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TORRI MASSIMILIANE n. 1 - 2 - 3 - 4 |
Opere Staccate |
Opera staccata attorno alla cinta continua. Sorgono sulle colline a sinistra dell’Adige.
Sono state costruite nel 1837.
Armamento principale:
Fino a dodici bocche da fuoco.
Cenni storici:
Nell’ambito delle direttive inviate dal " Consiglio di Guerra " di Vienna era stato infatti espressamente prescritto di "convertire la città di Verona in una perfetta piazza di evoluzione e di deposito per l’armata imperiale; occorreva quindi dare a questa spaziosa piazza, oltre un grado conveniente di solidità e potenza difensiva, la proprietà di favorire celeri movimenti di truppe sia per ritirarsi dopo una battaglia perduta, sia per battere parzialmente il nemico e finalmente per aspettare dentro i suoi baluardi che l’esercito rinforzato di nuove truppe possa procedere ad una generale offensiva ". Malgrado la loro possibilità, nel 1866 erano armate complessivamente con quattro cannoni da 18 libbre, quattordici obici da 7 libbre e quattro cannoni rigati da 6 libbre. Esse sono ancora discretamente conservate sebbene molti guasti abbiano subito, specie internamente.
La torre n. 1 abbandonata da alcuni anni, è in condizioni di degrado. La torre n. 2 , è in pessime condizioni: in uso al C.N.R. (Centro Nazionale per la Fisica dell’Atmosfera e della Meteorologia) è ricoperta da una selva di antenne, tralicci e altri impianti. La torre n. 3 senza evidenti alterazioni strutturali, è stata trasformata in serbatoio dell’acquedotto comunale; nella stessa torre, apparentemente abbandonata, si mostrano evidenti segni di degrado. La torre n. 4 è in discrete condizioni, è compresa nelle pertinenze dell'Osservatorio Antincendio del Servizio Forestale di Stato.
Pianta austriaca delle opere
Notizie sull'opera:
Sono interessantissime nella semplicità del loro disegno: dal ripiano più basso si aprono le feritoie per la difesa vicina; al centro, una doppia scala elicoidale in pietra viva, con in mezzo una sottostante cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, porta ai due piani superiori di cui il primo casamattato per 12 bocche da fuoco ed il superiore per i pezzi in barbetta.
Scarsi i locali di servizio e di deposito e molto sacrificati gli alloggiamenti per la guarnigione; ma più che forti, le torri, vanno considerate quali batterie protette, indubbiamente di notevole capacità di fuoco. L’aspetto esteriore delle torri, oltre che nella linea differisce anche nel sistema costruttivo da quello caratteristico delle opere austriache del tempo: il paramano esterno delle murature, anziché in conci di tufo a lati irregolari disposti ad " opus incertum ", è fatto con conci a faccia rettangolare di pietra viva, molto precisi e ben lavorati anche questi e allettati con sottile strato di malta.
Ben curate le centine delle cannoniere e di buona linea classicheggiante le cimase e le inquadrature delle porte d’accesso.
Questo tipo d’opera in cui la muratura era completamente soggetta al tiro di breccia, e quindi troppo vulnerabile per le artiglierie che andavano sempre più potenziandosi, fu in seguito abbandonato.
Una delle feritoie perimetrali
Vie d'accesso all'opera:
Dal centro di Verona si percorre la cosiddetta strada delle Torricelle ( Via dei Colli ) fino ad incontrare dopo circa tre chilometri sulla destra la prima Torre. Le altre tre torri si trovano nelle vicinanze.