaglio.

In particolare, la versione GBU-31 è composta dal JDAM insieme alla bomba MK-84 o alla perforante BLU-109, e può pesare fino a 960 chili e raggiungere i 3,88 metri di lunghezza. Queste bombe costano molto meno di quelle a guida laser.

I sistemi JDAM furono sviluppati dagli Stati Uniti inseguito all'operazione Desert Storm in Iraq nel 1991 a causa di una carenza di capacità di armi aria-superficie.La ricerca iniziò un anno dopo e i primi JDAM furono consegnati nel 1997, sottoposti ai primi test operativi nel1998 e nel 1999.

Questo sistema ha debuttato durantel’aggressione della NATO alla Jugoslavia nel 1999. Israele espresse interesse per questo tipo di munizione,dopo che il reattore nucleare iracheno fu distrutto nel1981 con semplici bombe di "ferro", l'Iran, così come Hamas e Hezbollah, iniziarono, quindi, a costruire le loro strutture sotterrane , protette da tonnellate di cemento e roccia naturale.

Dato il produttore, con l'uccisione di Nasrallah c'èl'ulteriore prova che Israele, In Libano come nella Striscia di Gaza e in tutta la Palestina, non potrebbe commettere i suoi crimini senza la complicità altrettanto criminale dell'apparato politico, militare, economico statunitense.

 

Chioggia: ancora un successo per le visite al Forte San Felice
Da radioclodia.it del 26 settembre 2024

Allietate anche da due belle giornate di sole, le visite guidate al Forte San Felice nel pomeriggio di sabato 22 (4 turni di visita) e nella mattina di domenica 22 (2 turni di visita) hanno riscosso un grande successo di partecipazione. Le prenotazioni on line avevano esaurito tutti i posti disponibili, pochissime le defezioni, ma abbiamo dovuto aggiungere quelli che non erano riusciti a prenotare, ma che sono venuti comunque da fuori città nella speranza di rientrare. Non abbiamo saputo dire di no. Non abbiamo potuto, con rammarico, accettarne tanti altri arrivati all’ultimo momento.

Tutti i visitatori hanno manifestato grande interesse e curiosità partecipativa, affascinati dalla bellezza del sito e coinvolti dalla narrazione appassionata delle guide nella storia di quasi 650 anni del Forte. C’erano i chioggiotti che scoprivano per la prima volta, increduli, questo patrimonio della nostra città a portata di mano ma sconosciuto. La maggioranza dei visitatori veniva però da fuori, da tutta la Regione e da fuori Regione.

Unanime l’apprezzamento: “E’ stata un’esperienza bellissima!”, “Grazie per questa visita eccezionale!”, “Sito bellissimo, la vostra passione e competenza ne fa un valore aggiunto per il turismo a Chioggia”, alcune affermazioni dei visitatori. Tutti, chioggiotti e forestieri, comprendono le difficoltà che incontra il processo di recupero previsto col protocollo tra Comune e Ministeri del 2018: la visita si snoda tra aree di cantieri, quello attivo ma con rallentamenti sul blockhaus austriaco, quello sul portale monumentale purtroppo fermo da tre anni ormai.

A fronte dei finanziamenti finora previsti per il recupero del Forte (complessivamente 14 milioni) si auspica il superamento dei ritardi, anche per evitare che qualche finanziamento vada perduto, e si manifesta pieno appoggio all’impegno del Comitato FSF: “Dobbiamo tutti fare qualcosa per salvare il Forte!”, esclama una visitatrice. Questo coinvolgimento dei visitatori diventa naturale in questa precisa occasione: il prossimo weekend si celebrano le Giornate Europee del Patrimonio, che hanno proprio lo scopo di coinvolgere i cittadini nella valorizzazione del comune Patrimonio culturale, e in collegamento con l’iniziativa europea queste visite del Forte rientrano nel programma delle Passeggiate Patrimoniali coordinate dall’Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa, l’unico ufficio per l’Italia di questo organismo internazionale che raggruppa 46 Stati e promuove le GEP. La soddisfazione ripaga i volontari del Comitato dell’intenso impegno per la realizzazione delle due giornate di visite, alla cui riuscita come sempre ha contribuito la disponibilità e la collaborazione attiva del farista Nordio Diego: a lui un grande ringraziamento.

 

Passeggiate Patrimoniali in Cittadella: Alla scoperta del Faro di Pace di Alessandria. Un viaggio tra storia e cultura alla Cittadella di Alessandria, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio
Da alessandri.today del 26 settembre 2024

Sabato 28 settembre 2024, la Cittadella di Alessandria diventa protagonista di un evento straordinario nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, la più vasta manifestazione culturale d’Europa.

La passeggiata patrimoniale,organizzata all’interno del progetto di Comunità Patrimoniale Faro del Consiglio d’Europa, offre un’opportunità unica per scoprire e valorizzare una delle fortezze più importanti d’Europa, un luogo di grande rilevanza nella storia d’Italia.

La Cittadella di Alessandria, costruita nel XVIII secolo, è considerata una delle fortificazioni militari meglio conservate d’Europa. Grazie alla sua posizione strategica e alla sua imponente struttura, ha avuto un ruolo cruciale nelle vicende storiche italiane ed europee. Oggi, grazie a eventi come le passeggiate patrimoniali, la Cittadella non è solo un monumento di rilevanza storica, ma anche un simbolo di pace e di dialogo tra le nazioni.

Le visite guidate, della durata di circa due ore, sono pensate per consentire ai partecipanti di immergersi nella storia della Cittadella, esplorando i bastioni, le caserme e gli altri edifici che compongono questo complesso architettonico unico.

Le passeggiate si svolgeranno in turni, con il primo gruppo che inizierà alle ore 9:00, seguito da altri tre gruppi alle ore 11:00,14:00 e 16:00.

L’ingresso è gratuito, ma i posti sono limitati e disponibili su prenotazione al link www.eventbrite.com

Le passeggiate patrimoniali rappresentano un’occasione imperdibile per riscoprire un patrimonio culturale di inestimabile valore, immerso in un contesto che unisce memoria storica e promozione della pace.

Per ulteriori informazioni e per prenotare, è possibile visitare il sito www.alfarocittadellapace.it o contattare gli organizzatorivia email all’indirizzo prenotazioni@alfarocittadellapace.it o info@alfarocittadellapace.it
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Mostra fotografica sulla Storia della Difesa Militare diTaranto
Da buonasera24.it del 26 settembre 2024

Domenica 29 settembre, dalle ore 10 alle 20, l’Arsenale Militare Marittimo di Taranto ospiterà una mostra fotografica dal t “Storia della Difesa Militare di Taranto”, promossa dall’Associazione Treni Storici Puglia (Atsp) in collaborazione con l’Arsenale.

L’esposizione, situata nella storica Sala a Tracciare, si concentra sulle Batterie Costiere della piazzaforte militare di Tarantcon particolare riferimento alla batteria di San Vito, punto centrale del Comando Difesa della base navale. Costruite tra la fdel XIX e l’inizio del XX secolo, queste batterie furono modernizzate durante la seconda guerra mondiale.

Il percorso include anche la visita alla Mo.S.A. che dal 1979 espone cimeli e manufatti ispirati alla storia e alla tradizione operaia degli Arsenalotti e della base navale di Taranto; al bunker della seconda guerra mondiale, dove saranno esposte uniformi, originali, di varie Forze Armate, risalenti agli anni quaranta dell’Associazione Europea Historica; alla Locomotiva a Vapore FS 835 327 del 1921, restaurata nel 2008 dai soci dell’Associazione Treni Storci Puglia, che ne curano ancor oggi il suo aspetto storico e la sua conservazione.

Sarà inoltre possibile ammirare l’antico Orologio, funzionante da 135 anni con i meccanismi originali risalenti all’inizio del XX secolo e che ancora oggi detta i tempi ed i ritmi di lavoro dell’Arsenale Militare Marittimo.

L’ingresso, esclusivamente pedonale, è gratuito e aperto a tutti, tramite la porta principale di via Di Palma, senza necessi prenotazione.

 

Il Bunker tour, a Salerno sulle tracce delle postazioni militari
Da notizie.tiscali.it del 26 settembre 2024

(ANSA) - SALERNO, 26 SET - Un percorso di trekking alla riscoperta delle vecchie postazioni militari del secondo conflitto mondiale: è il 'Bunker tour' e si terrà il 29 settembre, dalle ore 8.30, sul colle Bellara a Salerno.

L'evento è organizzato dall'Associazione storico culturale Avalanche 1943, in collaborazione e con il patrocinio di altri enti e istituzioni, ed ha lo scopo di far riscoprire luoghi ormai dimenticati che hanno segnato in modo significativo la nostra storia.

Durante il percorso, che durerà circa due ore, i visitatori verranno guidati sul campo di battaglia attraverso rifugi anti aerei, postazioni difensive e bunker del vecchio caposaldo militare italiano in parte restaurati dagli organizzatori.

Più nel dettaglio, i visitatori verranno accompagnati lungo il percorso da guide che interpreteranno i panni dei soldati alleati, facendo ripercorrere e risalire la collina guardandola con gli occhi di chi oltre 80 anni fa la dovette conquistare sotto il fuoco nemico.

Alla fine del percorso si troveranno faccia a faccia con l'ultimo bunker occupato dal nemico. Questo verrà allestito con tutti i materiali presenti solitamente al momento del combattimento.

Suggestivo e dotato di una nuova illuminazione, il tunnel antiaereo farà rivivere emozioni simili a quelle che provarono i soldati coinvolti nel bombardamento aereo del 1943.

Lungo il percorso si potranno vedere diversi reperti ritrovati in zona durante le ricerche dei volontari e alcune gigantografie di quei luoghi nel 1943.

L'evento rientra nel progetto Mappami (Mappatura delle Postazioni Militari) Salerno, creato dall'associazione Avalanche 1943 e del museo Moa, il cui scopo è proprio quello di mappare e censire tuttele postazioni militari edificate nella provincia diSalerno dai vari eserciti che durante le due guerre mondiali hanno occupato l'area. (ANSA). .

 

Scempio ai Murazzi, i cittadini chiedono controlli più rigidi
Da chioggianotizie.it del 26 settembre 2024

Il sindaco Armelao: "Al lavoro su un regolamento apposito".

Di Francesco Zennaro

CHIOGGIA -
Lo scempio ai Murazzi di Sottomarina è ormai sulla bocca di tutti i chioggiotti

.Particolarmente eclatante è che i danneggiamenti non siano avvenuti ad opera di vandali ma nelcorso di lavori regolarmente autorizzati. Preso atto che non si può tornare indietro, e sicuri che quanto avvenuto non debba più ripetersi, i cittadini guardano avanti, e iniziano a preoccuparsi di come valorizzare il patrimonio storico-culturale cittadino.

In materia, le opinioni sono diverse. Ma "chi fa i lavori deve essere seguito da una autorità competente", dicono i chioggiotti.

Mentre Erminio Boscolo Bibi del Comitato Forte San Felice, preso atto che l’autorizzazione comunale indicava in maniera esplicita di non toccare il monumento oggetto di tutela, si domanda se non fosse il caso di tutelare maggiormente questo bene richiedendo una autorizzazione da parte del ministero dei Beni Culturali.

Il sindaco Mauro Armelao replica: “E' impossibile controllare tutti i cantieri in città, spesso non commissionati dal Comune. Per tutelare Chioggia e il suo patrimonio culturale, stiamo lavorando da mesi per dotare il Comune del regolamento delle manomissioni del suolo pubblico, di cui lanostra città è sprovvista, con severe sanzioni alle imprese che non lo rispetteranno”.

 

I forti orientali di Genova: Santa Tecla, Richelieu e Monteratti. Trekking tra fortezze e natura
Da mentelocale.it del 24 settembre 2024

Domenica 29 settembre 2024, Escursionismo Liguria organizza il trekking I forti orientali di Genova: Santa Tecla, Richelieu e Monteratti. L'itinerario vede la presenza di Marco Blandino, Guida Ambientale Escursionistica, figura professionale che ha il compito principale di accompagnare il gruppo illustrando loro le caratteristiche culturali, ambientali, morfologiche e paesaggistiche dell'area visitata.

Torri, fortezze, muri e la natura che in parte li ha reintegrati nel paesaggio sono il leitmotiv di questo percorso che sale verso le alture inondate di luce, dove si trovano questi forti. Il fil rouge è rappresentato dalle opere di difesa delle colline orientali della città, che fanno parte di uno dei sistemi difensivi più importanti d’Europa..

L'escursione

Dal racconto del trekking promoter di Escursionismo Liguria Enrico Bottino. ''Assediato dagli austriaci nel 1747, riconquistato dai genovesi, accerchiato nuovamente nel 1800 dall'esercito austriaco, poi passato di mano alle truppe napoleoniche che allora estendevano il loro dominio anche sulla città di Genova, fino all’annessione al Regno Sabaudo nel 1819! Quante truppe hanno percorso la strada militare ottocentesca che mantiene l'originario acciottolato che conduceva all'ingresso del Forte Monteratti, anticamente protetto da un ponte levatoio.

Le mura che ancora oggi si estendono per quasi 250 metri di lunghezza sono il risultato dell’ampliamento tra il 1831 e il 1842 voluto dal Governo Sabaudo per proteggere gli allora piccoli borghi di Sturla, Albaro e San Martino. Andiamo però per gradi: il percorso di visita inizia da Salita Superiore di Santa Tecla, crêuza che guadagna il rilievo dove il Forte Santa Tecla sorveglia dall’alto il quartiere di San Martino. Procedendo sul crinale e per via Camaldoli giungeremo al Forte Richelieu, in posizione dominante sulle alture di Quezzi e del torrente Sturla. Un facile sentiero ci consentirà di “espugnare” l’imponente mole del Forte Monteratti, composto da due ali divise da un corpo centrale.

Lungo l’itinerario incontreremo anche i resti di fortificazioni dell’ultima guerra.

Bavari, un tempo comune autonomo e aggregato alla Grande Genova nel 1926, rappresenta la tappa finale dell’escursione e vi si arriva grazie ad un sentiero altamente panoramico che supera la sella tra il Monte Castellaro e il Monte Poggiasco. È proprio vero: la geomorfologia piuttosto acclive del territorio di Genova consente di coltivare l’arte del camminare e alleggerire la mente sgambettando lungo creuze e sentieri aridosso della città!''.

Informazioni per partecipare

Tipologia itinerario: percorso escursionistico fruibile con i mezzi pubblici.

Quota di partecipazione: 15 euro. Per i bambini di età inferiore agli 8 anni tariffaridotta.
Iscrizione obbligatoria  Bisogna scrivere all'indirizzo e-mail escursionismoliguria@gmail.com oppure numero WhatsApp 342 9963552 specificando i seguenti dati: nome, cognome, numero di cellulare, codice fiscale e residenza, indirizzo mail.

In caso di maltempo, l'escursione potrebbe essere rimandata.

Appuntamento ore 10.15 all'inizio di Salita Superiore di Santa Tecla, presso larotonda di San Martino, vicino all'Ospedale. Fine escursione prevista per le 17.15circa a Bavari da dove si prende il bus della linea urbana che riporta verso la città.

Pranzo al sacco.

Difficoltà: Media (scala difficoltà del Club Alpino Italiano: E = Escursionistico).
Dislivello: 550 metri a salire.
Durata della camminata: 4 ore circa, non comprensive delle soste con le spiegazionidelle Guide e pranzo al sacco.

Equipaggiamento consigliato: abbigliamento comodo e sportivo, scarpe da trekking.

 

Un weekend tra storia e tradizioni: “Castelli Aperti FVG” a Santa Margherita del Gruagno
Da primaudine.it del 23 settembre 2024

Scopri Santa Margherita del Gruagno e le sue storie nel weekend del 5-6 ottobre con "Castelli Aperti FVG".

Il 5 e 6 ottobre 2024, il suggestivo borgo di Santa Margherita del Gruagno si prepara ad accogliere nuovamente visitatori e appassionati di storia in occasione di “Castelli Aperti FVG”. Dopo il grande successo della precedente edizione primaverile, il borgo, situato nel Comune di Moruzzo (UD), diventa un palcoscenico per eventi che celebrano la sua ricca storia medievale. Questa manifestazione, organizzata dal Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia, offre un’opportunità imperdibile per esplorare uno dei luoghi più affascinanti delle colline friulane, ricco di storia e tradizioni.

Un viaggio tra passato e presente

In questa edizione, i visitatori potranno immergersi nella storia e nella bellezza del borgo, che vanta origini antiche, citato per la prima volta nel 762 d.C.. L’antica Pieve di Santa Margherita del Gruagno e la sua cripta millenaria, dedicata a Santa Sabida, rappresentano il fulcro dell’evento, offrendo un’atmosfera unica per chi desidera conoscere le radici culturali del territorio. Sarà un’occasione per ammirare le bellezze artistiche e architettoniche di questo luogo incantevole.

Percorso storico e culturale

I partecipanti saranno guidati attraverso un percorso storico suggestivo, che include la visita alla cinta muraria e alla Torre Porta, recentemente restaurata dall’impresa Clocc’s. Qui, i visitatori potranno esplorare la dimora, la sala e il salone del Gruagno, scoprendo storie affascinanti che caratterizzano questo borgo. Sarà anche possibile visitare, su prenotazione, il meraviglioso giardino di Villa Miramonte, un luogo che incarna la bellezza della natura circostante.

Una delle iniziative più attese del weekend è senza dubbio la mostra “Giulietta e Romeo in Friuli”, già esposta a Parigi, che racconta la leggendaria storia d’amore vissuta nelle terre friulane. Questa esposizione offre uno sguardo unico sulla cultura locale, legandosi a uno dei racconti più celebri della letteratura.

Un programma ricco di eventi storici e culturali

Il programma del weekend prevede momenti di grande interesse culturale. Tra le attività in agenda, si segnala la lettura del Diploma di Ottone II del 983 d.C., che si svolgerà sabato 5 ottobre alle 18 e domenica 6 ottobre alle 16. Questo importante documento storico confermava il castello del Gruagno al Patriarca di Aquileia, un evento che segna un capitolo cruciale nella storia del Friuli.

Domenica 6 ottobre, alle 11, sarà la volta del convegno storico “Amore e guerra nell’Europa del ‘500”, curato dall’International Committee Romeo and Juliet in Friuli APS. Questo incontro esplorerà l’affascinante intreccio tra storia, cultura e leggende locali. Nel pomeriggio, alle 16:30, il “Salotto medievale” offrirà un dialogo con l’architetto Roberto Pirzio Biroli di Brazzà, che condividerà storie e curiosità legate al Borgo del Gruagno.

Intrattenimenti e degustazioni medievali

Durante tutta la manifestazione, Santa Margherita del Gruagno sarà animata da musica itinerante medievale eseguita dal gruppo “Sine Tempore”. I visitatori avranno l’opportunità di vivere in prima persona scene di vita quotidiana medievale, partecipare a dimostrazioni didattiche sulle tecniche di combattimento e degustare prodotti tipici del territorio offerti dalla Società Agricola “Borgo Sant’Andrea” e dall’Azienda vinicola “Colutta Giorgio”. L’atmosfera sarà ulteriormente arricchita dai tamburi di guerra di Cividale e Palmanova e da combattimenti medievali improvvisati ad opera del Gruppo d’Arme Guarnieri d’Urslingen.

Tra gli appuntamenti speciali, sabato alle 18:30, si terrà un “Viaggio storico-musicale” sui luoghi di Giulietta e Romeo in Friuli, uno spettacolo di e con Gregorio Grasselli, con l’accompagnamento musicale del M° Camilla Solito (voce) e del M° Gabriele Saro (violino).

Un’esperienza unica tra arte, storia e natura

Santa Margherita del Gruagno offrirà ai suoi ospiti un’esperienza indimenticabile, unendo cultura e tradizioni. Le visite alla Pieve, alla cripta millenaria e ai giardini che circondano il borgo, insieme alla possibilità di esplorare la Torre Porta, renderanno l’evento un viaggio imperdibile nel cuore della storia friulana.

Orari delle visite guidate del Borgo e della Pieve

Domenica 6 ottobre: ore 10, 11, 12, 14, 15, 16, 17, 18

Approfondimenti e info

Per prenotare la visita al giardino di Villa Miramonte, inviare una mail a: info@cloccs.com. Non è prevista alcuna prenotazione per la visita del borgo.

Sito ufficiale di Santa Margherita del Gruagno Visita il sito per ulteriori informazioni: www.borgodelgruagno.it

 

Roma e le Mura Aureliane: un patrimonio da riscoprire e valorizzare
Da occhioche.it del 22 settembre 2024

By Luisa Pizzardi

Roma, una delle città più affascinanti al mondo, custodisce una ricchezza distoria e cultura che merita di essere celebrata. Tuttavia, fra i numerosi tesori della capitale, le Mura Aureliane sembrano essere messe in secondo piano, dimenticate da molti. Questo articolo si propone di esplorare la storia, l’importanza e lo stato attuale di questa straordinaria opera architettonica,invitando romani e turisti a rivalutare il loro significato.

La storia delle Mura Aureliane

Un capolavoro di ingegneria

Le Mura Aureliane, erette tra il 271 e il 275 d.C. per volere dell’imperatore Aureliano, rappresentano uno dei più significativi esempi di architettura militaredell’antichità. Queste mura furono costruite in un periodo di turbolenze, quando Roma doveva difendersi dalle incursioni dei popoli barbarici. Con una lunghezza di circa 19 chilometri, le mura erano dotate di torri e porte fisse, inclusi accessi strategici come Porta Maggiore e Porta San Giovanni.

Costruite con materiali come il tufo e la terra cruda, le Mura Aureliane non solo fungevano da barriera difensiva, ma rappresentavano anche un simbolo di potere e sicurezza per la capitale dell’impero. A differenza di altre fortificazioni, queste mura sono state ampliate e rafforzate nel corso dei secoli, adattandosi alleesigenze della città in continua evoluzione.

Rimane affermazione certa la lorocapacità di resistere alle minacce esterne e di preservare la sicurezza dei romani.

Funzione e rilevanza nel medioevo

Dopo la caduta dell’Impero Romano, le Mura Aureliane continuarono a svolgereun ruolo cruciale per la città. Durante il Medioevo,

Roma si trovò a fronteggiarenuove sfide, come le invasioni dei Goti e dei Longobardi. Le mura diventarono quindi un rifugio sicuro per i cittadini, che vi si rifugiarono nei momenti di crisi. Fino al XIX secolo, le porte rimanevano chiuse durante la notte, garantendo così una protezione a coloro che vivevano all’interno delle mura. Questa pratica contribuiva a mantenere viva l’immagine di Roma come una città fortificata, piena di vita e di cultura.

In questo contesto, le Mura Aureliane non erano soltanto una mera costruzione,ma rappresentavano la resilienza di Roma di fronte alle avversità. Ogni pietra racconta la storia di un’epoca, di battaglie e di sopravvivenza, testimoniando la capacità della città di adattarsi e riemergere, pur tra le difficoltà.

Lo stato attuale delle Mura Aureliane

Lente deteriorazione e necessità di intervento

Oggi, le Mura Aureliane purtroppo mostrano segni di degrado. Durante una recente corsa lungo il loro perimetro, emerge chiaramente che la vegetazione invadente sta prendendo piede, contribuendo al deterioramento di questa storica struttura. Diverse sezioni delle mura mostrano crepe e crolli, indicativi dell’urgenza di interventi di restauro per preservare questa straordinaria opera architettonica.

L’integrazione delle mura nella vita quotidiana dei romani sembra essere diminuita; spesso, i visitatori notano queste strutture più come scenari di sfondo piuttosto che come attrazioni turistiche di primo piano. Il costo zero del bigliettod’ingresso per il Museo delle Mura, combinato con la necessità di suonare il campanello per accedere, è emblematico di come queste mura siano state dimenticate. Nonostante ciò, rappresentano un’opportunità unica per esplorare lastoria di Roma in modo autentico.

Proposte per una valorizzazione

Nel contesto dell’emergenza attuale e delle sfide legate alla preservazione delpatrimonio culturale, è essenziale che le autorità locali e la comunità attivinostrategie concrete per garantire il futuro delle Mura Aureliane. Strumenti come campagne di sensibilizzazione, eventi culturali e attività per i visitatori potrebbero contribuire a rinnovare l’interesse verso queste strutture storiche. Inoltre,investimenti in restauri e manutenzioni sono necessari per evitare che queste importanti testimonianze del passato si deteriorino ulteriormente.

Le Mura Aureliane, significative non solo come monumento architettonico, ma anche come simbolo della storia e dell’identità di Roma, meritano un riconoscimento e una tutela che garantiscano la loro conservazione per le generazioni future. La città, pur essendo ricca di storia e cultura straordinaria, non può permettersi di dimenticare una delle sue più grandi imprese. È fondamentale che la comunità e i visitatori riscoprano insieme questa eredità unica e rispettino la sua importanza.

 

Presentato al museo della stazione il libro “La Difesa di Avola”
Da avolanews.com del 21 settembre 2024

Il libro, che fa parte della serie “bunker – guide storico artistiche” è arricchito da tavole a colori, mappe originali dell’epoca, fotografie ad alta definizione e i verbali dei militari italiani.

Lo sbarco alleato nel luglio del 1943 al centro del volume “La Difesa di Avola”scritto da Lorenzo Bovi e Roberto Pacioni presentato pochi giorni fa al museo della stazione, alla presenza degli autori.

Una platea numerosa e attenta ha ripercorso, assieme agli autori, i concitati momenti dello sbarco degli Alleati sulle coste avolesi e della difesa delle truppe italiane.

Spazio, naturalmente, per parlare di alcuni dei protagonisti che si sono contraddistinti, come il fante Borbone che da solo, con la sua mitragliatrice Breda 37, cercò di arginare le truppe angloamericane prima di cadere sotto il fuoco nemico e degli eroi di “Santa Venericchia”.

Il libro, che fa parte della serie “bunker – guide storico artistiche” è arricchito da tavole a colori, mappe originali dell’epoca, fotografie ad alta definizione e i verbali dei militari italiani.

“Avola trip di meraviglia”, la location scelta per la presentazione del volume, è il luogo della memoria curato da Silvia Coniglione nato all’interno dell’ex stazione ferroviaria con annesso l’ultimo bunker risalente al secondo conflitto mondiale.

Erano presenti il sindaco di Avola Rossana Cannata, Salvatore Roccaro, Referente Associazione Culturale Lamba Doria di Avola e Alberto Moscuzza, Presidente Associazione Culturale Lamba Doria.

 

Nelle viscere della città alla scoperta dei restie sotterranei del castello
Da leccotoday.it del 21 settembre 2024

La visita guidata, promossa dal Fai in collaborazione con il Comune, sarà condotta daLuigi Rosci, Verena Argiolas e altri volontari. La data e come prenotarsi

Nuova visita ai resti e ai sotterranei del castello di Lecco. Dopo il tutto esaurito delle passate edizioni, torna l'iniziativa alla scoperta delle "viscere della città"promossa dalla delegazione Fai di Lecco in collaborazione con il Comune e condotta daLuigi Rosci, Verena Argiolas e altri volontari.

La prossime visita in programma si terrà sabato prossimo 28 settembre. Sono previsti due gruppi di visitatori di 26 persone ciascuno. L’appuntamento è nel cortile della biblioteca civica di via Bovara, alle ore 10.00 per il primo gruppo, il secondo gruppo si ritroverà alle ore 10.30,

a visita dura circa 90 minuti. Gli organizzatori consigliano di indossare scarpe comode.

La storia

L'intero centro di Lecco conserva e, in molti casi, nasconde i resti del castello in riva allago, costruito, nella prima metà del Trecento, da Azzone Visconti e potenziato poi, anche con postazioni cannoniere, dagli Sforza tra la fine del Quattrocento e il secolo successivo. Al tempo de “I promessi sposi” (1628-1630) il castello era sotto il dominio spagnolo: è citato nella prima pagina del romanzo.

Il percorso della visita conduce a luoghi sotterranei: la galleria sotto le mura nelle pertinenze della biblioteca civica di via Bovara e la base del campanile di San Nicolò,che era una postazione cannoniera. Si sale anche alla sommità della Torre Viscontea.Questi luoghi non sono normalmente accessibili.

Le prenotazioni

Le prenotazioni si raccolgono alla biglietteria di Palazzo delle Paure, oppure telefonandoal numero 0341 286729. Gli orari della biglietteria sono: il martedì dalle ore 10 alle 14,dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 18, chiuso il lunedì. Chi volesse parteciparedeve prenotarsi al più presto: l'iniziativa è sempre molto apprezzata, il luogo è unico nelsuo genere e le visite vanno quasi sempre esaurite in poco tempo.

 

GAAST in azione: ripulito il percorso storico dei bunker di Opicina, anche due preservativi
Da triestecafe.it del 21 settembre 2024

Di Luca Marsi

La sezione ambientale del Gruppo Artistico Ambientale Storico Triestino, guidata da Furio Alessi, si distingue ancora una volta per la sua dedizione alla cura del territorio, in particolare lungo il percorso storico dei bunker di Opicina.

Rifiuti raccolti: tra degrado e incuria

Durante le pulizie bimestrali sono stati trovati diversi tipi di rifiuti, tra cui bottiglie, tappi, mozziconi di sigarette, nylon e pezzidi ferro. Tra i ritrovamenti più singolari, anche due preservativi, simbolo dell'inciviltà di alcuni visitatori.

Un appello al rispetto per il nostro patrimonio

L'invito del GAAST è quello di sensibilizzare i cittadini a rispettare i luoghi di interesse storico e naturalistico, affinché questi possano essere goduti da tutti senza essere deturpati.

 

Il 22 settembre “Le Fortificazioni in Aspromonte”: il programma dell’escursione
Da calabriareportage.it del 20 settembre 2024

Un percorso tra storia e trekking, a cura dell'Associazione "Gente in Aspromonte"

L’associazione Escursionistica “Gente in Aspromonte” organizza, “Le Fortificazioni in Aspromonte – La Muraglia di Monte Fistocchìo” un cammino volto a scoprire, come testimonia un documento di 500 anni fa, “certe muraglie antiche”.

Secondo gli studiosi lo stato dei luoghi non permette di stabilire la tipologia di questo insediamento ma l’ipotesi più verosimile è “che si trattasse di una postazione militare, un luogo di vedetta assai privilegiato, a guardia della via che collegava Pietra Castello con Santa Cristina, per indicare due manieri assai antichi sui due versanti”.

Questo sito archeologico vanta inoltre un importantissimo primato: si tratta della struttura di epoca greca posta più in alto fra quelle ritrovate, essendo collocata a quasi 1.600 metri s.l.m.

Il sentiero parte dal Passo della Cerasara si prende a sinistra la sterrata che porta al casello Favazzina (rifornimento d’acqua). La vegetazione è varia: un primo tratto tra faggi e abeti e qualche albero di quercia e poi ci troviamo immersi nei pini. Superato il casello Favazzina, ci immettiamo sul sentiero chiamato “du Garraffotu”.

Questo è, in qualche tratto, scavato nella viva roccia. Superato il Puntone d’Aria, dopo cinque minuti si arriva sul pianoro del casello Vocale, punto molto importate per i pellegrini che scendono a Polsi.

Si prosegue sulla sterrata in lieve salita dopo dieci minuti siamo sulla strada asfalta, dopo circa 300 metri, siamo al bivio, si punta, tra le due strade, direttamente alla cima seguendo la zona priva di vegetazione, coprendo circa 400 metri di distanza e 100 metri di dislivello che ci separano dai 1568 metri del punto trigonometrico di Monte Fistocchìo.

Dalla cima si gode uno splendido panorama a partire dal versante Jonico sulla vallata delle grandi pietre (splendidi monoliti di sabbia e ciottoli emergenti da fitte leccete) con Pietra Castello, Pietra Lunga, Pietra Cappa, la Vallata del Bonamico, Puntone della Croce, la Vallata di Castunia, i Piani dei Riggitani, Montalto, il Serro di Pietra Tagliata, Delianuova e Scido.

A questo punto, dopo aver dato l’ultimo sguardo all’ampio panorama non resta che riprendere il sentiero del Brigante che costeggiando il Monte Fistocchìo, tra faggi e abeti, e dopo circa 40 minuti siamo di nuovo al Passo della Cerasara.

 

Il bunker di montagna in Alto Adige dove un mastro casaro ha iniziato ad affinare formaggi
Da virtuquotidiane.it del 17 settembre 2024

SAN LORENZO DI SEBATO – Per anni a servizio dell’industria casearia prima di prendere una strada completamente diversa, di rottura, che privilegia la qualità della materia prima, l’alimentazione degli animali, il pascolo e il latte crudo, Huber Stockner nel 2016 ha iniziato a selezionare formaggi e ha scelto un luogo fuori dal comune per affinarli per periodi che arrivano fino a un anno e mezzo: un bunker fatto costruire da Mussolini prima della seconda guerra mondiale.

Siamo a San Lorenzo di Sebato (Bolzano), sulle montagne vicino Brunico, a due passi dal confine con l’Austria. Insieme alla moglie Bianka e al papà Georg, di 84 anni, Huber ruota le forme quotidianamente. Nel momento dimassimo “affollamento”, il fortino sotterraneo arriva a custodirne 5mila.

Le forme restano sotto terra, dove temperatura e umidità sono costanti, fino a 18 mesi. Alla fine i formaggi – selezionati tra piccole produzioni artigianali di cui controlla in prima persona l’intera filiera – escono con caratteristiche uniche che li rendono speciali e particolarmente apprezzati dai grandi chef.

“Ho conosciuto il proprietario del bunker, Florian, un produttore di speck,quando lavoravo in un’azienda casearia perché andavo da lui a ritirare il siero”, racconta. “Così mi parlò di questo tunnel di 200 metri un po’ abbandonato, lo vidi e mi venne subito l’ispirazione. Così l’ho preso e ho iniziato a sistemarlo, iniziando svuotandolo dall’acqua che lo aveva riempito. Ma era periodo di vendemmia, così andai ad aiutare alcuni amici vignaioli. Finita la raccolta, furono loro a venire ad aiutare me!”.

Complice il fatto che le pareti sono rimaste di roccia viva, questo nascondiglio sotterraneo mantiene umidità e temperature costanti pertutto l’anno creando le condizioni ideali per far maturare formaggi e invecchiare vino. Con risultati che sono un po’ il contrario della normale stagionatura: “Un formaggio stagionato a lungo solitamente diventa più secco, qui sotto diventa sempre più cremoso, con una pasta sempre più morbida”, spiega.

A esortare Hubert è stato per primo Hansi Baumgartner, chef stellato che dal ’94 lavora prodotti con questo metodo al suo Degust di Varna (Bolzano). Oggi i grandi chef e le migliori gastronomie lavorano a braccetto con il mastro casaro, che lavora quasi esclusivamente su commissione.

I formaggi sono scelti tra Italia, Austria, Svizzera e Germania, ma quasi nessuno è dell’Alto Adige “perché qui nessuno produce secondo la mia filosofi a”, chiosa Hubert. Nel bunker oggi ci sono Pecorino di Amatrice,caprino del Lago di Como, Pallone di Gravina, un formaggio di bufala e il GenussJäger, inventato da Stockner a partire da formaggio di vacca svizzero. (m.sig.)

LE FOTO  (di Armin Terzer)

 

Sonico, un progetto per conservare i bunker e trincee della Prima Guerra Mondiale
Da vocecamuna.it del 17 settembre 2024

Da Paolo Sutera

Il comune di Sonico sta inseguendo da tempo un progetto di riqualificazione e valorizzazione della terza linea di difesa della Prima Guerra Mondiale in località Grano, al confine con Malonno e che, nel 1916, fu utilizzata come sistema per mettere al sicuro i rifugi blindati, collegati tra di loro da una linea trincerata dalla vetta del Piz Tri alla vetta del Piz Olda.

A inizio mese la Centrale Unica di Committenza delle Alpi Orobie Bresciane ha approvato la graduatoria delle offerte per l’appalto dei lavori di un nuovo parco tematico: le opere sono state affidate all’azienda locale “Sofia Costruzioni”, con cui il Comune dovrà chiudere il contratto a breve.

Quindi, si potrà aprire il cantiere, per cui l’Amministrazione ha messo sul piatto 300mila euro, gran parte dei quali provenienti da un fondo regionale.

Il progetto prevede la messa in sicurezza dei bunker (tra cui uno situato a cinque metri di profondità), delle trincee e dei manufatti bellici, oltre a realizzare nuove strutture a scopo turistico.

Una volta chiuse le pratiche burocratiche, si potrà dare il via ai lavori, che quindi dovrebbero cominciare tra qualche mese.

 

La Verona sotterranea: visita archeologica in tre tappe. Ecco come prenotarsi
Da llarena.it del 17 settembre 2024

L'associazione Archeonaute organizza per domenica 22 settembre alle 15 una visita archeologica dal titolo «La Verona sotterranea».L'itinerario comprende tutte le nostre aree archeologiche e inizia presso la Villa Romana di Valdonega, fuori le mura, dove ci attendono restidi una magnifica villa suburbana, il più noto tra i vari complessi che dovevano popolare le pendici delle colline che circondavano la città diVerona, a ridosso del fiume Adige.

Si prosegue verso la seconda tappa, l'area archeologica del Criptoportico di Corte Sgarzerie, dove completare la conoscenza della cittàantica immergendosi nel contesto del Foro romano, e in particolare del Capitolium, il principale tempio cittadino dedicato alle tre divinitàGiove, Minerva, Giunone.

La terza tappa porta all'area archeologica di via San Cosimo, dove scoprire le peculiarità del sistema difensivo di Verona, dall’età municipale all’altomedioevo, e parte di una ricca domus di età imperiale costruita subito a ridosso della cinta muraria.

Informazioni

Durata: 3 ore circa.

Costo: 20 euro a persona (riduzioni per ragazzi).

Prenotazione obbligatoria  via mail a archeonaute@gmail.com.

Postilimitati.

 

Bonifiche di Forte Marghera ed ex Cave Casarin, approvato il progetto
Da lapiazzaweb.it del 16 settembre 2024

Tramite la mycoremediation, una tecnica di bonifica biologica

Di RICCARDO MUSACCO

Forte Marghera e le ex Cave Casarin, nella terraferma veneziana, saranno oggetto di importanti interventi di bonifica per restituire definitivamente alla cittadinanza queste aree su cui riversare attività a favore del territorio.

"Con il Decreto ministeriale del 4 agosto 2022 successive modifiche del 2024 è stato adottato il Piano d’azione per la riqualificazione dei siti orfani che ha assegnato alla Regione Veneto le risorse finanziarie per la bonifica - ha spiegato l'assessore all'ambiente del comune di Venezia Massimiliano De Martin - Al Comune di Venezia sono stati assegnati 2.503.300 Euro per l’esecuzione dell'interve di bonifica di parte dell'area verde delle Ex Cave Casarin, e 7.306.600 Euro per la progettazione e l'esecuzione bonifica terreni nell’area Forte Marghera".

Le ex Cave Casarin, un'area di 6000 mq, era stata già interessata nel 2016 da un primo intervento, con la realizzazione di di un nuovo spazio giochi, l'illuminazione pubblica, il verde e l'arredo urbano, mentre una seconda parte è oggetto di un test pilota di biorisanamento, con l'impiego dei funghi per la bonifica del terreno, la cosiddetta mycoremediation.

Su Forte Marghera, invece, con i fondi messi a disposizione con il PNRR si procederà con la bonifica e la definitiva restituzione alla città di un'altra porzione di un'area che negli ultimi anni ha conosciuto un notevole sviluppo e su cui il Comune ha già investito 30 milioni di Euro per recuperare e valorizzare molti degli edifici abbandonati.

 

Riapre la base militare aerea a Pola: sarà centro di addestramento
Da inordest.it del 15 settembre 2024

La conferma da Zagabria: progetto croato-francese. La politica locale protesta: «Noi all’oscuro»

Di Valmer Cusma

Non sono più solo voci o supposizioni quelle sul ritorno degli aerei da combattimento nel settore militare dell’aeroporto istriano di Altura nel sud della penisola. La conferma è arrivata da Zagrabria, precisamente dal ministero della Difesa rispondendo alle insistenti domande della stampa. «È in piano – si spiega – la creazione di un centro per l’addestramento dei piloti militari, un progetto di interesse primario per la Croazia, grazie al quale sarà garantita la continuità del loro training nella fase di passaggio dai velivoli scolastici del tipo Pilatus PC-9 e di caratteristiche simili a quelli veri e propri da combattimento di ultima generazione come i Rafale, F-16 e Eurofighter». «Tale centro – si legge ancora – rappresenta un preciso impegno che la Croazia ha assunto con la firma del contratto relativo all’acquisto degli aerei francesi Rafale, negli articoli sull’addestramento dei piloti militari croati».

Il centro stesso dovrebbe essere istitutito in collaborazione con il ministero della Difesa francese, il relativo accordo è ancora in fase di  perfezionamento ma è molto probabile che alla fine verrà firmato. Sul tema il capo dello Stato Zoran Milanović nella sua veste di Comandante supremo delle Forze armate croate non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Sul ritorno dei militari alla base di Pola dalla quale se ne andarono nel 2012 dicono di non sapere niente il governatore istriano Boris Miletić e Marko Ravnić, sindaco del Comune di Lisignano sul cui territorio si trova l’aeroporto. Il sindaco di Pola Filip Zoričić sembra invece non esserne del tutto all’oscuro. «Qualcosa me lo ha detto l’altr’anno l’ambasciatore francese – afferma – però non ha parlato di aerei da combattimento ma solo dell’addestramento dei piloti. Ad ogni modo non ci serve il frastuono degli aerei militari nel cielo di Pola e poi ogni associazione alla guerra non è piacevole da sentire e crea turbamento tra la popolazione». Decisamente contrario al centro Dalibor Paus leader della Dieta democratica istriana, il partito al potere nella regione: «Finora non ho ricevuto alcuna informazone ufficiale in merito – ommenta – però dico subito no».

Qualche voce sul progetto afferma di averla sentita la parlamentare  istriana Dušica Radojčić dello schieramento Možemo! (Possiamo!). «Da quel che ne so – spiega – la nuova base dovrebbe entrare in funzione già nel 2025 e questo significa una nuova militarizzazione dell’Istria meridionale che ci porterebbe solo danni considerato il carattere turistico dell’area». «Mi sembra molto strano – conclude la Radojčić – che le autorità regionali e locali siano all’oscuro». Secondo qualche opinione forse un po’ azzardata, il centro stesso sarebbe la maschera per nascondere qualcosa di molto preoccupante: la creazione di una nuova base della Nato in relazione in relazione alla guerra in Ucraina. Una base che potrebbe entrare nel mirino delle forze russe qualora il conflitto si estendesse. Ricordiamo che la base dell’aviazione da guerra croata a Pola venne istituita nel 1991, prima però era in funzione dell’Armata federale jugoslava. A 7 anni dalla partenza dei militari dunque nel 2019 in un settore della base è stato aperto un centro di abilitazione di piloti di droni, che vengono utilizzati per svariate necessità: il monitoraggio del territorio statale su base strategica e operativa, l’impiego in caso di X calamità naturali e pericoli ambientali, di attacchi, e ancora il controllo della “fascia economica esclusiva” lungo la costa.

 

Dossier/ Basi militari in Italia: i casi di Aviano, Ghedi e Sigonella
Da unimondo.org del 15 settembre 2024

Dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia: le basi militari e i movimenti di protesta che vi si oppongono interessano tutta la Penisola, da Nord a Sud. Dopo aver analizzato i casi di Pisa e della Sardegna , in questo dossier si analizzano i casi di Aviano, Ghedi e Sigonella e dei comitati di opposizione attivi sui territori.

Basi e strutture Nato in Italia

Si trovano sul territorio italiano, ma non sono sotto il controllo nazionale. Le basi Nato sono infatti un Mondo a parte.Oltre a quelle citate in questo dossier (Aviano Sigonella e Niscemi) ce ne sono altre sparse in tutta Italia. A Napoli, ad esempio, ha sede uno dei due comandi operativi della Nato, l’Allied joint force command (l’altro è a Brunssum nei Paesi Bassi) e il comando del Security force dei Marines americani, la base dei sommergibili statunitensi e il Comando delle forze aeree statunitensi per il Mediterraneo. Sempre in Campania, a Mondragone, in provincia di Caserta, si trova un sotterraneo antiatomico per il comando americano e Nato da utilizzare in caso di guerra, che però è da anni è in stato di abbandono.

Nel porto di Gaeta (a Latina) si trova la base permanente della Sesta flotta statunitense ed è anche una base Nato. A Roma c’è poi la possibilità di formarsi al Nato Defense College, una scuola militare internazionale. A Taranto è di stanza invece il comando delle forze navali e anfibie offerto dall’Italia alla Nato.

A Motta di Livenza, in provincia di Treviso, si trova il Multinational Cimic group, reparto multinazionale interforze a guida italiana che coordina la cooperazione tra la componente militare e le organizzazioni civili dove si svolgono le operazioni. In Liguria, a La Spezia, c’è il Centre for maritime research and experimentation, centro della Nato che soccupa di ricerche in campo scientifico e tecnologico. A Solbiate Olona, in provincia di Varese, si trova invece il Corpo d’armata italiano di reazione rapida della Nato, che può essere inviato velocemente in qualsiasi scenario di crisi.

Nella base aerea dell’aeronautica militare italiana di Poggio Renatico, in provincia di Ferrara si trova il Deployable air command and control centre, che controlla lo spazio aereo dell’alleanza atlantica ed è in grado di schierarsi in ogni operazione militare. A Camp Ederle, a Vicenza, si trova infine una base militare degli Stati Uniti dove sono di stanza migliaia di militari americani. Nel 2013 è stato inaugurato un altro campo, il Camp Del Din...

Segue su Atlanteguerre.it

 

Marsala, bunker della II Guerra mondiale dipinto, Assenza e Bica (FdI):“Inaccettabile danno ad un sito storico-militare”
Da trapanisi.it del 15 settembre 2024

Nel territorio del comune di Marsala un grosso bunker della Seconda Guerra Mondiale, sito al Molo dei Mille, è stato tinteggiato con i colori della bandiera della pace. È inaccettabile che manufatti storici, tutelati dalla legge regionale n.12 del 12 luglio 2018 e dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, vengano deturpati facendo perdere il loro importante valore di testimonianza del secondo conflitto mondiale”.

A dirlo sono il capogruppo di FDI Giorgio Assenza e il deputato Giuseppe Bica i quali, attraverso un’interrogazione, hanno chiesto chiarimenti sul progetto “I Bunker della Pace” che ha portato alla decorazione e tinteggiatura di alcuni manufatti bellici a Marsala.

“Vi sono associazioni e studiosi, in primis l’associazione Lamba Doria, presieduta da Alberto Moscuzza, che da molto tempo contribuiscono a tutelare e valorizzare il patrimonio di archeologia bellica in Sicilia e occorre sostenere la loro opera affinché la nostra Regione non venga depauperata di questo importante patrimonio.

La Sicilia ha percorsi di archeologia militare di assoluto pregio che costituiscono un grande attrattore e viva testimonianza di eventi di altissima rilevanza quale è stata l’operazione Husky del 1943. Motivo per cui - proseguono Assenza e Bica - abbiamo chiesto chiarimenti tramite l’interrogazione.

“Concordiamo – proseguono i due parlamentari con i fini nobili del programma ‘I Bunker della Pace’ volto a sensibilizzare l’opinione pubblica e a lanciare un messaggio positivo. Reputiamo, però, poco opportuni i mezzi usati che hanno portato alla tinteggiatura di un pezzo di storia della nostra isola”.

A sostenere l’iniziativa promossa dagli esponenti di FDI all’Ars anche i coordinatori regionali del partito Salvo Pogliese e Giampiero Cannella.

 

Giornate europee del patrimonio lungo le mura sforzesche di Chiavenna
Da primalavaltellina.it del 15 settembre 2024

Una guida d’eccezione sarà il prof. Guido Scaramellini

L’Istituto Italiano dei castelli, sezione Lombardia, d’intesa con le principali istituzioni della Valchiavenna, organizza a Chiavenna per le Giornate europee del patrimonio sabato 20 e domenica 29 settembre prossimi due visite guidate lungo il tracciato delle mura sforzesche di Chiavenna. Una guida d’eccezione sarà il prof. Guido Scaramellini, delegato provinciale per l’Istituto dei castelli, di cui fu presidente per dieci anni e autore del volume “Le fortificazioni sforzesche in Valtellina e Valchiavenna” per conto del Centro di studi storici valchiavennaschi, di cui è attualmente presidente.

Giornate europee del patrimonio

Costruite per ordine di Ludovico il Moro tra il 1488 e il 1492 per difesa contro ivicini Grigioni, che allora costituivano lo Stato delle Tre Leghe, la cinta muraria aveva una lunghezza complessiva di 1850 metri, intervallata da 14 torrioni e tre porte, ma la metà della struttura fu gradualmente demolita dopo che i Grigioni nel 1512 si impadronirono della valle e autorizzarono i privati a utilizzare il muro per costruire le loro case. Comunque oggi si conserva, a diverso livello,circa la metà delle mura originarie e saranno queste l’oggetto delle visite gratuite e aperte a tutti, che partiranno dalla Caurga ai piedi della rocca un tempo fortificata per raggiungere Pratogiano dove le mura facevano angolo dietro la collegiata di San Lorenzo, puntando verso la chiesa, oggi sconsacrata,di San Pietro e quindi in direzione dell’attuale viale Risorgimento. Di lì la cinta si dirigeva verso la chiesa di Santa Maria, comprendendola e lungo il fiume Merafino all’ex birrificio, già sede della Biblioteca. Qui la fortificazione faceva angolo retto salendo alla rocca del Castellaccio.

Le visite si terranno sabato 28 settembre dalle 10 alle 12,30 e domenica 29 dalla 14,30 alle 17, con ritrovo sotto il porticato di San Lorenzo in Chiavenna.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, ma occorre la prenotazione presso il Consorzio turistico Valchiavenna (tel. 0343 37485 oppure infopoint.chiavenna@valchiavenna.com).

 

I Castelli Perduti Della Piacenza Medievale
Da eventiesagre.it del 14 settembre 2024

Un'inedita Camminata Tra Reconditi Fortilizi Medievali

Domenica 15 settembre - dalle ore 14.20 alle ore 17.30

Piacenza - Piazza Sant'Antonino

Sapevate che l’antica Piacenza dei secoli XI e XIII era difesa da veri e propri “castellieri” urbani addossati alle mura civiche? E’ vero che una di queste fortificazioni prese il nome di “Castrum S.ti Sabini” perché sorse a difesa dell’antica basilica e del suo monastero? E’ vero che il “Castello dei Leoni” sorse invece nelle vicinanze della basilica di S. Antonino? Anche i nobili potevano costruire un loro “castelliere” urbano? Che aspetto avevano queste antiche strutture? E quali tracce archeologiche sopravvivono nella città attuale?

SCOPRITELO CON ARCHISTORICA!

L’itinerario, condotto dal nostro Arch. Manrico Bissi, si snoderà nel cuore della Piacenza alto-medievale, minacciata dalle invasioni ungariche, governata dal vescovo-conte e validamente difesa da molti e antichi castelli di cui restano oggi interessanti tracce storiche.

La visita includerà inoltre i reperti sotterranei della Galleria Biffi Arte, gentilmente aperta in esclusiva per noi!!!

Per la visita ai reperti sotterranei della Galleria Biffi, saranno formati piccoli gruppi man mano che vengono effettuate le iscrizioni, in modo che tutti possano accedere prima della partenza della camminata.

Vi preghiamo pertanto di arrivare intorno alle 14,20/30 per consentire una corretta turnazione. La camminata partirà intorno alle ore 15,00. Grazie!

È GRADITA, MA NON OBBLIGATORIA, UNA PRENOTAZIONE SCRITTA PER RAGIONI ORGANIZZATIVE (è comunque possibilepartecipare anche senza prenotazione).

Contributo per i Soci Archistorica 2024: € 5,00; per le altre persone € 5,00 + tessera associativa 2024 (€ 4,00 valida fino al 31/12/2024).

Gratuito per i minorenni accompagnati da un adulto.

 

La Turchia molla gli S-400 russi e si protegge con una “cupola d’acciaio” fatta in casa
Da insideover.com del 13 settembre 2024

Di Paolo Mauri

La Turchia ha finalizzato un piano di massima per avere un sistema di difesa aerea nazionale, denominato “Çelik Kubbe” – Steel Dome – per migliorare la sicurezza dello spazio aereo con capacità di difesa avanzate e multistrato. La decisione è stata presa durante una riunione del comitato esecutivo dell’industria della Difesa, presieduto dal presidente Recep Tayyip Erdogan, il mese scorso. Lo Steel Dome mira a integrare un’ampia gamma di risorse di difesa aerea, creando un quadro operativo in tempo reale e consentendo un controllo centralizzato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. L’iniziativa è stata lanciata da Aselsan, la principale industria del settore Difesa turca, in collaborazione con Roketsan e l’istituto diricerca del governo turco Tubitak Sage.

Da quanto sappiamo, l’intenzione è di riunire sensori, reti di comunicazione e armi esistenti e future in un unico sistema per una protezione completa dello spazio aereo, con l’obiettivo di stabilire una rete di difesa unificata in grado di proteggere la Turchia dalle minacce emergenti come droni e missili. Non sembra quindi essere un programma del tutto nuovo, piuttosto il progetto di riunire e integrare sotto un’unica architettura vari sistemi di difesa aerea che sono già presenti nelle forze armate turche.

Gli elementi a corto raggio come il cannone antiaereo semovente Korkut e i missili Sungur formeranno il livello più interno della “cupola d’acciao”, mentre i missili Hisar A+ e Hisar O (RF) a medio raggio occuperanno il livello intermedio. Quello più esterno si affiderà al missile SIPER Block 1 a lungo raggio, che dovrebbe superare i 100 chilometri di gittata e che ha effettuato iltest finale a maggio 2023. Roketsan sta sviluppando una versione avanzata di questo missile che dovrebbe avere una portata estesa a 150 chilometri, rivaleggiando così coi missili ASTER 30 del SAMP/T. La Turchia sta incorporando radar e sistemi di comunicazione realizzati da Aselsan, tra cui il sistema di comando e controllo della difesa aerea HERIKKS e la rete radar RADNET i cui componenti sono progettati per creare un’immagine aerea in tempo reale. Anche i sistemi di intercettazione non cinetici come il laser Gokberk e l’arma a energia diretta Alka sono programmati per essere eventualmente incorporati nello Steel Dome, ma queste tecnologie necessitano ancora di sviluppo. Sembra che Ankara abbia intenzione di utilizzare l’architettura ACCS (Air Command Control System), sviluppata negli anni 2000 in ambito NATO, come cervello del nuovo programma.

La notizia principale è però un’altra: le batterie di S-400 di fabbricazione russa, acquistate dalla Turchia, non saranno integrate nell’architettura di Steel Dome in quanto, come riferito da Ankara, il sistema non è in linea con la strategia nazionale di difesa aerea a lungo termine.

Per aver scelto di dotarsi degli S-400, la Turchia era stata sospesa dal programma F-35 (Ankara era uno dei Paesi produttori) in quanto la NATO, ma soprattutto gli Stati Uniti, avevano reputato vi fosse un problema di sicurezza dell’intera architettura della difesa aerea dell’Alleanza qualora il sistema russo vi fosse stato integrato. La Turchia, dopo aver effettuato un primo test del radar dell’S-400 nel 2019 e uno a fuoco nel 2020, ha messo “in naftalina” il sistema per cercare di non alterare ulteriormente i rapporti con la NATO e con gli Stati Uniti.

Recentemente, a fine agosto, Ankara ha lanciato una proposta a Washington per cercare di essere riammessa al programma F-35: gli S-400 verranno messi “in scatola” e gli USA potranno ispezionarli. All’inizio del mese scorso, un ex ministro turco aveva suggerito che la Turchia potrebbe vendere i suoi S-400 all’India o al Pakistan, sostenendo che la vendita a uno di quei Paesi non avrebbe inimicato la Russia, ma il Governo ha sempre respinto le precedenti proposte di esportare i sistemi in qualsiasi Paese terzo.

La recente proposta turca, però, potrebbe non accontentare gli USA, che già hanno dimostrato insoddisfazione per una soluzione simile in quanto non garantirebbe che gli S-400 restino per sempre al di fuori della rete di difesa aerea.

Desiderio di rientrare nel programma F-35 a parte, cosa avrebbe potuto portare la Turchia a scegliere di estromettere gli S-400 dal suo nuovo progetto di difesa aerea integrata Steel Dome? Probabilmente, un fattore decisivo in tal senso è stata la decisione della Grecia di acquistare proprio gli F-35. Come sappiamo, il 25 luglio Atene ha firmato una lettera di impegno per l’acquisto di un primo lotto di 20 caccia stealth di quinta generazione dagli Stati Uniti, e Ankara dovrebbe vedere l’arrivo in servizio del suo nuovo caccia di pari generazione, il Kaan, non prima del 2030 (con la Full Operational Capability fissata al 2032).

Il rischio che la Turchia si trovi in svantaggio rispetto alla Grecia dato questo arco temporale esiste, e non è ancora chiaro quali siano le reali prestazioni e le capacità della dotazione sensoristica del Kaan, sebbene sia promettente. Ritornare nel programma F-35 permetterebbe poi alla Turchia di recuperare velocemente i primi esemplari di questo caccia che erano in procinto di essere consegnati alla sua aeronautica militare, e che sono stati “congelati” in concomitanza con la sospensione.

Ci chiediamo invece come l’architettura di Steel Dome, che abbiamo visto essere del tutto casalinga, si integrerà col programma di difesa aereo ESSI (European Sky Shield Initiative) di cui anche la Turchia fa parte, che è imperniato sugli IRIS-T SLM per il medio raggio e sui Patriot PAC-3 per il lungo raggio, senza considerare che prevede di utilizzare i vettori israeliani Arrow 3 per le capacità antimissile esoatmosferiche. Non c’è un po’ troppa differenziazione di piattaforme per un Paese membro della NATO che dovrebbe guardare all’integrazione ma anche all’uniformità dei sistemi?

 

Incidente nella base militare, l'aereo si schianta al suolo
Da tio.ch del 13 settembre 2024

SOFIA - Un grave incidente è avvenuto oggi nella base aerea militare 'GrafIgnatievo', nel sud della Bulgaria.

Un aereo da addestramento L-39 ZA diproduzione ceca si è schiantato al suolo mentre eseguiva una manovra complessa a un'altitudine estremamente bassa.

Il ministero della Difesa ha annunciato che sono state adottate misure per localizzare gli incendi e stabilire le cause dell'incidente.

Questo tipo di aereo ha due posti, uno per il pilota in addestramento e uno per l'istruttore. Secondo i media locali, nell'incidente i sedili a eiezione non si sarebbero attivati e le due persone a bordo sarebbero morte.

Il volo di addestramento si svolgeva nell'ambito dei preparativi alla vigilia di un grande spettacolo aereo previsto per domani in occasione del 20mo anniversario dell'adesione della Bulgaria alla Nato.

A causa dell'incidente,il ministro della Difesa, Atanas Zaprianov, ha cancellato lo svolgimento dello spettacolo aereo.

Alcuni media locali collegano l'incidente con la data di oggi, 'venerdì 13',giorno nefasto che porta sfortuna secondo le superstizioni bulgare.

 

Riuso di ex edifici militari in abitazioni: “BuitenplaatsKoningsweg” di MVRDV immerso nella natura
Da ingenio-web.it del 12 settembre 2024

Buitenplaats Koningsweg, progettato da MVRDV e Buro Harro, trasforma un'ex base militare tedesca della Seconda Guerra Mondiale in un'area residenziale e culturale immersa nella foresta di Veluwe. Il progetto unisce storia, natura e sostenibilità attraverso edifici ricostruiti e un paesaggio che promuove la rigenerazione ecologica.

Redazione INGENIO

Combinare storia, abitazioni, cultura e natura: Buitenplaats Koningsweg trasforma una ex base militare tedesca della Seconda Guerra Mondiale

MVRDV, lo studio paesaggistico Buro Harro e il promotore KondorWessels Projecten hanno completato Buitenplaats Koningsweg, trasformando una precedente base militare tedesca della Seconda Guerra Mondiale in un'enclave residenziale e culturale situata in uno dei paesaggi naturali più preziosi dei Paesi Bassi. L'intervento, realizzato alla periferia di Arnhem, include anche tre edifici residenziali sostenibili che offrono un totale di 21 abitazioni. Immerso nella foresta di Veluwe, questo progetto dà nuova vita a un pezzo affascinante della storia olandese.

Buitenplaats Koningsweg nacque come due strutture, Kamp Koningsweg Noord e Zeven Provinciën ,costruite intorno all'aeroporto di Deelen, il più grande campo d'aviazione tedesco nei Paesi Bassi durante la Seconda Guerra Mondiale. I bunker militari in calcestruzzo erano camuffati da case coloniche per nascondere il loro scopo militare e integrarsi con la natura circostante. Questo contesto naturale aggiungeun ulteriore strato di significato: il progetto si trova nella foresta di Veluwe, una delle aree naturali più importanti dei Paesi Bassi e la più grande zona terrestre designata Natura 2000 del paese.

Nel corso del XX secolo, molte modifiche sono state apportate, e tutte le strutture rimaste sono state incluse nella lista dei monumenti nazionali olandesi. Il masterplan di MVRDV e Buro Harro interagisce con questa storia: seguendo le normative dei monumenti nazionali, gli edifici esistenti, per lo più in mattoni, sono preservati (nel caso delle costruzioni tedesche originali) o trasformati (per le costruzioni olandesi successive)con modifiche come nuove aperture e finestre a soppalco rese chiaramente identificabili dai loro rivestimenti grigio scuro . Gli edifici precedentemente demoliti sono stati ricostruiti nella stessa forma e dimensione, completati con materiali grigio chiaro.

“Un aspetto insolito di Buitenplaats Koningsweg è che gli edifici sono stati progettati fin dall'inizio per camuffare la loro vera natura, ” afferma Nathalie de Vries, partner fondatrice di MVRDV. “Come possono gli interventi moderni aiutare a mettere in risalto la loro storia, preservando al contempo l'integrità di quel camuffamento? La nostra risposta è stata rendere le modifiche iper-legibili. La chiara distinzione tra gli elementi vecchi, nuovi e ricostruiti, insieme ai dettagli inaspettati come i muri dei bunker storici spessi un metro, aiutano le persone a interpretare intuitivamente la storia del sito.

”La trasformazione è iniziata con l'idea di “stendere il paesaggio della Veluwe sul sito come una coperta,proprio come i caserma e l'aeroporto erano camuffati per integrarsi perfettamente con l'ambiente circostante,” dice Harro de Jong di Buro Harro, uno degli iniziatori del progetto BuitenplaatsKoningsweg . Il progetto paesaggistico utilizza un arredo minimale, con sentieri stretti che permettono alla natura di fiorire tra gli elementi costruiti, mentre le recinzioni che un tempo delimitavano il sito sono state rimosse per consentire alla fauna selvatica di muoversi liberamente. “ Quando abbiamo iniziato, il sito era un'area desolata, fortemente pavimentata e costruita. Ora, le persone vivono, lavorano e si rilassano in un paesaggio sereno che sembra essere sempre esistito.

” Grazie a questa operazione di rinaturazione, il confine tra le abitazioni e le industrie creative di BuitenplaatsKoningsweg e le foreste di Veluwe si dissolve – un cambiamento che sarà presto formalizzato con la cessione ufficiale degli spazi pubblici di Buitenplaats Koningsweg al comune di Arnhem.

“Navigare nella complessa storia del sito non è stato senza sfide,” afferma Arnold Sprakel, sviluppatore del progetto presso KondorWessels Projecten. “Ci è voluta creatività oltre alla perseveranza per realizzare questa visione. Ma vedere il risultato vale tutto. Abbiamo creato qualcosa di davvero unico: poter vivere,lavorare e rilassarsi nella natura, con piccoli giardini privati e paesaggi condivisi e autentici, è ciò che distingue questo sviluppo dalle numerose aree residenziali altrove nei Paesi Bassi,” conclude.

Tre edifici residenziali con sette case a schiera immersi nella natura verde e terrazze a sbalzo

L'ultima fase della trasformazione di sedici anni comprende una serie di tre edifici residenziali quasi identici progettati da MVRDV  ognuno composto da sette case a schiera. Come previsto dal Piano di Qualità dell’Immagine del masterplan, questi adottano la posizione, la forma e le dimensioni degli edifici che un tempo si trovavano qui, mentre le pareti e i tetti in ardesia grigia li identificano come ricostruzioni.

I futuri proprietari di queste “townhouse nella foresta” potranno scegliere il piano abitativo preferito, tra una gamma di possibilità. Le abitazioni sono sollevate dal livello del suolo, con spazi esterni minimamente chiusi: oltre ai loro piccoli terrazzi sporgenti, non hanno giardino, ma invece una connessione intima con le foreste circostanti, con ampi spazi condivisi tra le case sia sul davanti che sul retro degli edifici.

Particolare attenzione è stata dedicata alla sostenibilità in questi progetti: le pareti e i tetti degli edifici sono costruiti con strutture in legno, il mix di calcestruzzo sostituisce parzialmente il ghiaione con aggregati riciclati, mentre i pavimenti galleggianti sono realizzati in plastica riciclata. Grazie ai pannelli solari e ai valori di isolamento termico elevati, le 15 case nella sezione centrale di ciascun blocco sono a impatto energetico neutro, mentre le sei case agli estremi sono quasi a impatto energetico neutro. Gli spazi per il parcheggio delle auto sono inclusi sotto ogni edificio e sono progettati in modo tale da poter in futuro consentire la ricarica delle auto elettriche e il parcheggio delle biciclette, con l'obiettivo di incoraggiare scelte di trasporto più sostenibili da parte dei residenti.

CREDITI

Nome del Progetto: Buitenplaats Koningsweg

Ubicazione: Koningsweg 23A, 6816 TD Arnhem, Paesi Bassi

Committente: KWP Gebiedsontwikkelaars

Crediti - Masterplan

Anno: 2010-2024

Dimensione e Programma: 14,5 ha, masterplan di rigenerazione comprendente 40 edifici storici, 7 nuove abitazioni, 10 "follies", varie strutture e elementi paesaggistici
Partner Fondatore Responsabile: Nathalie de Vries
Team di Progettazione: Renske van der Stoep, Emilie Koch, Pepijn Bakker, Klaas Hofman, RosaRogina, Emanuela Gioffreda, Andres Beausire
Strategia e Sviluppo: Willeke Vester
Copyright: MVRDV Winy Maas, Jacob van Rijs, Nathalie de Vries
Architetto del Paesaggio: Buro Harro
Follies: Architectuur Maken, De Kort Van Schaik, Hans Jungerius, JCR Architecten, KorteknieStuhlmacher Architecten, Kraft Architecten, opZoom architecten, Paes Architecture, SpaceEncounters, studio AAAN, i29, NAMO Architecture
KKN 7 (architetto): Kraft Architecten
Crediti – Alloggi KKN 1,2,3
Anno: 2018-2024
Dimensione e Programma: 4.932 m², tre edifici residenziali
Architetto: MVRDV
Partner Fondatore Responsabile: Nathalie de Vries
Partner: Fokke Moerel
Team di Progettazione: Arjen Ketting, Rico van der Gevel, Michal Bala, Karolina Szostkiewicz, DuongVu Hong, André Bahremand, Floris Dreesmann, Türker Naci Saylan, Luis Druschke
Visualizzazioni: MVRDV (Angelo La Delfa, Antonio Coco), triple-d
Strategia e Sviluppo: Bart Dankers, Willeke Vester
Copyright: MVRDV Winy Maas, Jacob van Rijs, Nathalie de Vries
Architetto del Paesaggio: Buro Harro
Appaltatore: Ufkes
Ingegnere Strutturale, MEP, Fisica Edilizia: Aveco de Bondt
Fotografie: © Daria Scagliola, © Jannes Linders

 

Un nuovo percorso per ammirare le mura del castello di Montemurlo
Da notiziediprato.it del 12 settembre 2024

Curato dall'associazione Il Borgo della Rocca, prevede un itinerario all'interno e all'esterno della cinta muraria. Domenica la prima visita guidata

Sabato 14 settembre sarà inaugurato il nuovo percorso delle mura del castello di Montemurlo. Un tracciato curato dall’associazione Il borgo della Rocca che dura due ore e prevede un itinerario all’interno e uno all’esterno della cinta muraria. Il Castello di Montemurlo nel 1100 era di proprietà dei conti Guidi che lo tennero fino al 1254, anno in cui fu venduto a Firenze. Successivamente Castruccio Castracani degli Antelminelli lo conquistò, dopo 80 giorni di assedio, l’8 gennaio del1326. Il condottiero lucchese fece poi ricostruire le mura danneggiate nell’assedio forse rinforzandole notevolmente; con questo assetto si giunse fino al 1537, quando il castello diede rifugio ai fuoriusciti fiorentini, come gli Strozzi e i Valori. Il tracciato delle mura andò poi in gran parte perduto per gli abbattimenti voluti da Cosimo I dei Medici dopo la celebre battaglia dell’agosto 1537.

La prima visita guidata alle antica mura trecentesche è già stata fissata per domenica 15 settembre ore 17 e sono aperte le prenotazioni. Per partecipare basta scrivere a borgoroccamontemurlo@gmail.com telefono 3478627809.

L’iniziativa rientra nel programma della Sagra della Bistecca nel borgo della Rocca da oggi 12 settembre fino a domenica 15 . L’appuntamento è promosso dall’associazione Il borgo della Rocca e dal gruppo degli Alpini, con il patrocinio del Comune di Montemurlo e quest’anno è giunto alla sesta edizione. Quattro giorni tutti da gustare sulla terrazza panoramica della ex canonica nel borgo della Rocca. L’edizione del 2024 è dedicata ad Alessandro Polidori, promotore della manifestazione, scomparso quattro anni fa. Durante la manifestazione i volontari delle associazioni prepareranno e serviranno, insieme a «sua maestà» la bistecca, anche altri piatti tipici del territorio, come i tortelli al cinghiale, la polenta con i funghi e il peposo di Rocca con polenta.

 

Il volume “Pietre di confine. Il Castelvecchio di Matera e le limitrofe fortificazioni appulo lucane” di Enrico Lamacchia è stato il protagonista della quinta serata di “Libri inTerrazza”
Da tuttoh24.info del 12 settembre 2024

Il volume “Pietre di confine. Il Castelvecchio di Matera e le limitrofe fortificazioni appulo lucane” di Enrico Lamacchia è stato il protagonista della quinta serata di”Libri in Terrazza“, il Festival culturale promosso a Matera sulla Terrazza San Francesco da Altrimedia Edizioni in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Diótima.

Con l’Autore hanno dialogato Vito Epifania e Isabella Marchetta, curatrice della collana “Origini”.

L’obiettivo di “Pietre di confine” è indagare dal punto di vista architettonico l’area della Civita nota come Castelvecchio. È lì che si conforma il primigenio centro fortificato, alto e dominante. L’Autore indirizza quanto bibliograficamente a disposizione, con le sue osservazioni autoptiche sulle murature residue, alla ricostruzione dell’aspetto del sito nelle sue fasi evolutive. Ne nasce un lavoro di grande interesse che fa il punto su quanto noto, rielaborandolo in tracce visive fondamentali per la comprensione del complesso per-corso analitico: attraverso le immagini tridimensionali, specchio delle principali fasi evolutive, ci si addentra nella genesi altomedievale del Castelvecchio fino alla trasformazione postmedievale a uso civile.

Una Matera che, attraverso questo lavoro, possiamo più facilmente definire città dei due castelli.

Libri in Terrazza Off ha ospitato l’incontro/dibattito interattivo “Gli albi illustrati letti dal cinema” promosso da Ombre Meridiane Società Coop. Sociale.

Streamiotica ha raccontato le fasi salienti della serata.

Sempre presenti gli stand”Un patto per la lettura“e “Memorie recenti“.

Nuovo appuntamento questa sera sulla Terrazza San Francesco alle 20.15 con la lettura e l’analisi di un autore della letteraturacoloniale e post-coloniale a cura di Mariella Niglio socia VOC 2019. A seguire, sarà assegnato il Premio Cambiare ideato e promossodall’APS Dire Fare Cambiare di Roma, nuovo partner di Libri in Terrazza.

Per “Libri i Terrazza Off” in piazza San Francesco dalle 17.30 alle 19.30 l’artista Daniela Lupi propone un workshop gratuito di decorazione con la tecnica del decoupage rivolto a bambini dai 7 ai 12 anni.

Partner tecnici di “Libri in Terrazza” sono LabSonic, Colacicco Centro Artigianato Digitale e CS Multiservizi Cooperativa Sociale, media partner TuttoH24 e Streamiotica.

“Libri in Terrazza” si svolge in collaborazione con Liberalia, Arterìa, Arti Visive Gallery, Dire Fare Cambiare APS, Ombre Meridiane, DomusMad.Art Galleria, LineaDarte-Officina Creativa, Biennale del libro d’artista, Silent Book Club Matera e Volontari OpenCulture 2019.

La rassegna è patrocinata dal Comune di Matera, dalla Provincia di Matera e dalla Regione Basilicata
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Forti Fortissimi 2024
Da compagniadisanpaolo.it del 12 settembre 2024

Dopo il grande successo della prima edizione, che ha visto oltre 3.000 presenze, “Forti Fortissimi!” torna anche nel 2024 per un fine settimana all’insegna della scoperta e della valorizzazione delle fortificazioni piemontesi.

Cinque sono i siti coinvolti: Exilles, Fenestrelle, Gavi, Vinadio e, per la prima volta, l’Opera 5 di Moiola, un’imponente struttura in caverna nella Valle Sturache apre al pubblico dopo i recenti lavori di restauro. Ogni forte offrirà un ricco programma di attività, pensato per visitatori di tutte le età.

L’edizione di quest’anno propone un ampio ventaglio di iniziative: dai laboratori didattici alle degustazioni, dalle visite guidate esclusive agli spettacoli teatrali e musicali con artisti di primo piano.

Sabato 21 settembre, il Forte di Vinadio ospiterà Umberto Galimberti con “L’etica del viandante”, mentre domenica 22 settembre al Forte di Gavi sarà lavolta di Lella Costa con “GIOVANNA. La Pulzella, la Fanciulla, l’Allodola”.

Inoltre, il Forte di Exilles vedrà l’esibizione di Bandakadabra, Bandaradan e Sync Brass insieme alle bande musicali della Val di Susa per “Exilles ExtraBand”.

La Fondazione Compagnia di San Paolo, in sinergia con la Regione Piemonte, intende promuovere la valorizzazione sistemica e integrata delle fortificazioni piemontesi, agendo in un’ottica concertata e partecipativa che veda coinvolti tutti i portatori di interessi dei siti di riferimento e le comunità locali. L’obiettivo è attivare un’offerta culturale-turistica intesa come proposta collettiva, in cui tutti gli attori dei territori partecipano alla medesima catena del valore. Un’offerta che consente di trarre dalle condizioni attrattive del contesto locale un insieme di benefici di natura economica, sociale, culturale ed ambientale tali da favorire lo sviluppo sostenibile e un miglioramento sostanziale del livello di benessere, attuale e futuro, dei territori.

In questo contesto la manifestazione che prenderà vita i prossimi 21 e 22 settembre rappresenta il culmine del più ampio di valorizzazione culturale e turistica del sistema delle fortificazioni piemontesi.

“Forti Fortissimi!” è coordinato dalla Fondazione Artea con il supporto di numerosi partner, tra cui l’ Associazione Abbonamento Musei, la FondazionePiemonte dal Vivo e Visit Piemonte, e il patrocinio della Fondazione Italia Patria della Bellezza, che promuoverà l’iniziativa a livello nazionale.

Per maggiori approfondimenti vi invitiamo a consultare la pagina https://fondazioneartea.org/event/forti-fortissimi-ii-edizione/