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  ALBERONI

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I cannoni del forte in una foto d'epoca

 

Nella laguna di Venezia nel litorale del Lido in località Alberoni.

 

Armamento principale nel 1900:

Sei cannoni da costa 24 cm. tipo C. Si trattava di un cannone già obsoleto all’inizio del primo conflitto che venne ritirato dal servizio durante la Grande guerra. 

Armamento secondario:

Otto obici da 15 cm e quattro obici da 24 cm.

I sei cannoni del forte Alberoni visti dall'alto in una foto d'epoca

 

Cenni storici:

Già nel 1646 venne nominata una commissione di tecnici con il compito di esaminare e di proporre delle soluzioni al problema della difesa dell'entrata del Porto di Malamocco. Il risultato di questa commissione fu nella fattibilità del forte Alberoni e del dirimpettaio forte San Pietro.

Con molta probabilità, l'ideatore dei due forti fu padre Martinengo, coordinatore e direttore dei lavori in collaborazione dell'ingegnere militare Andrea Moretti.

E' da notare che con questi due forti, si completò il sistema difensivo veneziano, ideato nel corso del XVI secolo e rimasto poi immutato fino alla caduta della Repubblica Serenissima.

Nel 1726, il Maresciallo Giovanni Maria Von Schulemburg ( comandante in capo delle forze terrestri  della Repubblica ), riteneva che fosse assurdo mantenere in buono stato il forte, data la sua vastità e di conseguenza la sua scarsa difendibilità in caso di attacco. La sua proposta era di costruire un ridotto nel bastione verso il porto, ed atterrare il resto del forte, in modo che il terreno resti dominato dal nuovo ridotto.

Un altro progetto di modifica del forte fu proposto prima del 1814 dai Francesi. Si trattava di creare un fossato che avrebbe tagliato il Bastione verso il mare e la creazione di un terrapieno munito di rivellini verso la terra e la laguna. Alla fine fu edificata solo una caserma difensiva.

Comunque durante il periodo della dominazione francese, ci furono dei lavori di potenziamento del forte.

Durante il periodo austriaco venne interessato da continui lavori di restauro e di manutenzione delle opere in terra.

Tra il  1837-1848, durante gli studi per il potenziamento delle difese della laguna, si cominciò a rendersi conto della inadeguatezza dei forti di San Pietro e di quello degli Alberoni e vennero quindi elaborati dei progetti per la costruzione di nuove opere.

Nel 1856 vennero costruite le fornaci per arroventare i proiettili d'artiglieria.

Dal 1928 e dato in concessione alla CIGA  ed è stato in parte adibito a Golf Club sin dal 1951. Purtroppo, a parte alcuni edifici adibiti alla ricezione del golf ( come si può vedere nella foto ), il resto versa in uno stato di degrado.

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Pianta austriaca dell'opera

 

Notizie sull'opera:

Il tracciato del forte è un poligono di base quadrangolare con il lato che variava da 210 a 230 m. circa formando angoli di circa 90°, dato che ci si doveva adattare all'andamento del terreno. Un fossato circonda il forte e lo protegge da eventuali assedi.

Il tracciato del forte Alberoni presenta due fronti bastionati, rivolti verso il litorale e la laguna e costruiti come per il forte San Pietro sui due vertici del poligono di base ai quali viene aggiunto un terzo fronte bastionato rivolto verso il porto; un bastione e un mezzo bastione collegati ai primi da due cortine.

Era provvisto di due torri in muratura, il cui uso poteva essere da deposito delle polveri e ricovero per la guarnigione, come per l'avvistamento di navi nemiche. Erano previste di caditoie per facilitare la loro difesa da attacchi terrestri.

La guarnigione era composta da 150 uomini.

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Squarcio interno dell'opera ai nostri giorni

 

Vie d'accesso all'opera:

Dal centro del Lido di Venezia ci si porta in direzione Alberoni. Poche centinaia di metri prima di arrivare all'imbarco del traghetto per Pellestrina, si incontra sulla sinistra l'ingresso del Golf Club.