Forte San MICHELE - Werk Kaiserin Elisabeth

Forti prima cerchia

Plastico del forte 

 

 Apparteneva alla prima cerchia di forti staccati del " campo trincerato ". Sorgeva a cavallo della strada postale a circa 600 metri dall’abitato di S. Michele Extra.

Fu costruito tra il 1854 e il 1857.

Armamento principale:

Poteva essere armato con 32 bocche da fuoco di vario calibro.

Cenni storici:

Dopo il 1866 fu chiamato Forte S. Michele. Per la campagna del 1866 questo forte fu posto in armamento con ben 29 bocche da fuoco, quasi tutte quelle che poteva ospitare. Le centrali battevano la strada per Vicenza, la collina della Musella, le Ferrazze ed il terreno adiacente alla strada; quelle del fianco sinistro battevano le falde di Montorio incrociando il tiro con il forte Cà Bellina e quelle del fianco destro il terreno di sinistra d’Adige incrociando il fuoco con il forte Cà Vecchia e con l’ Hess (Santa Caterina).

Le truppe italiane che il 16 ottobre 1866 ebbero la ventura e l’onore di entrare per prime a Verona, sostarono molte ore in prossimità di questo forte, ormai disarmato, prima di ricevere l’ordine di riprendere la marcia per S. Michele e Porta Vescovo in attesa che gli ultimi reparti austriaci lasciassero per sempre la città sui convogli ferroviari. Oggigiorno, di quest’opera, esiste solo un plastico conservato al Museo dell’Arma del Genio di Roma eseguito prima della demolizione.

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Sezioni dell'opera 

 

Notizie sull'opera:

Esso sorgeva, con concetto decisamente aggressivo e quale fu maggiormente sviluppato nella cinta costruita nel decennio successivo. Anche per la sua distanza dalla cinta continua - circa 3200 metri dai bastioni delle Maddalene e di S. Toscana - si potrebbe dire che questo forte appartenesse già alla linea successivamente costruita. Varie considerazioni portano a pensare che anche in quest’opera vi sia stato l’intervento del Tunkler (anche se all’epoca era insegnante alla scuola per gli ufficiali del genio a Vienna).

Sopra il ridotto centrale, a pianta semicircolare e collegato con il tamburo di gola e in cui erano allogati gli alloggiamenti ed i servizi, potevano essere postate numerose artiglierie " in barbetta ". Anche in questo caso è uno dei pochi esempi di opere austriache " a doppia linea di fuoco ".

Era simile al forte Kaiser Franz Joseph (Chievo), possedeva alla gola una tenaglia molto più pronunciata; il muro staccato aveva, anziché due caponiere agli spigoli ed un tamburo alla gola, quattro caponiere di cui una alla gola con cinque pezzi, una alla capitale con due pezzi e due ai fianchi con due pezzi ciascuna.

Era integrato nella sua funzione offensiva dalla Batteria Sandri che era stata approntata, nella pianura a sud, molto prossima a questo forte.

 

Vie d'accesso all'opera:

Anche quest'opera non è visitabile perché scomparsa. Il luogo dove esisteva il forte si può identificare su via Unità d'Italia, nello spazio compreso tra le traverse via Marmolada - via Zanati e via Gottardo - Via Rossi.

 

Pianta del forte

 

 

 

Testimonianza di un abitante della zona vicina al forte.