Recensioni sulla stampa

Pagina dedicata alle recensioni apparse sulla stampa locale e nazionale 

 

Davide  Bagnaschino, LA   LINEA MAGINOT DEL MARE, Melli  Editore (Borgone di Susa TO)

Il primo testo sulla Linea Maginot Alpina; il primo libro che descrive in modo completo le fortificazioni francesi destinate al controllo del confine con l’Italia nella Seconda Guerra Mondiale.

Un testo chiaro ed esauriente che spiega la concezione, la progettazione, la costruzione delle opere militari; dagli studi globali, per la difesa del territorio francese, sino a quelli più particolareggiati del confine Sud-Est, con indicazione delle truppe operanti, dei cambiamenti della sistemazione, dell’organizzazione del Settore Fortificato delle Alpi Marittime (S.F.A.M.) e dei Sottosettori Mentone e Sospel, sino alla completa descrizione di ogni singola opera, con planimetrie, equipaggi, particolari tecnici ed eventi bellici.

Oltre alla trattazione della parte architettonica, degli equipaggiamenti, delle truppe operanti e delle armi impiegate un’ampia parte del testo è dedicata ai fatti d’arme del Giugno 1940,  che consente di capire alcuni avvenimenti poco noti, sino alle occupazioni italiana e tedesca e, nel 1945, all’arrivo delle truppe alleate e al ripristino delle strutture del dopoguerra.

Una pubblicazione di 200 pagine con un’iconografia completa e inedita: con 250 Foto, carte topografiche, disegni e particolari tecnici, planimetrie di tutte le opere, oltre a tabelle esplicative di armamenti e organizzazione dei settori difensivi.

Il testo si sviluppa in diverse parti: alcuni capitoli sono dedicati alla Linea Maginot in generale e alla sua genesi, alcuni capitoli trattano la parte tecnica, con lo sviluppo delle artiglierie, degli impianti, delle strutture, due terzi del libro parlano poi della Linea Maginot delle Alpi, con capitoli sulle Alpi Marittime e sulle opere del 1800, quindi l’ultima parte descrive nel dettaglio i sottosettori Corniche e Sospel, con una scheda per ogni opera composta da planimetrie, foto, descrizione, eventi bellici, equipaggiamenti, armi, ecc.

       

Davide Bagnaschino - Piergiorgio Corino, Alta Roja Fortificata, MELLI EDITORE (Borgone di Susa TO)

Nella parte più meridionale delle Alpi Occidentali la Valle Roja occupa un posto di rilievo, possedendo la maggiore estensione e profondità del Vallo Alpino, venuto a sostituire i vecchi forti del Colle di Tenda di epoca triplicista.

Nell’Alta Roja si contano infatti oltre cento opere, suddivise in cinque linee successive che sbarrano l’importante Strada Statale 20. In corrispondenza dell’asse viario la profondità della sistemazione difensiva raggiunge i trenta chilometri, calcolati dalle Gole di Paganin a Vernante.

Le realizzazioni più importanti sono la Batteria Sapelli, sopra le Mesce, le opere della Bassa di Peirafica e quelle della Valle delle Meraviglie.

Mentre la prima linea aveva carattere continuo, le altre posizioni fortificate erano concentrate in corrispondenza di strade e valichi.

Tutta la valle è percorsa da sentieri che permettono di visitare le opere con percorsi di rara bellezza; soprattutto la Valle delle Meraviglie è molto frequentata dagli escursionisti durante la stagione estiva.

Per questo motivo la pubblicazione permette due chiavi di lettura: una escursionistica, l’altra storica. Infatti, nello stesso tempo si può leggere il testo (corredato di moltissime fotografie, carte topografiche e planimetrie), seguendo lo sviluppo dei sentieri e la disposizione delle difese presenti a fianco dei vari percorsi.

Il libro copre quasi interamente i sentieri della valle in quanto sono quasi ovunque cosparsi di opere militari.

Il primo capitolo è dedicato alle opere di fine ‘800 del Colle di Tenda, i successivi ai vari capisaldi del Vallo Alpino. Ogni capitolo prevede di esplorare in uno o due giorni i sentieri della rispettiva zona, toccando tutte le opere, caserme e batterie; sono inoltre citate le diverse strade militari e manufatti di interesse presenti. Sono altresì elencate le curiosità, i combattimenti, le rilevanze turistiche e, ovviamente, storiche.

 

Davide  Bagnaschino, IL  VALLO  ALPINO  A  CIMA  MARTA, Atene Edizioni (Arma di Taggia IM)

Il libro parla della zona di Marta, situata sopra Colle Melosa, molto nota, nella Provincia di Imperia, per il sentiero degli alpini, per le ferrate del Pietravecchia, per i paesaggi quasi dolomitici dei monti Toraggio e Grai e per la massiccia presenza di fortificazioni soprattutto risalenti al secondo conflitto mondiale. Già alla fine del XVIII secolo, tutta la zona fu al centro di scontri successivi alla rivoluzione francese.

Nell’aprile del 1794, a seguito degli attacchi francesi, tutto il crinale era stato adeguatamente fortificato dagli Austro-piemontesi. 

Alla fine del XIX secolo l’area vide la comparsa di numerosi ricoveri, caserme, batterie, e di baraccamenti serviti da diverse strade militari di arroccamento. Per la loro eccezionale posizione, le batterie della Marta avevano in parte assunto il carattere di opere ad azione lontana, potendo colpire direttamente obiettivi posti nel vicino territorio nemico.       

Il maggior impegno fortificatorio si ebbe con la realizzazione delle opere del Vallo Alpino. L’area compresa tra Cima Marta e il Monte Toraggio costituiva il Sottosettore V/B Marta e comprendeva comprendeva diciotto opere.           

Perno della sistemazione difensiva del settore era l’esteso complesso sotterraneo allestito fra il 1931 e il 1939 nelle viscere del Balcone di Marta, che costituiva la realizzazione più grande del Vallo Alpino nelle Alpi Occidentali e una tra le maggiori dell’intero panorama italiano nel campo della fortificazione contemporanea. Il nucleo principale dell’opera era costituito dalla 605a batteria in caverna per quattro cannoni da 75/27 mod. 06, collegata con i centri di resistenza 35 e 35 bis armati con cinque mitragliatrici. La peculiarità dell’insieme è il notevole sviluppo sotterraneo, in massima parte costituito da lunghe gallerie di comunicazione tra i vari settori dotate di ripidissime rampe di scale; l’estensione degli ambienti e dei cunicoli interamente scavati nella roccia raggiunge infatti i 1500 metri con un dislivello complessivo di circa 140 metri.

Nel libro, una ricca iconografia illustra tutte le opere nelle varie parti, con vaste panoramiche dell’ambiente alpino; inoltre le planimetrie e le carte topografiche permettono di orientarsi a supporto di quanto descritto nel testo.